Venerdì 16 maggio 2014 presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Camera dei Deputati) si è svolta la Conferenza “Geopolitica del cibo. La...

Venerdì 16 maggio 2014 presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Camera dei Deputati) si è svolta la Conferenza “Geopolitica del cibo. La questione della sicurezza alimentare”, organizzata dall’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie). L’evento, che ha visto la partecipazione di esperti e studiosi del settore, ha rappresentato una preziosa opportunità per discutere di una delle principali sfide del sistema internazionale, quella della sicurezza alimentare, alla luce dell’evento che il nostro Paese ospiterà a Milano in occasione dell’Expò 2015 e il cui tema è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Ha aperto i lavori l’On. Laura Garavini che, nei suoi saluti iniziali, ha ricordato il ruolo dell’Italia come referente base per la promozione del patrimonio agroalimentare italiano e la tutela della sicurezza alimentare. La lotta contro ogni tipo di sofisticazione alimentare dovrà essere un tema di cruciale importanza per il semestre europeo a guida italiana. Ha chiuso i saluti il Presidente dell’IsAG Tiberio Graziani il quale, partendo dall’attuale periodo di transizione da un mondo unipolare a uno multipolare, ha analizzato il tema da un punto di vista trasversale, nel suo impatto socio-economico. Secondo il Presidente Graziani, l’emergere di una classe media nei nuovi paesi in via di sviluppo pone l’esigenza di analizzare i nuovi processi di standardizzazione dell’industria alimentare, soprattutto in Cina e nei paesi ex-Urss.

L’ambasciatore dell’Honduras S.E. Carmelo Rizzo, presente in sala, ha voluto intervenire per sottolineare la stretta collaborazione tra Italia e Honduras nel campo della sicurezza alimentare e l’avvio di numerosi progetti bilaterali sulla tematica in questione.

Chiusa la parte introduttiva dell’incontro, è intervenuto il Dott. Silvio Borrello, Direttore Generale per l’Igiene, la Sicurezza alimentare e la Nutrizione del Ministero della Salute. Nell’attuale mondo globalizzato in cui le distanze non sono più un ostacolo agli scambi commerciali, diventa fondamentale tutelare la sicurezza alimentare dai paesi di importazione e cercare di porre in essere un’azione di bilanciamento tra gli interessi degli esportatori e il controllo alle nostre frontiere. Secondo Borrello la sicurezza alimentare non deve essere considerata come una barriera bensì come un valore aggiunto, grazie alla circolazione rapida delle informazioni (RASFF e INFOSAN).

L’intervento del Dott. Massimo Iannetta, Responsabile Unità Tecnica “Sviluppo sostenibile e innovazione del sistema agro-alimentare” dell’ENEA, si è focalizzato sulla sostenibilità e sulla competitività del settore agroalimentare. Partendo dall’analisi della situazione attuale che vede un aumento demografico e la scarsità di prodotti agroalimentari, ha riassunto le sfide future in cinque punti fondamentali: mantenere inalterate le superfici agricole oggi a disposizione, aumentare la produzione garantendo qualità e sicurezza, gestire al meglio risorse limitate come acqua, energia e biodiversità, adottare modelli sostenibili ed infine ridurre al massimo gli sprechi attraverso accordi internazionali, la ricerca e l’innovazione. In questo senso Iannetta ha sottolineato la necessità di un cambiamento generale del modo di concepire le relazioni tra produttori e prodotto finito: bisogna trovare un equilibrio tra la produzione di più cibo e la sostenibilità del pianeta per le generazioni future. La centralità del cibo e il forte impegno in ricerca ed innovazione devono essere prioritari nelle agende politiche internazionali e attraverso le nostre scelte di acquisto potremmo orientare i modelli di produzione, aiutando a decidere il futuro.

La cooperazione internazionale sul tema della sicurezza alimentare è stato l’oggetto dell’intervento del Dott. Mauro Ghirotti, Esperto DGCS Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri. Secondo Ghirotti, la presenza di diversi fattori sia strutturali sia contingenti, come l’aumento demografico, la presenza di paesi in via di sviluppo e la crescita del potere d’acquisto delle nuove economie, possono creare nuove crisi alimentari difficili da affrontare. La soluzione è cercare di promuovere modelli più sostenibili, privilegiando l’impatto sociale a quello economico. Queste tematiche si inseriscono nei processi in atto come il Doha Round e le principali politiche europee (PAC e PCP). La sfida più importante rimane comunque quella di aumentare gli sforzi per raggiungere la sostenibilità economica, sociale e ambientale attraverso l’impegno politico, l’abbandono della retorica e la concretezza.

A seguire è intervenuto il Dott. Roberto Reali, Dipartimento Scienze Bio-agroalimentari del CNR, che ha affrontato un altro lato del problema della sicurezza alimentare e che può essere considerato l’elemento chiave del dibattito: il tema delle risorse idriche, fondamentali per la sopravvivenza degli esseri viventi. Affrontando la questione della crisi idrica del Lago Ciad, ha sottolineato come la gestione delle risorse idriche è stata da sempre una delle costanti dei sistemi geopolitici, le cui sorti sono legate alle decisioni umane e all’impatto antropico sugli spazi vitali.

