Si è aperto con la lettura dell’indirizzo di saluto del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin il Forum Internazionale Famiglie Numerose e Futuro dell’Umanità,...

Si è aperto con la lettura dell’indirizzo di saluto del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin il Forum Internazionale Famiglie Numerose e Futuro dell’Umanità, un’iniziativa che fa parte del programma russo di sostegno alla maternità e alla famiglia “Santità della maternità”, organizzata dal Centro per la grandezza nazionale e dalla Fondazione Sant’Andrea il Primo Chiamato con il supporto della fondazione S. Basilio il Grande. L’evento si è svolto a Mosca, nel palazzo del Cremlino e nelle sale della Cattedrale di Cristo Salvatore, il 10 e 11 settembre 2014.

Il Forum, che ha raccolto la partecipazione di alte personalità del governo e del clero russo, oltre che di più di duemila partecipanti provenienti da 69 regioni della Federazione Russa e da oltre 45 Stati stranieri (tra i quali alcuni membri del Parlamento Europeo, esponenti di diversi governi e deputati dei rispettivi parlamenti nazionali, assieme a molti leader di fondazioni e associazioni in difesa della famiglia e della vita di diversi paesi) ha analizzato le condizioni dello sviluppo sociale, economico e culturale dell’istituto della famiglia oggi nel mondo, lo stato della crescita demografica e delle politiche di sostegno alle famiglie nel panorama internazionale. Si è inoltre discusso e cercato di definire una serie di politiche e di iniziative a favore della famiglia e della crescita demografica applicabili universalmente, a vari livelli (etico, politico, sociale ed economico), a tutti i Paesi.

Con l’organizzazione di questo Forum la Russia ha inteso confermare il proprio ruolo di paese leader nella difesa dei valori tradizionali e naturali della società umana, apportando a livello internazionale il proprio esempio di come l’attuazione di una strategia politica e sociale a favore della famiglia, intesa come elemento basilare dello sviluppo ordinato dello Stato e della società, abbia contribuito in modo decisivo ad invertire il trend demografico fortemente negativo che ha afflitto il Paese negli scorsi decenni, scongiurando quella che poteva configurarsi come una vera e propria catastrofe sociale. D’altronde “l’inverno demografico” che ha colpito la Russia negli anni dal 1991 al 2005 circa, è una situazione comune oggi alla maggior parte degli Stati europei. Tenendo conto di questi dati, in alcuni casi allarmanti , risulta quindi ancora più importante e attuale il tentativo di definire e di orientare le politiche degli Stati verso il supporto alle famiglie e alle giovani madri per garantire un corretto sviluppo demografico: è indubbio, infatti, che la demografia rappresenti un settore cruciale e strategico relativamente all’influenza che può esercitare nell’andamento delle principali questioni politiche, interne ed esterne, di uno Stato.

Nelle righe indirizzate ai partecipanti al Forum, il Presidente Putin ha sottolineato come oggi l’umanità si trovi a scontrarsi con delle sfide molto serie, tra le quali vi sono proprio i continui attacchi all’istituto della famiglia, e che è necessario affrontare queste sfide attraverso l’analisi della situazione attuale e la ricerca di una via d’uscita. Per questo in Russia, secondo Putin, lo Stato è molto attento alla questione demografica e alla famiglia: la protezione dei diritti e degli interessi delle famiglie, della maternità e dell’infanzia sono una questione prioritaria per le autorità pubbliche, che si rendono parte attiva nel supportare ed incentivare le politiche e le iniziative in loro favore, avvalendosi della stretta collaborazione con le organizzazioni non governative e con le associazioni di volontariato di cittadini.

Le politiche contro la famiglia tradizionale rappresentano oggi una «sfida all’esistenza stessa» secondo il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, intervenuto nella sessione plenaria inaugurale del Forum, il quale ha sottolineato come le famiglie numerose siano l’esempio della corretta impostazione dell’esistenza umana, ovvero il superamento dell’egoismo personale attraverso il dono della propria vita agli altri, ed un fattore determinante per la salute della società.

