Un ingente furto di fondi pubblici da parte delle autorità governative ha pericolosamente minato il settore della sanità pubblica, provocando così nelle ultime settimane...

Un ingente furto di fondi pubblici da parte delle autorità governative ha pericolosamente minato il settore della sanità pubblica, provocando così nelle ultime settimane lo sciopero di centinaia di operatori nel settore della sanità pubblica, unite per protestare contro il ritardo nei pagamenti degli stipendi del mese di settembre.

I ritardi sono stati causati dallo scandalo finanziario che ha coinvolto le autorità governative, responsabili di aver sfruttato i buchi del sistema dei pagamenti statali, al fine di creare dei depositi fraudolenti sui conti di compagnie che non godevano di alcun contratto con il governo. Stando a quanto riportato dalla Financial Intelligence Unit – un organo di governo – dai fondi pubblici sarebbero stati trasferiti fino a 20 bilioni di kwacha (5.3 milioni di dollari).

Lo sciopero dei dipendenti della sanità pubblica, iniziato i primi di ottobre, ha bloccato le attività degli ospedali pubblici, che registrano anche una considerevole mancanza di fondi per l’acquisto di attrezzature mediche e farmaci.
“La mia bambina di tre anni ha avuto la febbre, mi sono recata presso l’ospedale del nostro distretto perché ricevesse le cure mediche necessarie, e purtroppo sono tornata a casa senza ottenere nulla: lo staff medico era in sciopero”, ha raccontato Laurine Mwangupili a proposito del distretto di Karonga, nella zona nord del Malawi. “Ci hanno detto che non potevano prendersi cura dei pazienti perché i loro stipendi non erano stati pagati”.

Un dipendente dell’ospedale, che ha preferito rimanere nell’anonimato, dichiara che tutto lo staff tecnico, inclusi gli infermieri, gli assistenti medici e il personale clinico, ha partecipato allo sciopero. I dipendenti dei due ospedali di riferimento del Paese – il Kamuzu Central Hospital di Lilongwe e il Queen Elizabeth Central Hospital di Blantyre – così come quelli degli ospedali dei distretti di Dezda e Salima, hanno deciso di aderire allo sciopero dopo il ritardo nei pagamenti degli stipendi. Gli stessi hanno dichiarato che continueranno a scioperare nel caso in cui ci saranno ritardi anche nel pagamento degli stipendi di questo mese.

I lavoratori coinvolti nello sciopero intervistati da IRIN, hanno riferito di essere stati sfrattati con la forza dalle loro case, perché non in grado di pagare l’affitto mensile. Anche alcuni insegnanti hanno visto ritardato il pagamento dello stipendio mensile, proprio per lo scandalo relativo ai fondi pubblici.

“Paralizzati” per colpa della corruzione

Martha Kwataine, il direttore esecutivo dell’NGO Malawi Health Equity Network, ha lanciato l’allarme per gli effetti che la corruzione ha sul settore sanitario, che già precedentemente nel corso di questo anno ha sofferto per la scarsità di fondi.
“Abbiamo ripetuto che la corruzione paralizza la sanità pubblica,” ha riferito Kwataine a IRIN. “In quanto nazione, non possiamo pagare il personale medico specializzato, in questo modo perderemmo il nostro denaro. Per questa ragione continuiamo a mandare i nostri pazienti in altre nazioni come la Tanzania, perché possano ricevere trattamenti specializzati per malattie come il cancro”.

Kwataine ha aggiunto che il problema della corruzione va oltre il ritardo nel pagamento dei salari, e che ha causato lo scarseggiare degli strumenti medici essenziali, inclusi i farmaci che “attualmente mancano in molti ospedali”. Anche l’Unione Medica dei Dottori di Malawi ha protestato contro la speculazione sui fondi pubblici con un comunicato, sottolineando che “È demoralizzante e oltremodo frustrante che, mentre il governo lotta per assicurare una disponibilità continua delle medicine e degli strumenti essenziali negli ospedali pubblici, ovviando a delle carenze determinate dalla mancanza di fondi pubblici, proprio alcuni individui all’interno del servizio pubblico riescano in maniera così semplice ad accedere a quegli stessi fondi – che già scarseggiano – per soddisfare le proprie necessità personali”.

Nel mese di settembre, IRIN ha fatto notare come ai pazienti dell’ospedale di Nkhata Bey fosse servito solo del porridge, anziché la tradizionale ‘nsima’ (una zuppa di mais molto densa). Le autorità ospedaliere hanno dichiarato che ciò era dovuto allo scarseggiare di fondi pubblici a disposizione dell’ospedale, una situazione che si era aggravata già da agosto.

Le reazioni dei donatori

Le conseguenze di una truffa simile, che i media locali hanno soprannominato “Cashgate”, si vedranno nei mesi successivi, dal momento che i donatori internazionali, che rappresentano fino al 40% del budget nazionale del Malawi, minacciano di uscire dalla nazione.

La Norvegia ha già sospeso i suoi aiuti, mentre la Germania ha chiesto al governo di affrettarsi nel cercare i responsabili della truffa, e l’Unione Europea ha minacciato di ritirare 39 milioni di dollari di aiuti a dicembre se i problemi con la corruzione non verranno risolti. Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato lunedì che tratterrà altri 20 milioni di dollari di credito al Malawi fino a dicembre.

Da quando l’organo anti-corruzione del Malawi ha scoperto la truffa nei primi giorni di settembre, il governo ha sospeso i pagamenti per poter mettere fine alla frode, e 10 ufficiali del governo sono stati arrestati con l’accusa di riciclaggio di denaro. Il 10 ottobre, la Presidentessa Joyce Banda ha sciolto il suo gabinetto. Molti dei 32 membri del gabinetto sono stati riconfermati, ad eccezione dei ministri della finanza, della giustizia, dell’industria e del commercio.

Storia della corruzione

La corruzione è stata sempre un problema nel Malawi, ciascuno dei presidenti precedenti della nazione ha sempre promesso di risolvere i problemi legati ad essa, risultando comunque coinvolto in attività corrotte non appena finito il mandato.

Il primo presidente eletto nelle elezioni multipartitiche del 1994, Bakili Muluzi, al momento deve rispondere dell’aver intascato 1.7 billioni di kwacha (4.5 milioni di dollari), destinati invece ai fondi pubblici. Il suo successore, Bingu wa Mutharika, dopo la morte è stato accusato di aver costruito una proprietà del valore di 61 bilioni di kwacha (163 milioni di dollari) durante l’ottavo anno del suo mandato al governo. Si sospetta che gran parte di quel denaro derivi dalle casse dello Stato, dal momento che egli ha dichiarato solo 136 milioni di kwacha (363,000 dollari) all’inizio del mandato nel 2004.

Sotto Mutharika, il Malawi ha inoltre sofferto per le difficili relazioni con i suoi donatori. Nel 2001, il Regno Unito ha congelato i suoi aiuti alla nazione a causa di un disguido diplomatico. Fin dall’inizio del mandato nell’aprile del 2012, Banda ha lavorato duramente per ricucire le relazioni con i donatori ma, probabilmente, i risultati ottenuti potrebbero ora essere stati vanificati.

(Traduzione dall\’inglese di Maria Pia Ester Cristaldi)

NOTE:

IRIN, 24 ottobre, 2013.


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