Israele è al momento testimone di un’ondata di razzismo senza precedenti. Mercoledì 23 maggio, alcuni immigrati sono stati oggetto di attacchi a Tel Aviv....

Israele è al momento testimone di un’ondata di razzismo senza precedenti.

Mercoledì 23 maggio, alcuni immigrati sono stati oggetto di attacchi a Tel Aviv. Raccogliendo gli appelli dei dirigenti del partito Likud, centinaia di dimostranti sono stati protagonisti di atti di violenza nei confronti di rifugiati africani richiedenti asilo politico. Una dozzina di immigrati sono stati feriti mentre erano in strada. Case e negozi sono stati saccheggiati1. Lunedì 4 giugno, un appartamento dove risiedevano dieci lavoratori africani è stato dato alle fiamme, ferendo quattro persone. Sul muro, in ebraico, era vergato un invito a \”fare pulizia\”. Le violenze si sono concentrate sulla comunità nera. Secondo fonti ufficiali, ci sono nel paese 60.000 rifugiati in cerca di asilo.

Domenica, il giornale israeliano Maariv ha pubblicato un\’intervista con il ministro degli Interni israeliano Eli Yishai, il quale dichiara che “i musulmani che arrivano qui addirittura non credono che questo paese appartenga a noi, all’uomo bianco (…). Userò tutti i mezzi per espellere gli stranieri, finché non rimarrà un solo infiltrato, e non sarà fatta nessuna eccezione”2. Descrivendo l’immigrazione illegale come “un cancro per la nazione”3 il governo ha iniziato i lavori per un enorme muro che si estende per 240km lungo il confine con l’Egitto. In visita sul luogo, il deputato Aryeh Eldad ha dichiarato che “si sparerà contro chiunque penetri il confine israeliano, sia esso un turista svedese, un sudanese dall’Eritrea, eritrei dal Sudan, asiatici dal Sinai. Si sparerà a chiunque tocchi il confine israeliano”4. Ammettendo che non sarebbe fattibile sparare a chiunque cerchi di scavalcare il confine “a causa del rischio di ripercussioni legali”, il Ministro ha spiegato che il miglior metodo di dissuasione sarebbe l’imprigionamento a lungo termine. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dato ordine ai ministri di “accelerare gli sforzi per deportare i cittadini ivoriani, ghanesi ed etiopi e sudanesi del sud\”.

E’ entrata in vigore una nuova legge che autorizza la detenzione di immigrati senza permesso fino a tre anni. La legge enuncia, inoltre, che chiunque venga trovato a dare aiuto o a proteggere un immigrato illegale sarà soggetto a una condanna da cinque a quindici anni di prigione. Per di più adesso è pure possibile mandare in prigione lavoratori immigrati per crimini quali furto di bici o graffiti. Nel frattempo il centro di detenzione di Saharonim è quasi saturo: è in progetto di portarne la capacità da 2000 a 5400 unità. In aggiunta, le autorità sono a pochi passi dall’aver completato un centro di detenzione per immigrati e rifugiati in cerca di asilo politico nel deserto del Negev. Con una capacità di 11.000 unità sarà il più grande centro di detenzione del mondo5.

La società israeliana, oggi, affronta un’aspra rivalutazione dei limiti di un sistema, la cui legittimità è basata su principi religiosi ed etnici. Lunedì 28 maggio il Procuratore Generale ha avviato procedimenti legali contro i rabbini Dov Lior e Yaakov Yossef, i quali hanno sostenuto pubblicamente un testo teologico razzista: Torath Hamelek (\”La Torah del Re\”)6. Il libro – pubblicato nel 2009 con la collaborazione di Elitzur Herschkowitz e del rabbino Itzhak Shapira – esamina le condizioni sotto le quali possono essere uccisi i non-ebrei senza infrangere nessuna legge religiosa7. Secondo questo testo, il comandamento “Non uccidere” deve essere applicato “solo a ebrei che uccidono altri ebrei”, ed “è legale uccidere bambini, anche in tempo di pace”, se si pensa che possano rappresentare una minaccia in futuro. Shapira dichiara di attingersi puramente alla Torah e che lo Stato non ha il potere di comandare sui testi sacri.

Non sono esempi isolati o marginali. Il rabbino Yaacov Yossef è il figlio di Ovadia Yossef, il leader del partito Shas e guida religiosa di Benjamin Netanayahu. La società israeliana è testimone di un violento aumento di xenofobia oscurantista. Questo cambiamento è stato veementemente criticato da diversi ex ufficiali superiori delle forze di sicurezza e militari, i quali vedono negli attuali leader dei “messianici” che stanno portando il paese a seguire una linea sempre più razzista8.

(Traduzione dall\’inglese di Simone Catania)

NOTE:

[1] "African asylum seekers injured in Tel Aviv race riots", di Conal Urquhart and agencies, The Guardian, 24 maggio 2012.
[2] "Israel enacts law allowing authorities to detain illegal migrants for up to 3 years", di Dana Weiler-Polak, Haaretz, 3 giugno 2012.
[3] "Israel prepares mass deportation of South Sudanese refugees", di Tomer Zarchin, Haaretz, 24 maggio 2012.
[4] "MK: Shoot everyone trying to cross Israel border", di Gili Cohen, Haaretz, 3 giugno 2012.
[5] "Huge detention centre to be Israel’s latest weapon in migration battle", di Phoebe Greenwood, The Guardian, 17 aprile 2012.
[6] Contrariamente alle affermazioni dell’articolo su Le Monde, i rabbini offensivi non sono gli autori dell’opera “La justice israélienne renonce à poursuivre les auteurs d’un ouvrage jugé raciste”, Le Monde, 28 maggio 2012. I lettori noteranno che l’articolo su Le Monde è un rifacimento dell’articolo della “Agence France Presse”. Il giornale e l’Agenzia non hanno espresso commenti sulla natura ‘razzista’ della pubblicazione, il quale resta per loro un termine soggettivo.
[7] "The Murder Midrash", di Kamoun Ben-Shimon, The Jerusalem Post, 19 ottobre 2010.
[8] "Israeli generals revolt against Israeli obscurantism", Voltaire Network, 9 maggio 2012.

FONTE:

Voltaire Network, 11 giugno 2012.


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