Natalija Jakunina, Vice-presidente delle fondazioni Sant’Andrea il Primo Chiamato e Centro per la grandezza nazionale, nonché Presidente del programma nazionale russo Santità della maternità, ha evidenziato nel suo intervento la necessità di trovare nuovi approcci istituzionali per sostenere la famiglia naturale: dinanzi alla crisi dell’istituto familiare è necessario reagire con una strategia family-friendly che passi essenzialmente per tre ambiti: sostegno economico alle famiglie da parte dello Stato, progetti di istruzione, incentivi a cultura e all’informazione. Jakunina ha ribadito inoltre l’esigenza di conferire una tutela legale all’istituto della famiglia, intesa come unione di un uomo ed una donna con prole. Questo concetto è oggi messo in dubbio in molti Paesi ed in molte convenzioni internazionali: per questo motivo, laddove non sia già previsto dall’ordinamento, è importante codificare questo concetto a livello costituzionale conferendo in questo modo dignità e protezione costituzionale alla famiglia naturale. È necessaria altresì la creazione di una coalizione internazionale e interparlamentare che promuova in ogni Stato politiche a favore della famiglia.

Ma in cosa si traducono queste politiche nei fatti? In un’ampia sessione del Forum, svoltasi nel secondo giorno di lavori e dedicata alla definizione di una strategia concreta a sostegno della famiglia in diversi settori, si è discusso nello specifico di legislazione pro famiglia e family policy con il contributo di relatori da moltissimi Paesi del mondo. Il quadro che è emerso è una situazione di preoccupante calo demografico comune alla gran parte delle realtà, soprattutto con riferimento all’Europa, con poche eccezioni, come quella, ad esempio, del continente africano, che invece mostra un costante aumento della popolazione. Nei Paesi dove questo trend negativo è stato invertito, come per esempio in Ungheria o nella stessa Russia, le politiche attuate che hanno portato al raggiungimento di risultati positivi in tal senso sono pressoché coincidenti: si tratta in tutti i casi di un sostegno “materiale” ed “immateriale” da parte dello Stato alle famiglie numerose attraverso provvedimenti che assicurino benefici di tipo economico per le giovani madri e per le famiglie, proporzionali al numero dei figli. In Ungheria, per esempio, come ha spiegato il vice sottosegretario per gli affari internazionali ed europei in Ungheria Gergely Prőhle, l’investimento dello Stato per la sicurezza sociale e per la sanità, consistente nei sussidi economici per la maternità, la gravidanza e i bambini, estesi anche ai genitori adottivi, nell’incremento delle strutture sanitarie dedicate alle donne incinte e ai bambini, nelle agevolazioni per il lavoro e per l’acquisto delle abitazioni, ha portato in tre anni un aumento del tasso di fecondità dall’1,24 all’1,34, all’aumento del 4% del numero dei matrimoni, alla diminuzione del 15% del numero dei divorzi e al 14% in meno di aborti nel 2013. Rafforzare la famiglia come elemento di stabilità sociale è considerata una delle migliori risposte alla crisi economica in Ungheria.

