Martedì 14 maggio, presso la Sala “Gaetano Martino” del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), si è tenuto il primo incontro del ciclo di seminari...

Martedì 14 maggio, presso la Sala “Gaetano Martino” del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), si è tenuto il primo incontro del ciclo di seminari Business Intelligence 2013 intitolato “Serbia: l’opportunità è vicina”, organizzato dall’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) e dal MiSE in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma. Il dibattito, moderato da Dario Citati, Direttore del Programma “Eurasia” dell’IsAG, si è incentrato su due direttive parallele: il nuovo ruolo giocato dalla Serbia nell’area balcanica e la nascita di una partnership economica strategica.

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Dopo i saluti inaugurali di Pietro Celi, Direttore Generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi del MiSE, è intervenuto il Vice-Ministro Carlo Calenda, che si è soffermato su una collaborazione economica tra Italia e Serbia che sta ormai evolvendo verso forme di vera e propria integrazione. Facendo della strategia di attrazione di investimenti la chiave di volta della sua politica economica, la Serbia ha tutte le carte in regola per divenire un ponte verso altri mercati e un Paese strategico per l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Ricordando l’appoggio dell’Italia all’ingresso della Serbia nell’Unione Europea, Calenda ha auspicato un coordinato affiancamento del governo italiano alle imprese che vogliono ampliare all’estero la propria attività.

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Il Presidente dell’IsAG Tiberio Graziani, nel rimarcare la prossimità geografica dei due Paesi, ha sottolineato l’importanza delle opportunità d’affari date dai nuovi mercati e il ruolo che possono svolgere gli imprenditori italiani nel coglierle attraverso la condivisione del know-how, il trasferimento tecnologico e la recente firma di ben sei accordi bilaterali tra Serbia e Italia. In un’ottica geopolitica, Graziani ha osservato come proprio i rapporti bilaterali possano risultare il fattore vincente in un periodo in cui il multilateralismo attraversa invece una fase di crisi.

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I principali obiettivi della politica estera e della politica economica serba sono stati al centro dell’intervento dell’Ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia, S.E. Ana Hrustanovic. Oltre alla cooperazione regionale, all’integrazione economica e alla pacificazione dei conflitti, l’Ambasciatrice ha sottolineato come gli scopi primari del suo Paese siano l’ingresso nell’Unione Europea e la tutela degli interessi nazionali in Kosovo, in particolare a Kosovska Mitrovica. Inoltre si è espressa favorevolmente sulla creazione di una macroregione adriatico-ionica ed ha confermato come l’avvicinamento con i Paesi vicini e l’attrazione di investimenti esteri rappresentino una chiave decisiva per il rilancio industriale del Paese. L’intervento dell’Ambasciatrice si è concluso con una marcata sottolineatura del fondamento anche storico-culturale dei buoni rapporti italo-serbi: nel 2013 ricorre l’anniversario dei 1700 anni dall’Editto di Milano, che in Serbia viene ricordato con numerose celebrazioni e costituisce la radice d’un percorso che ha segnato la storia di entrambi i Paesi e della stessa Europa.

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Osservazioni analoghe sono state avanzate da Dario Citati, che ha poi evidenziato come per le aziende italiane la Serbia rivesta un duplice ruolo di destinazione e di tramite, e che dunque la cooperazione bilaterale vada intesa nell’ottica di un’integrazione economica continentale, chiamata a rendere complementari gli interessi dei diversi soggetti coinvolti.

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Il Ministro plenipotenziario Carlo Lo Cascio, Capo unità per i Paesi dei Balcani del Ministero degli Affari Esteri, ha fornito una chiave di lettura di natura politico-diplomatica, in quanto la Serbia è l’unico Paese della regione a partecipare a vertici intergovernativi con l’Italia. In ragione di ciò le istituzioni italiane percepiscono a ragione Belgrado come partner privilegiato e perno decisivo per la stabilità nella penisola balcanica.

Giovanni Mafodda, nuovo Direttore dell’ufficio ICE di Belgrado, ha illustrato i progressi del mercato serbo che negli ultimi mesi ha registrato un incremento dell’attività produttiva del 5%: un fattore che è al contempo testimonianza della capacità operativa delle aziende italiane nel Paese e stimolo ad ulteriori passi in avanti nel prossimo futuro.

