Lo scorso lunedì 17 giugno, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” si è svolta la presentazione dell’ultimo numero di Geopolitica, intitolato...

Lo scorso lunedì 17 giugno, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” si è svolta la presentazione dell’ultimo numero di Geopolitica, intitolato America Latina: tentativi di unità. L’incontro, seguito da un ragguardevole numero di partecipanti, per la maggior parte studenti, ha visto alternarsi al tavolo dei relatori l’Amb. Felice Scauso (Consigliere dell’Istituto Italo-Latino Americano), il Prof. Paolo Sellari (Ricercatore di Geografia Politica Economica dell’Università La Sapienza) intervenuto in veste di moderatore, la Prof.ssa Laura Mariottini (Ricercatrice di Lingua Spagnola, Università La Sapienza), l’Avv. Francesco Leone (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie – IsAG, Direttore del programma di ricerca “America Latina”) e il Dott. Filippo Romeo (Ricercatore associato nel programma \”America Latina\” del Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie – IsAG).

Nella sua introduzione il Prof. Sellari, dopo aver fatto una breve disamina sulle principali questioni di carattere geopolitico che stanno interessando l’America Latina, ha posto la questione sull’effettiva consistenza del processo di unificazione in corso posto in essere dai Paesi latinoamericani. Filippo Romeo, il primo dei relatori ad intervenire, ha posto l’accento sul ruolo che il Venezuela “di” Chávez ha avuto nel processo d’integrazione latinoamericana. Più in dettaglio, dopo aver brevemente tracciato l’escalation del Paese, favorita sia dall’abilità dell’allora Presidente di combinare abilmente fattori geografici con fattori energetici che dalla fase in corso di multipolarizzazione delle Relazioni Internazionali, ha fatto il punto sull’ardua eredità lasciata da Chávez al neoeletto Presidente Maduro. A tal proposito, il relatore ha posto l’accento su due principali questioni irrisolte: il problema della mancata diversificazione del comparto economico che, ove perdurasse, potrebbe compromettere notevolmente la “tenuta” del Paese; e la piaga dell’inflazione che, a due cifre, tiene in una morsa il Venezuela. Tuttavia, nel concludere, Romeo ha espresso fiducia sulla tenuta del processo d’integrazione in corso dal momento che Chávez ha rispolverato l’importanza del fattore sociale, culturale e identitario, elementi questi che hanno supportato la visione geopolitica dell’allora Presidente.

Successivamente è intervenuto l’Amb. Felice Scauso, il quale ha catturato magistralmente l’attenzione dell’aula parlando dei “tentativi di unità” in corso nel continente latinoamericano attraverso le personali esperienze vissute in qualità di ambasciatore italiano presso alcuni dei Paesi della macro regione. Nella squisita dissertazione, condita da affascinanti narrazioni e da aneddoti esclusivi, l’Ambasciatore ha fatto un quadro generale dello sviluppo regionale, soffermandosi, in particolare, sull’esperienza messicana che lo ha visto direttamente partecipe durante metà anni ‘90 del secolo scorso. Nella sua puntuale descrizione, l’ambasciatore non si è risparmiato nell’evidenziare anche i numerosi problemi che, di fatto, a suo parere, possono ostacolare tale processo di unificazione. Fra i molti, il relatore ha posto l’attenzione sulla pensante diseguaglianza sociale che tutt’ora vige nel continente. A ciò ha aggiunto l’annoso problema della criminalità e del traffico di droga e, non ultima, la questione dei conflitti irrisolti. Tuttavia, nel concludere il suo intervento non ha escluso a priori la potenzialità di questo processo di unificazione, sottolineando che la sua forza propulsiva risiede nel fatto di originare “dal basso”.

A seguire l’intervento dell’Avv. Francesco Leone il quale, nel porre l’accento su una delle maggiori entità sudamericane che al momento animano il processo di unificazione in corso, ovvero l’UNASUR, ha focalizzato l’attenzione sulla “idea” che soggiace a questa organizzazione e che, sostanzialmente, coincide con l’idea di lotta per l’emancipazione e l’unità sudamericana. A tal proposito, il relatore ha messo in luce i differenti aspetti di tale processo offrendo, così, al pubblico e agli altri relatori numerosi e interessanti spunti di riflessione tramutatisi, a margine degli interventi, in un breve ma vivace dibattito. Più in dettaglio, Leone
ha fatto un breve quadro dell’architettura istituzionale, per poi concentrarsi sulla visione geopolitica che contraddistingue l’operato di tale organismo; visione che si innesta perfettamente sia sul pensiero dei Padri fondatori dell’idea di indipendenza del continente – Simon Bolivar e Josè de San Martin – quanto su quella di Peron e, da ultimo, ma non certo per importanza, di Hugo Chávez che è stato uno degli animatori del processo ancora in corso. Il relatore ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza che riveste all’interno dell’organizzazione stessa il Consiglio Sudamericano di Difesa, un forum di discussione e di scambio di informazioni, utile a creare un’identità nel settore della Difesa al fine di poter rafforzare il sistema democratico, lo stato di diritto e, soprattutto, la sovranità degli Stati, nonché di sviluppare la promozione del disarmo.

Infine, a chiudere il giro di tavolo è stata la Prof.ssa Laura Mariottini il cui intervento ha rappresentato il valore aggiunto alla conferenza. La Professoressa, rimanendo in perfetta armonia con gli interventi che l’hanno preceduta, ha concentrato la sua esposizione sull’importanza rivestita dai fattori linguistici, identitari, storici e culturali nel processo di integrazione. In particolare la relatrice, nell’apprezzare il volume oggetto di presentazione – evidenziandone la qualità degli interessanti contenuti – ha sottolineato come il fattore linguistico e quello identitario siano entrambi strettamente interconnessi e come, al contempo, da essi dipenda – o, quantomeno, sia fortemente influenzato – la buona riuscita del processo di unificazione latinoamericana.

Il Prof. Sellari, nel tirare le fila di tutti e quattro gli interventi e nel porre alcune domande a suggello della completezza degli stessi, ha ringraziato i relatori e i partecipanti congedandosi con l’augurio, o meglio l’impegno, di rincontrarsi per la presentazione del prossimo numero della rivista.

(F.R.)



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