Martedì 16 dicembre scorso lo Spazio Europa di Via IV Novembre a Roma, gestito dall\’Ufficio d\’informazione in Italia del Parlamento Europeo e dalla Rappresentanza...

Martedì 16 dicembre scorso lo Spazio Europa di Via IV Novembre a Roma, gestito dall\’Ufficio d\’informazione in Italia del Parlamento Europeo e dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, ha ospitato l\’ultimo convegno del 2014 per IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie), organizzato in collaborazione con l\’Ambasciata della Repubblica di Serbia e col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e della Società Italiana per l\’Organizzazione Internazionale (SIOI). Titolo del convegno Serbia È Europa: le tappe dell\’adesione.

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Moderati da Tiziana Di Simone, giornalista di RAI Radio 1, si sono alternati al microfono diversi relatori rappresentativi della Serbia, dell\’Italia e dell\’Unione Europea. A prendere la parola per primo e fare gli onori di casa è stato Anguel Beremlinysky, Addetto Stampa delle Rappresentanza in Italia della Commissione europea, il quale ha ribadito come l\’allargamento sia la vera essenza dell\’Unione Europea e di come esso abbia rilanciato la coesione economica e sociale.

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L\’On. Franco Frattini, già Ministro degli Affari Esteri italiano e oggi Presidente della SIOI e consigliere del Governo serbo, ha ricordato come Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, sia sì favorevole all\’avvio dei negoziati per l\’allargamento dell\’Unione Europea a nuovi Stati ma, per quanto riguarda nuove adesioni, voglia attendere altri cinque anni. L\’obiettivo dell\’ingresso della Serbia nel 2020 è per Frattini raggiungibile attraverso molta politica e poca opera diplomatica. Il Consiglio di Salonicco del 2003 (19-20 giugno) prevedeva un piano di allargamento dell\’UE ai paesi balcanici. C\’era molta politica, per quello ebbe successo e l\’1 maggio 2004 segnò l\’ingresso nell\’Unione della Slovenia, primo paese dei Balcani occidentali. Il Consiglio di Copenaghen fu uno strappo in avanti. Prodi forzò la mano, fu un passo giusto, era il momento di dire ai popoli che l\’Europa c\’era. Frattini stesso aprì il negoziato sulla liberalizzazione dei visti. Anche questo fu un passo di natura politica. I capitoli 32 (trasparenza finanziaria), 23-24 (giustizia e affari interni) e 35 (normalizzazione del Kosovo) sono capitoli orizzontali che accompagnano tutta la storia serba. La Commissione europea deve ritenere suo interesse il proseguimento del negoziato con la Serbia. Sono stati fatti molti progressi in poco tempo, dal Consiglio di Salonicco, si è arrivati il 21 gennaio del 2014 alla prima conferenza intergovernativa Serbia-UE che segna l\’inizio ufficiale dei negoziati. Ha dunque funzionato il “magnete Europa” e l\’Italia avrà un ruolo di stimolo ed incoraggiamento dell\’allargamento a favore della Serbia.

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Il Cons. d\’Amb. Andrea Orizio (Capo Unità per i Paesi Balcanici del MAECI) ha nel suo intervento sottolineato l\’importanza strategica dei Balcani. I rapporti bilaterali Italia-Serbia vanno avanti da 135 anni e il nostro paese con Belgrado un partenariato strategico. L\’Italia è il primo mercato, il primo fornitore ed il primo partner della Serbia. Abbiamo interessi comuni, anche a livello europeo. La Serbia ha un ruolo fondamentale nella stabilizzazione regionale. Oggi c\’è una sfida a due vie: da un parte la “via della responsabilità” scelta dalla Serbia che prevede di rinunciare a calcoli tangibili per un bene futuro, ossia l\’ingresso nell\’Unione. Dall\’altra parte, tocca all\’UE dare dei riscontri adeguati.

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S.E Ana Hrustanović, Ambasciatrice della Repubblica di Serbia, in Italia, ha voluto ricordare tra le varie tappe fondamentali del processo dell\’Unione Europea verso il suo paese l\’accordo di stabilizzazione ed associazione del 29 aprile 2008, il regime senza obbligo di visto del 2009, lo status di paese candidato nel 2012 e, infine, il 21 gennaio 2014 che con la prima conferenza intergovernativa Serbia-UE ha segnato l\’inizio dei negoziati ufficiali. La Serbia sta normalizzando i suoi rapporti con Pristina: nell\’aprile 2013 è stato firmato l\’accordo Belgrado-Pristina. La Serbia è Europa; i Balcani sono Europa. L\’Unione europea è nel DNA di tutti i Paesi balcanici che vogliono aiutare a superare la fatica europea. A rimarcare la solidarietà tra i paesi balcanici, la presenza nell\’uditorio di S.E. Neritan Ceka, Ambasciatore di Albania, S.E. Themistoklis Demiris, Ambasciatore di Grecia, Rok Zagorski, Ministro Consigliere dell\’Ambasciata di Slovenia e Igor Babic, Primo Segretario dell\’Ambasciata di Bosnia-Erzegovina. Hanno inoltre preso parte all\’incontro anche altri diplomatici di paesi come Portogallo, Romania, Russia, Svizzera, oltre all\’Ambasciatore di Serbia presso il Vaticano Mirko V. Jelić.

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Il Dott. Tiberio Graziani, Presidente dell\’IsAG, chiudendo il convegno ha fornito un punto di vista più geopolitico. La penisola balcanica è, assieme alla penisola italiana, a quella iberica e a quella anatolica, parte dell\’Europa. La Serbia è quindi Europa, un ponte naturale verso est, verso il mondo slavo. In relazione all\’attualità, la Serbia ha fatto passi da gigante e si auspica una riforma dell\’UE. Un passo in avanti è stata l\’elezione politica di Junker. L\’Italia, ha notato Graziani, anche tramite questo convegno ribadisce la sua amicizia con la Serbia e ne incoraggia l\’ingresso nel 2020. Un rapporto bilaterale, quello italo-serbo, al cui rafforzamento l\’IsAG sta lavorando tramite varie iniziative, tra cui il Quaderno di Geopolitica Italia e Serbia: passato, presente e futuro di un\’amicizia.

(Testo di Antonella Di Masa, foto di Giorgia Licitra)



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