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Il Primo Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica di Serbia, Rade Berbakov, ha proseguito con l’analisi della situazione economico-commerciale nel Paese, soffermandosi soprattutto sull’accresciuto livello di sicurezza e redditività degli investimenti. Le opportunità per il settore privato italiano hanno un moltiplicatore soprattutto negli accordi di libero scambio che Belgrado ha varato con Paesi terzi, in particolare con Turchia, Russia, Bielorussia, Kazakhstan. Proprio quest’ultimo aspetto rende il territorio serbo particolarmente attrattivo, grazie alla possibilità di abbattere i costi doganali e tariffari esportando direttamente dalla Serbia verso quei mercati con cui sono stati stipulati tali accordi.

Jelena Avkovic, FDI Avisor di SIEPA (Serbian Investment and Export Promotion Agency), ha esposto nel dettaglio il sistema degli incentivi a fondo perduto per gli Investimenti Diretti Esteri, che negli ultimi anni hanno favorito l’apertura di numerose strutture produttive, illustrando così risultati e obiettivi futuri della SIEPA: dalla promozione delle esportazioni serbe alla creazione di nuovi posti di lavoro in loco.

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L’avvocato Paolo Quattrocchi, Socio dello Studio Legale NCTM, ha tracciato un profilo giuridico del sistema serbo, focalizzandosi sulla normativa su investimenti e agevolazioni fiscali, sulle leggi sulla proprietà intellettuale e sul riconoscimento delle sentenze straniere. Ha inoltre richiamato l’attenzione dei presenti su due punti controversi: l’elasticità complessiva del sistema e l’applicabilità di normative molto ampie. Ulteriori approfondimenti sul quadro legale sono stati oggetto dell’intervento di Francesco G. Leone, Direttore di Programma dell’IsAG, che ha ricostruito l’evoluzione giuridica dal 2002 ad oggi in termini di adeguamento agli standard europei ed internazionali, evidenziando risultati degni di nota come la costituzionalizzazione del divieto del conflitto di interesse.

Dopo aver delineato i fondamentali economici del Paese senza trascurarne le peculiarità storico-culturali, sono intervenuti alcuni protagonisti diretti della collaborazione economica tra Italia e Serbia. Loris Asquini, Responsabile Focal Point Balcani di Lega Coop, ha esposto le linee guida del progetto PRO.COOP (Promozione delle imprese Cooperative nell’Europa balcanica per la coesione economica e sociale). Una panoramica dell’attività italiana in Serbia nell’ambito finanziario è stata invece oggetto dell’intervento di Randa Maria Morgan, Chief Economist SACE, che ha illustrato le modalità di copertura del rischio di credito. Stefano Cocchieri, Head of Soft Loans Contribution & Subsidies di Unicredit S.p.A, si è soffermato invece sul fondo finalizzato all’attività di microcredito che Unicredit destina alle attività imprenditoriali in Serbia.

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Vari progetti finanziati dalla legge 84/01 (“Disposizioni per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione ed allo sviluppo dei Paesi dell’area balcanica”) sono stati presentati da Annalisa Gamba del Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte e da Sandra Sondini, Direttore del Dipartimento di Cooperazione Economica di Informest. Paolo Perin, Head of Marketing and Special project di Finest, e Letizia Pizzi, Manager dell’ufficio Europa ed internazionalizzazione di Confindustria, hanno trattato rispettivamente del Progetto “Destinazione Kragujevac” e di una missione imprenditoriale tenutasi in Serbia e Montenegro dal 14 al 18 aprile 2013.

Durante i saluti finali, la Dott.ssa Paola Brunetti, Direttrice di Divisione per le politiche di internazionalizzazione del MiSE, ha ringraziato i partecipanti per l’inizio del ciclo di seminari Business Intelligence 2013, che il Ministero assieme all\’IsAG dedica al mondo dell\’impresa che vuole internazionalizzarsi per rafforzare il tessuto economico italiano e il sistema-paese.

Al di là delle vicissitudini del passato recente e grazie alla vicinanza territoriale con l’Italia, la Serbia si avvia a diventare un volano per la stabilizzazione dell’area balcanica, nonché un ponte che offre sbocchi su nuovi mercati non solo all’interno dei Balcani ma anche verso Oriente: questo il fil rouge che ha accomunato gli interventi dei diversi relatori presenti al dibattito.

(Alessandra Caruso)



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