Mercoledì 26 febbraio 2014, nella sontuosa Sala XXIII della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stato presentato il volume L’unità nella diversità. Religioni, etnie...

Mercoledì 26 febbraio 2014, nella sontuosa Sala XXIII della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, è stato presentato il volume L’unità nella diversità. Religioni, etnie e civiltà del Kazakhstan contemporaneo, a cura di Dario Citati e Alessandro Lundini e con contributi di Eliseo Bertolasi, Giuliano Luongo e Giacomo Guarini.

Dopo i saluti di apertura di Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana che ha reso possibile l’evento, ha preso la parola Don Edoardo Canetta, Assistente accademico dell’Ambrosiana che ha vissuto per diciotto anni in Kazakhstan ed ha insegnato presso l’Università Nazionale Eurasiatica \”Lev Gumilëv\”. Don Canetta, moderatore dell’intera conferenza, ha rammentato alcuni tratti salienti della cultura kazaka, della sua tolleranza e della sua apertura verso l’altro da sé alla luce della sua lunga esperienza. In particolare, si è soffermato sulle memorie degli Italiani deportati nei Gulag sovietici in Kazakhstan, che riportarono unanimi testimonianze circa la grande ospitalità e del senso di umanità della popolazione locale.

A seguire è intervenuto l’Ambasciatore della Repubblica del Kazakhstan in Italia Andrian Yelemessov, che ha presentato il Paese illustrando i fondamenti istituzionali della politica multiculturale kazaka – l’Assemblea del Popolo del Kazakhstan, il Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali – nonché delineandone le prospettive di sviluppo economico. La posizione geografica del Kazakhstan, situato tra Europa e Asia, la sua politica estera improntata ai buoni rapporti sia con l’Oriente che con l’Occidente fanno di questo Stato un tassello di equilibrio decisivo della regione centroasiatica. Astana ha già accresciuto considerevolmente il suo peso economico negli ultimi anni e l’Expo 2017, che seguirà quello di Milano 2015, costituirà da questo punto di vista un’ulteriore slancio all’internazionalizzazione.

Caterina Filippini, docente di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università Statale di Milano e membro del Comitato Scientifico della collana \”Orizzonti d’Eurasia\” in cui è stato pubblicato L’Unità nella diversità, ha discusso della politica multi-religiosa e multietnica del Paese in riferimento al suo quadro normativo. La Costituzione del Kazakhstan indipendente presenta degli elementi di affinità con il passato sovietico ma anche significative novità, specialmente in rapporto ad altre Repubbliche sovietiche, che consentono di contestualizzare la politica interna attraverso il profilo giuridico. Secondo Fabrissi Vielmini, analista esperto di Asia centrale e membro del Comitato Scientifico della collana “Orizzonti d’Eurasia”, la ricerca costituisce una introduzione efficace ai problemi del Paese e della regione centroasiatica nel suo insieme.

La tesi fondamentale del libro è stata quindi illustrata da Dario Citati, curatore e co-autore dell’opera. Il Kazakhstan è un Paese non privo di difficoltà interne e di contraddizioni che pongono numerosi interrogativi relativamente al suo futuro sviluppo civile. Due elementi contraddistinguono tuttavia la sua politica in materia di concordia inter-etnica e inter-religiosa. In primo luogo, pur essendo un Paese a maggioranza musulmana, il Kazakhstan ha fatto propria una concezione laica e a-confessionale del rapporto con le religioni, che si differenzia tuttavia da quella occidentale. Mentre quest’ultima tende a emarginare la dimensione religiosa nella sfera privata, la laicità dello Stato kazako cerca di valorizzare il ruolo pubblico delle religioni compatibilmente con le esigenze di stabilità interna. In secondo luogo, la creazione di un’identità sovranazionale \”kazakistana\”, distinta dall’identità etnica kazaka e fondata sul rispetto delle leggi e sull’appartenenza civica, ha rappresentato lo strumento attraverso cui il Paese ha cercato di dotarsi di una coscienza comune e condivisa fra le circa 130 etnie che lo abitano.

Eliseo Bertolasi, autore del capitolo L’Islam in Kazakhstan, ha indicato i punti salienti della \”rinascita islamica\” che, iniziata dal crollo dell’Unione Sovietica, si sta tuttora espandendo nel Paese. Con l’indipendenza del Kazakhstan, l’Islam è diventato una parte integrante del processo di nation-building di tutta l’Asia centrale, contribuendo allo sviluppo di nuove identità nazionali, di sistemi di valore, di linee guida per la vita sociale e politica, come di nuove relazioni col mondo musulmano. Attraverso questa \”rinascita islamica\” i musulmani non solo hanno cominciarono ad esplorare la conoscenza dell’Islam ma anche a praticarlo apertamente. Questa \”rinascita\” rappresenta quindi un fattore basilare di consolidamento etnico, un’importante riappropriazione del patrimonio spirituale e identitario da parte di popolazioni che fino al 1991, proprio per il fatto di essere in Unione Sovietica, a causa della Guerra Fredda, si trovavano isolate dal resto del mondo.

Eliseo Bertolasi ha delineato la complessa composizione religiosa del Paese, dove musulmani e cristiani (prevalentemente ortodossi di etnia slava), che rappresentano complessivamente il 95% della popolazione, praticano le loro rispettive religioni in un sostanziale rispetto reciproco. Secondo il gran muftì Haji Absattar Derbisali, ad esempio, il Kazakhstan rappresenti oggi uno dei migliori esempi, a livello mondiale, di dialogo e cooperazione tra Islam e Cristianesimo attraverso un’organica combinazione tra le tradizioni della cultura orientale e occidentale. Bertolasi ha però evidenziato come, più facilmente, appaiano invece situazioni di contrasto, all’interno dello stesso Islam, tra le forme più tradizionali, che risentano di determinate \”sopravvivenze\” (derivanti da antichi culti pagani professati dalle popolazione nomadiche che vivevano su queste immense steppe prima dell’arrivo dell’Islam) e le tendenze più radicali dell’Islam ufficiale, soprattutto negli ultimi tempi diffuse da missionari stranieri, o da ulama kazaki che hanno studiato all’estero.

Il giorno successivo, giovedì 25 febbraio, Eliseo Bertolasi e Dario Citati hanno avuto occasione di parlare del volume L’Unità nella diversità all’Università Ca’ Foscari di Venezia, presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, in occasione di una dibattito sul Kazakhstan organizzata dal prof. Aldo Ferrari, russista e armenista di fama internazionale e membro del Comitato Scientifico della collana \”Orizzonti d’Eurasia\”.



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