Mercoledì 25 giugno, nell’Aula Master dell’Università Europea di Roma, è stato presentato il volume L\’unità nella diversità. Religioni, etnie e civiltà del Kazakhstan contemporaneo,...

Mercoledì 25 giugno, nell’Aula Master dell’Università Europea di Roma, è stato presentato il volume L\’unità nella diversità. Religioni, etnie e civiltà del Kazakhstan contemporaneo, una ricerca realizzata, nell\’ambito del suo Programma \”Eurasia\”, dall\’IsAG, a cura di Dario Citati e Alessandro Lundini e con contributi di Eliseo Bertolasi, Giacomo Guarini, Giuliano Luongo e Roberto Valle. L\’opera è già stata presentata a Roma presso il Senato della Repubblica e nelle città di Milano e Venezia rispettivamente presso la Biblioteca Ambrosiana e l\’Università Ca\’ Foscari.

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L’evento è stato introdotto da Padre Luca Gallizia L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, che ha ringraziato l’IsAG per aver promosso l’iniziativa all’interno di un Ateneo oggi molto attento all’internazionalizzazione e che guarda ai Paesi emergenti dell’Asia centrale come ad un\’area di primario interesse. Considerazione analoghe sono state svolte dal Prof. Umberto Roberto, docente di Storia romana presso il medesimo Ateneo, che ha moderato l’incontro.

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I lavori del seminario sono quindi stati aperti da S.E. Andrian Yelemessov, Ambasciatore della Repubblica del Kazakhstan in Italia, che ha delineato un profilo generale del Paese sottolineando l’alto livello di stabilità raggiunto nei vent’anni di indipendenza. Il Kazakhstan è infatti innanzitutto una delle realtà economiche più promettenti dello scenario geopolitico globale: protagonista della costruzione dell’Unione Doganale Eurasiatica, ospiterà nella capitale Astana l’Expo 2017 e negli ultimi anni ha scalato le maggiori classifiche internazionali relative a competitività e opportunità di investimento. Garanzia della stabilità interna e delle possibilità di sviluppo è stata proprio la lungimirante politica di concordia multietnica e multireligiosa descritta e analizzata nella ricerca dell’IsAG.

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A seguire è intervenuto Daniele Scalea, Direttore Generale dell’IsAG, che ha tenuto una breve allocuzione dopo aver portato i saluti del Presidente Tiberio Graziani. Scalea ha presentato il quadro geopolitico contemporaneo, caratterizzato dall’emergere di nuovi poli ma anche da zone critiche, segnate spesso proprio dall’inasprimento delle diversità identitarie. L’esperienza del Kazakhstan contemporaneo appare particolarmente interessante soprattutto se letta in chiave comparativa con altri contesti multietnici, che non sono riusciti a realizzare la medesima concordia civile fra le diverse componenti.

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Francesca Romana Lenzi, docente di Storia dell’Europa Orientale presso l’UER, ha definito il volume L’Unità nella diversità come un lavoro scientificamente impegnato anche se fruibile da un pubblico vasto. Significativo è il fatto che la dirigenza del Paese abbia deciso di investire nella diversità come un valore, cogliendo gli aspetti favorevoli della collocazione geografica del Kazakhstan, che per la sua stessa conformazione territoriale si presta a divenire un laboratorio di identità ibride. Lenzi ha messo in relazione la costruzione del modello kazakistano con la teoria delle civiltà di Fernand Braudel, caratterizzata dalla nozione di \”lunga durata\”: dopo la fine dell\’Unione Sovietica, Astana si è trovata a dover ripensare i concetti di identità e civiltà e sembra voler privilegiare un modello identitario che guardi al lungo periodo più che al riemergere dei nazionalismi su base etnica.

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La presentazione del volume si è chiusa quindi con gli interventi dei due curatori del volume. Dario Citati ha sottolineato come, per un lettore europeo, l’analisi del contesto kazakistano possa essere foriera di sorprese soprattutto in tema di tolleranza religiosa: di fatto, il Kazakhstan è forse il Paese a maggioranza musulmana ove la minoranza cristiana è più garantita e si registrano meno frizioni in assoluto rispetto ad altre realtà del mondo islamico. Alessandro Lundini ha tracciato invece un profilo della composizione etno-confessionale del Paese, rimarcando come la ricerca di un modello di pacifica convivenza abbia contemplato da una parte la creazione di strutture istituzionali specifiche (l\’Assemblea del Popolo del Kazakhstan, ad esempio), e dall\’altra gli incentivi alle differenti lingue e culture presenti sul territorio.

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Presenti nel pubblico, oltre a docenti e studenti dell\’Università Europea di Roma, anche diplomatici kazakistani, il Prof. Rafis Abazov dell\’Università Nazionale Kazaka Al-Farabi e Carmine Barbaro, Direttore Generale del Comitato \”Dante Alighieri\” di Almaty.

(Foto: Priscilla Inzerilli; Testo: D.C.)



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