Alla vigilia della conferenza \”L\’Unione Eurasiatica: sfida od opportunità per l\’Europa?\”, svoltasi ieri a Roma, il presidente dell\’IsAG e direttore di \”Geopolitica\” Tiberio Graziani...

Alla vigilia della conferenza \”L\’Unione Eurasiatica: sfida od opportunità per l\’Europa?\”, svoltasi ieri a Roma, il presidente dell\’IsAG e direttore di \”Geopolitica\” Tiberio Graziani è stato intervistato da \”La Voce della Russia\” (media partner dell\’evento) a proposito dell\’incontro romano e del significato dell\’Unione Eurasiatica.
La versione audio può essere ascoltata cliccando qui. Di seguito la trascrizione dell\’intervista.

 
Come sarà organizzato il lavoro del Forum?

Si tratta del primo evento sulla Commissione Economica Eurasiatica che si svolge in Europa. Abbiamo scelto Roma per rendere noto al sistema imprenditoriale, politico e massmediatico italiani questa nuova integrazione economica, inaugurata nel 2012 ma con alle spalle un retroterra d\’almeno una decina di anni.
L\’evento vedrà la partecipazione di un esponente della Commissione Economica Eurasiatica, cui seguiranno gl\’interventi dei diplomatici dei tre paesi coinvolti (Bielorussia, Kazakistan e Russia). Nel pomeriggio un secondo panel, più tecnico, darà la parola ad esperti dell\’economia e a rappresentanti dei nostri Ministeri degli Esteri e dello Sviluppo Economico.

Secondo lei l’apparizione dell’Unione Eurasiatica è un atto tempestivo? Quali vantaggi offre il progetto rispetto ad altre strutture in funzione?

Si tratta di un aggregato economico che nasce in una fase molto particolare dal punto di vista geopolitico, quella di transizione uni-multipolare. E\’ normale che oggi e nel futuro nascano nuove aggregazioni politiche, economiche o strategiche. In futuro forse non si parlerà più di scambi tra le singole nazioni, bensì tra gli aggregati di nazioni, quali l\’Unione Europea o l\’Unione Eurasiatica.

Come Lei personalmente vede il futuro del progetto? È utile allargarne i confini?

L\’Unione Eurasiatica rappresenta anche un passo verso l\’integrazione dell\’intera massa eurasiatica in termini di scambi di beni e servizi. Le singole nazioni all\’interno dell\’Unione Eurasiatica dovranno, per facilitare gli scambi, trovare standard comuni, che dovrebbero essere il più possibile simili a quelli dell\’Unione Europea. Ciò porterebbe ad una crescente integrazione economica dei due aggregati.


FONTE:

La Voce della Russia, 18 settembre 2012.


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