Secondo i resoconti di alcuni media, il summit del BRICS a Delhi, quarto per la formazione originale composta da Brasile, Russia, India e Cina,...

Secondo i resoconti di alcuni media, il summit del BRICS a Delhi, quarto per la formazione originale composta da Brasile, Russia, India e Cina, e secondo da quando il Sud Africa è stato cooptato a Sanya, non ha incendiato il fiume Yamuna (a Nuova Delhi, dove era stato tenuto il 29 marzo). I risultati di questo incontro, secondo alcuni, sono stati al di sotto delle aspettative; queste erano altissime dopo il summit di Sanya, ospitato dalla Cina l\’anno scorso, che aveva suscitato un interesse mediatico senza precedenti ed un’atmosfera altamente elettrizzata.

Ciò nonostante, quanto è uscito fuori dal summit di Delhi, che si riflette nella Dichiarazione di Delhi, non è da sottovalutare. Attraverso l\’istituzione di una banca governata dal BRICS per l\’interazione tra i paesi del sud, e l\’aggiornamento dell\’agenda per gli scambi monetari dei membri interni al gruppo (per sfuggire a un commercio globale dominato dal dollaro americano), il summit ha iniziato un processo che vedrà le sue principali conseguenze tra qualche anno.

Stando a quanto detto da Rob Davies, ministro dell\’Industria e del Commercio del Sud Africa, c\’è stato un notevole progresso sul fronte economico e commerciale. Il ministro ha inoltre annunciato che al prossimo summit il paese ospitante, il Sud Africa, prenderà in considerazione l\’idea di poter costituire un organismo permanente per facilitare i flussi di investimenti esteri tra i vari membri BRICS.

Tali affermazioni hanno una notevole rilevanza, soprattutto se proiettate in un contesto in cui il BRICS guadagna sempre più peso economico, già rilevante, nell\’economia globale. Le stime attestano la concentrazione nelle cinque nazioni del 43% della popolazione mondiale (percentuale in sostanziale aumento nei prossimi anni), il 23% dell\’attività economica globale e una percentuale molto simile per quanto riguarda il commercio globale. Il valore stimato di 240 miliardi di dollari del commercio intra-BRICS rappresenta solo una piccola parte dei loro commerci, ed è molto al di sotto del vero potenziale, ma cresce del 28% l\’anno e sembra destinato a crescere ancora più rapidamente nei prossimi anni, poiché i cinque Stati stanno facendo importanti passi avanti per quanto riguarda i rapporti bilaterali e multilaterali in materia di commercio e investimenti.

Il BRICS già era emerso come volano dell\’attività economica mondiale e protagonista di circa metà dell\’aumento del PIL globale, ed essendo alla testa dello scambio del centro di gravitazione economica mondiale dal Nord al Sud: dal bacino dell\’Atlantico a quelli dell\’oceano Pacifico e Indiano. E\’ chiaro che questo incontro a cadenza annuale continuerà ad essere organizzato finché i leader delle cinque nazioni riusciranno a vedere delle ottime opportunità nei legami politici ed economici che si andranno a creare. Nonostante non sia basato né sulla vicinanza geografica, né su preferenze di ideologia o di difesa, il gruppo BRICS rappresenta l’emergere di una \”area di benessere\” in questi tempi di estreme turbolenze globali e di incertezza diffusa.

Il summit rappresenta il trait d\’union tra cinque navi ammiraglie (due delle quali destinate ad essere tra le prime tre maggiori economie nei prossimi venti anni) che forniscano un grado di stabilità e di relativa certezza in un\’economia globale instabile dalle prospettive estremamente incerte. Il BRICS potrebbe fornire un valido ‘piano b’ in caso di contingenze estreme come una crisi dell\’euro-zona o il crollo del dollaro a fronte di un\’impasse politica a Washington, che causerebbe una caduta della leadership decisionale degli Stati Uniti. Nella situazione attuale la probabilità che questi due scenari si verifichino non è assente. In queste circostanze estreme, i BRICS potrebbero provare a mettere insieme un meccanismo alternativo e far navigare l\’economia globale in acque più tranquille. E\’ proprio nel potenziale ruolo nell\’economia globale del futuro che giace l\’importanza di questo gruppo.

Le componenti politiche della Dichiarazione di Delhi sono meno ambiziose. A differenza dell\’ipotesi di una governance economica mondiale dove il BRICS ha una chiara posizione unitaria – come la selezione meritocratica dei capi di istituzioni finanziarie internazionali quali l\’FMI o la Banca Mondiale, atta ad aumentarvi così il peso delle economie emergenti – non è stata invece raggiunto il consenso sulla proposta di diventare membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avanzata da parte di tre dei suoi membri: Brasile, India e Sud Africa. Se tutti e cinque i membri del gruppo BRICS diventassero membri del Consiglio di Sicurezza, ci sarebbe un guadagno enorme per quanto concerne il potere di contrattazione internazionale e per la stabilità delle fondamenta del gruppo. Il successo di queste cinque nazioni è nato durante la conferenza mondiale sull\’ambiente di Copenaghen, dove hanno cooperato per la prima volta collettivamente.

I BRICS rappresentano un polo alternativo in un panorama governativo globale sempre più multipolare. Gli interessi comuni per portare avanti progetti di sviluppo, eliminare la povertà, proteggere l\’ambiente e assicurare un commercio globale libero, danno ai membri del gruppo delle forti ragioni per continuare a cooperare insieme. Col tempo, possiamo aspettarci che i cinque leader sviluppino un processo di interazione più sereno, fiducioso e proiettato verso il futuro. Processo che darà loro una piattaforma dalla quale potranno impegnarsi in una governance globale e che proponga una posizione lungimirante nelle questioni di interesse comune.

S’è costituito a Sanya il summit economico dei BRICS, tenutosi anche quest’anno il giorno precedente a quello principale. A Delhi vi è stata una partecipazione molto più ampia da parte delle aziende di tutti i cinque paesi. Questo incontro aiuta a mantenere i riflettori puntati sulle questioni economiche, che ad oggi costituiscono l\’aspetto più critico delle relazioni internazionali. I partecipanti brasiliani e sudafricani hanno potuto trarre vantaggio dalla presenza di grandi società a Delhi, per organizzare degli incontri bilaterali con la controparte indiana. La Federazione Indiana della Camera di Commercio e dell\’Industria (FICCI), che ha organizzato il summit economico e l\’incontro bilaterale \”B2B\”, si aspetta che queste attività diventino più importanti negli anni a venire. Con il Sud Africa che avanza l\’ipotesi di portare l\’intera comunità imprenditoriale africana al prossimo summit economico del BRICS nel marzo 2013, la FICCI è ben predisposta alla maturazione del processo \”business to business\”. Quest\’ultima, firmando dei memoranda di intesa bilaterali con le camere di commercio e le associazioni delle altre quattro nazioni, ha il compito di portare avanti un processo che dia nuove aspettative alla comunità globale.

(Traduzione dall\’inglese di Ludovico Ferranti)

NOTE:

Rajiv Kumar è segretario Generale della Federazione Indiana della Camera di Commercio e dell'Industria.

FONTE:

East Asia Forum, 21 aprile 2012.


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