Di Tunisia si parlerà l\’8 maggio, presso l\’Università Sapienza, al convegno IsAG \”Tunisia: dalla dittatura alla democrazia\”. Nel frattempo, l\’offensiva del Governo contro i...

Di Tunisia si parlerà l\’8 maggio, presso l\’Università Sapienza, al convegno IsAG \”Tunisia: dalla dittatura alla democrazia\”. Nel frattempo, l\’offensiva del Governo contro i takfiristi riporta alla memoria pagine di storia che ci riguardano da vicino.

 
L’Esercito Tunisino è fortemente impegnato nella regione di Kasserine contro i ribelli jihadisti. L’intensità degli scontri in questi giorni non diminuiscono di intensità. I principali combattimenti si hanno sul Monte Salloum nel governatorato tunisino di Kasserine, non lontano dal confine con l’Algeria. Secondo fonti giornalistiche, nelle ultime ore sarebbero rimasti uccisi dieci miliziani jihadisti e due soldati dell’esercito regolare. Nell’area è particolarmente attiva la brigata Okba ibn Nafaa, considerata dalle autorità tunisine la responsabile dell’attentato che ha sconvolto la Tunisia il marzo scorso al Museo Nazionale del Bardo. La conferma della uccisione dei due militari è venuta da Blechssen Oslati, portavoce del Ministero della Difesa. La scorsa settimana ha perso la vita un ufficiale dell’Esercito.

Queste operazioni possono essere meglio comprese se si prendono in esame i precedenti storici di operazioni svoltesi in passato nell’area, in special modo le operazioni svoltesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Uno studio, che qui segnaliamo ai nostri lettori, esaustivo è dato dal volume La Campagna di Tunisia – 1942-1943 uscito per le Edizioni Nuova Cultura, nella collana \”Storia in Laboratorio\”, predisposto da Pierivo Facchini.

Anno 1942: dopo quasi un biennio di combattimento il teatro mediterraneo e nordafricano, considerato inizialmente di secondaria importanza, diviene primario interesse per entrambi i contendenti. Gli Alleati comprendono che l’Africa Settentrionale rappresenta l’ulteriore fronte che deve essere aperto allo scopo di distogliere le forze dell’Asse dagli altri fronti (come promesso a Stalin) e di favorire la penetrazione nel continente europeo, secondo l’approccio strategico indiretto tanto caro allo Stato Maggiore Imperiale britannico. Di contro, per le forze dell’Asse, il controllo del Nord Africa rappresenta non solo la porta privilegiata per il Medio Oriente ed i suoi giacimenti ma soprattutto la possibilità di eliminare la minaccia alleata e scongiurare uno sbarco nell’Europa Meridionale. L’Armata Corazzata Italo-Tedesca (A.C.I.T.) comandata dal feldmaresciallo Rommel, dopo la sconfitta subita nella seconda battaglia di El Alamein inizia la sua ritirata verso la Libia (4 novembre); quattro giorni dopo, gli Alleati sbarcano nel Marocco Francese ed in Algeria (Operazione Torch) e soli tre giorni dopo, con inaspettata rapidità, le forze dell’Asse avviano un ponte aero-navale con la \"CampagnaTunisia che in breve gli consente di consolidare una testa di ponte includente Biserta e Tunisi e porre in sicurezza la linea di collegamento con la Libia. Ha così inizio la Campagna di Tunisia che, a dispetto della veloce corsa verso Tunisi prevista dagli Alleati per accerchiare ed annientare l’A.C.I.T., si trasforma per la tenace resistenza offerta dalle armate italo-tedesche al fine di respingere gli Alleati o, almeno, di ritardare l’inevitabile invasione della penisola italica.

Nel corso dei sei mesi di combattimenti, a felici intuizioni tattiche si contrappongono macroscopici errori a livello strategico, operativo e tattico che influenzano il corso della campagna portando alternativamente una delle due parti vicina al raggiungimento del proprio obiettivo. Una Campagna che ha inciso significativamente sulla condotta della Seconda Guerra Mondiale per l’Italia, con la perdita di due esperte armate. Le porte dell’invasione del territorio metropolitano erano aperte.

Il libro, oltre a ricostruire cronologicamente le operazioni, fornisce l’analisi alquanto dettagliata della vicenda storica per ottenere degli ammaestramenti che sono validi dal punto di vista strategico ed operativo anche oggi. La difesa ed il controllo del confine orientale, cioè quello libico; il controllo del confine occidentale, quello con l’Algeria, le operazioni ed i combattimenti sul territorio tunisino, principalmente quello di Efindville; il controllo delle acque territoriali tunisine e le rotte per la Sicilia, sono tutti precedenti per avere dei riferimenti alle problematiche operative odierne. Il Volume analizza nei suoi capitoli, dopo la descrizioni di quando è accaduto nel 1941 e nel 1942, l’operazione Torch, le operazioni di novembre-dicembre 1942 in Tunisia e poi quelle del gennaio-maggio 1943, con una interessante analisi degli ammaestramenti sia tratti all’epoca sia quelli validi oggi, in piena applicazione del metodo storico, metodo che è l’architettura del volume. Proprio per questo aiuta a comprendere la situazione in Tunisia, alla luce delle problematiche geopolitiche attuali.

Pierivo Facchini, ufficiale superiore dell’Aeronautica, ha scritto questo volume dopo una permanenza di ricerca in Tunisia, con un accurato studio del terreno e della situazione. Titolato ISSMI, ha prestato servizio come Tutor all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze. Ha conseguito la specializzazione di Controllore del Traffico Aereo. Attualmente presta Servizio Presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica a Roma.

Pierivo Facchini, La Campagna di Tunisia 1942-1943, Roma, Società Editrice Nuova Cultura, 2010, € 18, pag. 250.



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