La biodiversità e le risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura è stato l’argomento su cui si è focalizzato il Dott. Damiano Luchetti, Secretariat of the Commission on Genetic Resources for Food and Agricolture Programme Officer della FAO. Partendo dall’analisi dei Millenium Development Goals e della situazione globale in materia di sicurezza alimentare e biodiversità, Luchetti ha esposto i cinque obiettivi strategici della FAO (Contribuire ad eliminare la fame, l’insicurezza alimentare e la malnutrizione; Sviluppare agricoltura, pesca e pratiche forestali più produttive e sostenibili; Ridurre la povertà nelle comunità rurali; Creare sistemi agricoli e alimentari inclusivi e efficienti; Aumentare la resilienza delle popolazioni umane ai disastri) e le iniziative da cui partire sulla base di quattro pilastri, quali aumentare la consapevolezza dell’impatto del problema e delle possibili soluzioni, incentivare il coordinamento di iniziative globali, sviluppare strategie e programmi comuni ed infine supportare programmi di investimento pubblici e privati.

La Dott.ssa Giovanna Zappa di ENEA-UTAGRI, Responsabile Scientifico del Progetto Cluster Agrifood Nazionale “Safe&Smart”, ha sottolineato l’importanza ed il valore strategico della metrologia per il settore agroalimentare. Lo sviluppo di un sistema misuristico armonizzato potenzia e rende più affidabile il sistema dei controlli, permette di rendere oggettiva e misurabile la qualità e la sicurezza ma è anche motore per l’innovazione e consente l’integrazione ed un utilizzo più efficace delle conoscenze e dei risultati della ricerca. Zappa ha inoltre illustrato il progetto Cluster Agrifood Safe&Smart, un esempio concreto di integrazione tra enti di ricerca e aziende agroalimentari, che si muove su due aree: lo sviluppo del sistema misuristico (diagnostica) e lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie per ridurre la contaminazione e per la rintracciabilità lungo l’intera filiera (prevenzione). La sfida è trasformare la sicurezza alimentare da “problema” a elemento di competitività e sviluppo per il sistema agroindustriale.

Nel suo intervento il Dott. Roberto Luneia, Presidente di Analysis srl, parlando di qualità e sicurezza alimentare ha affrontato il tema del controllo e della prevenzione. Secondo Luneia la sicurezza alimentare deve essere affrontata soprattutto in termini di “prevenzione” andando ad agire nei luoghi dove più facilmente nascono i problemi di “Food Safety” e per fare ciò è necessario trasferire l’innovazione in quei paesi che ne hanno bisogno per le loro necessità interne, in modo da sviluppare una vera politica di “Food Security” (intesa in questo caso come sicurezza di accesso al cibo) ed anche per consentire, qualora le produzioni lo permettano, di esportare dei prodotti “Sicuri”. Utilizzare l’innovazione nella tradizione, ci può aiutare a produrre alimenti più sani e salutari, può facilitare l’accesso al cibo a popolazioni in via di sviluppo rendendole “protagoniste” del loro futuro eliminando la “dipendenza” dal mondo occidentale e contribuire quindi alla pace tra i popoli, elemento fondamentale per una crescita del pianeta sostenibile.

La dott.ssa Simona Bottoni, Ricercatrice associata dell’IsAG, ha aperto il suo intervento analizzando le cause della povertà nel mondo che vanno dai disastri naturali, ai conflitti, alla povertà, ai problemi delle infrastrutture agricole e allo sfruttamento eccessivo dell’ambiente, soffermandosi sulle criticità che attanagliano attualmente l’economia globale. Dopo aver analizzato il sistema del cibo in Unione Europea, Stati Uniti, Federazione Russa, Cina e India ha proposto varie iniziative da adottare, tra cui rivedere i criteri di liberalizzazione degli scambi alimentari ed agricoli nel mondo. La Bottoni ha concluso il suo intervento analizzando anche la speculazione sui future alimentari e sui prezzi del carburante, la domanda di energia mondiale, le fusioni o acquisizioni delle imprese del settore agroalimentare che causano una progressiva globalizzazione del cibo ed infine il fenomeno del land grabbing, apportando per ciascuna di queste problematiche delle possibili soluzioni.

Ha chiuso il dibattito l’Avv. Laura Formichella, Rappresentante del Dipartimento Cina dello Studio Legale Associato NCTM e Responsabile dell’Osservatorio sulla Codificazione e Formazione del Giurista in Cina dell’Università di Tor Vergata. La normativa cinese in materia di sicurezza alimentare e la tutela delle indicazioni geografiche protette è stato il focus del suo intervento: in particolare sono stati analizzati la Legge sulla sicurezza alimentare del 2009, il ruolo del sistema delle indicazioni geografiche nell’agenda economica della Cina ed il sistema tripartito rappresentato dall’Amministrazione Statale per l’Industria e per il Commercio (SAIC), dall’Amministrazione generale per la supervisione della qualità, dell’ispezione e della quarantena (AQSIQ) e dal Ministero dell’Agricoltura (MOA).

Infine, a conclusione degli interventi, ha ripreso la parola il Presidente dell’IsAG Tiberio Graziani, ribadendo come la questione della sicurezza alimentare sia un tema cruciale non solo nell’attuale sistema internazionale alla luce di un modo sempre più globalizzato e quindi interconnesso, ma anche durante il periodo dell’Expò che il nostro paese ospiterà nei prossimi mesi.

(Alessandra Caruso)



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