Saipem, attraverso la sua controllata ERSAI Caspian Contractor, si è aggiudicata un contratto di engineering & construction del valore di circa 1,8 miliardi di...

Saipem, attraverso la sua controllata ERSAI Caspian Contractor, si è aggiudicata un contratto di engineering & construction del valore di circa 1,8 miliardi di dollari per la realizzazione di lavori legati allo sviluppo del giacimento di Kashagan, nella parte kazaka del Mar Caspio. L’assegnazione è stata effettuata il 6 febbraio dalla società operatrice NCOC (North Caspian Operating Company, di proprietà del consorzio North Caspian Sea Production Sharing Agreement, composto dalle compagnie petrolifere Total, ENI, Shell, Exxon Mobil, KazMunaiGaz, CNPC e Inpex), che gestisce le operazioni nel campo petrolifero.

Nello specifico, Saipem lavorerà alla realizzazione di due condotte, lunghe ognuna 95 chilometri (di cui 65 offshore), che collegheranno l’isola artificiale “D” di Kashagan all’impianto sulla terraferma di Karabatan, nei pressi della città di Atyrau. Le attività di cui l’azienda italiana si occuperà sono l’ingegneria, i materiali di saldatura, la conversione e la preparazione dei mezzi navali, il dragaggio, l’installazione, l’interramento e il pre-commissioning delle due condotte. Alcuni aspetti del progetto saranno in seguito affidati a subcontrattiste specializzate nei singoli settori.

Kashagan è tra i più importanti giacimenti petroliferi scoperti negli ultimi decenni, con riserve stimate per oltre 10 miliardi di barili. Tuttavia, l’inizio della produzione è slittato più volte a causa delle difficoltà tecniche incontrate durante la fase di estrazione. Nell’ottobre 2013 la scoperta di alcune perdite nelle condotte, corrose per via dell’alta concentrazione di acido solfidrico nel petrolio, aveva costretto NCOC a bloccare l’attività estrattiva, iniziata solo alcune settimane prima. Secondo il Ministro dell’Energia kazako, Vladimir Školnik, la produzione dovrebbe comunque riprendere entro dicembre 2016.

Con l’aggiudicazione del contratto da parte di Saipem, l’Italia compie un altro passo in avanti nel settore oil & gas kazako. ENI, che detiene il 43% di Saipem, oltre ad essere parte di NCOC è anche responsabile della prima fase dello sviluppo di Kashagan e co-operatore assieme a British Gas per quanto riguarda il giacimento di Karachaganak. Inoltre, nel giugno 2014, in occasione della visita in Kazakhstan del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ENI ha rafforzato la sua posizione siglando con la compagnia di Stato KazMunaiGaz accordi relativi ai diritti di esplorazione e produzione del giacimento di Isataj e alla realizzazione di un cantiere navale per attività connesse al settore petrolifero.



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