Lo scorso 31 maggio si è tenuta a Roma presso l’Hotel Ambasciatori Palace la conferenza stampa della delegazione del governo egiziano, giunta a Roma...

Lo scorso 31 maggio si è tenuta a Roma presso l’Hotel Ambasciatori Palace la conferenza stampa della delegazione del governo egiziano, giunta a Roma per presentare alle aziende italiane le nuove opportunità di investimento nel Paese nordafricano, al fine di promuovere le basi per una partnership con l’Italia. La delegazione ha dapprima tratteggiato la nuova fisionomia del Paese, frutto di quella serie di riforme adottate dopo la rivoluzione delle \”primavere arabe\” (fra le più importanti, quelle concernenti la promozione della educazione, la tutela dell’infanzia e della condizione femminile), per poi porre l’accento sullo scopo principale del viaggio in Italia (che, peraltro, proseguirà in altri Paesi europei), ovvero la promozione dello sviluppo economico dell’Egitto attraverso la costruzione di una nuova base industriale per attirare capitali stranieri.

A tal fine sono state illustrate le potenzialità del Paese e, soprattutto, indicati i fattori di stabilità che il governo egiziano assicurerà ai suoi investitori. In particolare, Hassan Malek (membro dell’EBDA, Associazione di Sviluppo degli Affari Egiziana, ed importante uomo d’affari) ha tenuto a precisare che «l’Egitto sta percorrendo la giusta strada verso la stabilizzazione e il governo si sta impegnando a costruire un Paese nuovo attraverso riforme economiche, finanziarie e costituzionali». In questo senso sono stati varati nuovi piani di sviluppo e misure atte a rimodernare lo Stato attraverso la previsione di un’equa suddivisione dei poteri, l’attuazione di riforme finanziarie per la riduzione del deficit, la riduzione dell’eccessiva burocratizzazione e, in particolare, la predisposizione di un nuovo impianto legislativo meno farraginoso e, dunque, maggiormente incentivante gli investimenti degli imprenditori stranieri.

Durante l’incontro è stato, inoltre, rilevato come l’attuale governo abbia mantenuto tutti gli accordi bilaterali pregressi; aspetto, questo, che comprova un elevato grado di stabilità e affidabilità delle sue politiche (a tal proposito è stata citata, a titolo di esempio, la riattivazione del Consiglio Economico di Cooperazione tra Egitto/Italia durante la visita del 2012 del Presidente Morsi). Questa condizione di “buona salute” è stata ripetutamente evidenziata dalla delegazione che, a sostegno di ciò, ha ricordato come il Paese abbia registrato nell’ultimo periodo una crescita economica pari al 2,6%, dato che si candida a crescere nel prossimo futuro. Tali fattori, coniugati alla favorevole posizione geografica, permetterebbero all’Egitto di avere un ruolo da protagonista nel nuovo sistema politico mondiale. Tale ambizione, tutt’altro che infondata, sarebbe sostanzialmente ancorata al fatto che l’Egitto occupa una posizione strategica dovuta sia all’ubicazione che all’esistenza del Canale di Suez; due fattori, questi, che come ha tenuto a precisare l’Ing. Osama Farid (vice Presidente EBDA) «consentirebbero al Paese di poter giocare nell’area un ruolo da protagonista sia a livello politico che economico».

La delegazione, peraltro, non ha taciuto sulle importanti sfide che attendono il Paese. Infatti, nonostante i dati positivi registrati nell’ultimo periodo, l’Egitto avverte l’urgente bisogno di rinnovare numerosi settori economico-produttivi, tra i quali quello energetico costituisce uno dei più importanti per lo sviluppo del Paese e, al contempo, un fertile terreno su cui potere impiantare il partenariato tra i due Stati. Proprio su questo secondo aspetto la delegazione ha vigorosamente posto l’accento, affermando che è nel loro interesse acquisire expertise italiana per il miglioramento delle tecnologie del settore, e sottolineando che per l’Italia rappresenterebbe una preziosa occasione per vantaggiosi investimenti. Tra gli altri potenziali settori che potrebbero vedere protagonisti gli investimenti delle aziende italiane sono stati citati quello ferroviario e dell’agroalimentare. Circa quest’ultimo, in particolare, tra i due paesi è in corso il famoso progetto “Corridoio Verde”, un’iniziativa nata con la dichiarazione congiunta del 2002 e volta a rafforzare la collaborazione nel settore agro-alimentare per ottenere benefici comuni nel contesto della globalizzazione dei mercati. L’investimento in questo settore significherebbe creare nuovi posti di lavoro, aumentare le opportunità per gli operatori egiziani di acquisire nuove conoscenze e di contribuire in modo significativo alla crescita del PIL egiziano. Il contributo italiano si attuerebbe non solo in termini economici, ma anche di idee e di partenariato. Il progetto, che tuttavia è ancora in fase di studio, mira sia ad aumentare il tasso di esportazioni di prodotti ortofrutticoli egiziani verso l’Italia e, attraverso quest’ultima, verso l’Europa, che ad aprire i mercati egiziani ad alcuni prodotti ortofrutticoli italiani.

In definitiva, sulla base del fausto quadro tratteggiato e delle proposte formulate nel corso della conferenza stampa, non resta che augurarsi che il partenariato fra Egitto e Italia possa intensificarsi e ciò in ragione sia dell’espansione economica che si appresta a vivere l’Egitto, sia della connotazione geografica che vede entrambi esposti sul Mediterraneo, che della ragione storica dettata dalla poderosa emigrazione di oltre 30.000 nostri connazionali che, tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, raggiunsero il Paese che con le loro competenze di architettura, ingegneria, medicina, commercio ed industria, contribuirono a far decollare.



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