La Russia ha saputo reagire alle previsioni catastrofiche che avevano annunciato un collasso della propria popolazione fino a 133 milioni di abitanti negli anni 2000 attraverso un piano demografico messo a punto dalle presidenze Putin-Medvedev per regolare la demografia nel Paese, il quale ha consentito di mantenere la popolazione odierna attorno ai 143 milioni. Il 2009 è stato il primo anno in cui la crescita demografica ha iniziato una ripresa grazie ai provvedimenti adottati dal Governo. Tra questi vi è un contributo economico statale che viene assegnato alle famiglie per il secondo figlio, mentre alle famiglie con più di tre figli lo Stato assegna un appezzamento di terreno. Inoltre il Governo ha stanziato un fondo (Capitale maternità), che può essere usato dalle famiglie per comprare, costruire o pagare l’affitto delle abitazioni, per l’educazione dei figli o accumulato semplicemente dalle madri come pensione, assieme a dei vantaggi per le famiglie riguardo la tassazione e alla creazione di un’atmosfera family friendly in più ambiti della società, che in generale rassicura molto i nuclei familiari. Questo ha permesso alla Russia di aumentare il tasso di fecondità dall’1,3 all’1,77 attuale. Questo valore, sebbene non permetta ancora di assicurare il ricambio della popolazione, è comunque superiore a quello delle nazioni europee, tra le quali il leader regionale è la Germania che presenta un tasso di fecondità dell’1,3. L’obiettivo russo, come ha spiegato Olga Batalina, Vice-presidente della Commissione sulla famiglia, le donne e i bambini presso la Duma di Stato, è quello di raggiungere un tasso di fecondità del 2,1. Ma il problema non è solo economico. La riduzione della natalità è anche un problema culturale ed è per questo che è importante intervenire anche nel campo dell’educazione e dell’informazione. Il sistema di vita capitalista e globalizzato, come ha sottolineato Vladimir Jakunin, oltre ad aver contribuito all’attuale crisi economica e a un tipo di finanza parassitaria, ha condotto ad una crisi della morale che si è sviluppata in tutto il mondo creando una pericolosa «tendenza alla distruzione della società umana». Tale crisi morale ha sviluppato una tendenza all’egoismo che si traduce in Russia in fenomeni come quelli del “orfanato sociale”, per cui l’80% dei bambini che vengono abbandonati di norma possiedono entrambi i genitori, i quali scelgono deliberatamente, per ragioni di convenienza, di non educare i figli.

Uno dei topic del Forum è stato quindi soprattutto quello di rimettere al centro della politica i valori tradizionali che, nel caso della Russia e dell’Europa, coincidono con quelli cristiani. La Russia, come ha affermato Elena Mizulina, Presidente della Commissione per la Famiglia, le Donne e i Bambini presso la Duma di Stato, ha scelto di essere parte attiva in questa rinascita spirituale e di sostenere i valori tradizionali cristiani della famiglia nella politica interna ed internazionale, con un consenso della popolazione stimato intorno al 95%. La Chiesa ortodossa ha un ruolo senza dubbio molto importante nel coadiuvare il Governo russo definendo politiche a favore della famiglia naturale e la sinergia tra Stato e Chiesa va assumendo una importanza sempre maggiore in Russia. È interessante notare come tale cooperazione non pregiudica la laicità dello Stato, il quale nella concezione russa è però chiamato a operare attivamente per il miglioramento civile della società, non limitandosi ad un ruolo “amorale” di amministrazione. Al Forum hanno partecipato, oltre a numerosissime altre personalità della Chiesa Ortodossa russa, il Metropolita di Mosca Hilarion, l’Arciprete Dimitri Smirnov, ma anche l’Arcivescovo cattolico Vincenzo Paglia tramite un videomessaggio, il Presidente dell’Associazione dei musulmani di Russia Talgat Tadžuddin e il rabbino capo di Russia Berel Lazar.

Le politiche per incrementare la natalità passano anche, come nel caso dell’Iran, esposto da Abdolreza Azizi, Capo della Commissione sociale del Parlamento Islamico dell’Iran, attraverso il controllo dei confini e la corretta gestione dell’immigrazione. In un pacchetto di quattordici misure che il governo iraniano ha adottato per far fronte al problema di una crescita annua al 1,2%, vi sono infatti anche iniziative rivolte alla protezione delle frontiere, al controllo dei flussi migratori e alla sensibilizzazione per il rientro dei cittadini iraniani emigrati in Patria. Questo aspetto è altrettanto rilevante per i Paesi europei, che sono oggetto di una massiccia pressione migratoria ai confini, proveniente da Paesi con tassi di natalità elevatissimi come quelli africani.

Il Forum si è concluso con la sessione plenaria finale, moderata da Natalia Jakunina, la quale ha invitato tutti i partecipanti ad una cooperazione sempre più stretta per la promozione delle politiche a difesa della famiglia nel mondo attraverso una coalizione internazionale fra i parlamentari, le associazioni e le ONG dei diversi Paesi.



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