Dal nostro inviato a Astana, Alessandro Lundini.   Nella mattina del 10 giugno ha preso il via ad Astana, presso il Palazzo della Pace...

Dal nostro inviato a Astana, Alessandro Lundini.

 
Nella mattina del 10 giugno ha preso il via ad Astana, presso il Palazzo della Pace e della Riconciliazione, il Congresso dei Capi delle Religioni Mondiali e Tradizionali. Organizzato per la prima volta nel 2003 per volere del Presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaev, il Congresso è divenuto un evento di grande importanza nell’ambito della politica del dialogo inter-religioso a livello mondiale.

L’organizzazione del Congresso ha fatto della Repubblica centroasiatica uno dei Paesi leader nella ricerca di soluzioni condivise contro l’emergere di elementi destabilizzanti come il terrorismo e il radicalismo religioso, ma anche nella promozione di un clima di cooperazione, fiducia e rispetto reciproco. Il Kazakhstan, caratterizzato da una grande diversità etnico-religiosa nonostante i soli 17 milioni di abitanti, sin dal raggiungimento dell’indipendenza nazionale nel 1991 ha perseguito una politica tesa al raggiungimento dell’armonia sociale e il Congresso dei Capi rappresenta forse il più importante, il più ambizioso, ma non unico, progetto realizzato dal Kazakhstan nell’ambito del dialogo di civiltà.

La II Sessione del Consiglio dei Leader Religiosi

La giornata del 10 giugno è iniziata con lo svolgimento della seconda sessione del Consiglio dei Capi Religiosi. A dirigere i lavori è stato il Presidente del Senato kazako Kassym Tokaev, il quale ricopre anche la carica di capo del Segretariato del Congresso.

Il Consiglio dei Capi Religiosi è uno dei due organi del Congresso, la cui costituzione è stata proposta dal Presidente kazako in occasione del terzo Congresso e la sua prima riunione si è tenuta nel 2012. Il Consiglio riunisce al suo interno rappresentanti di alto rango delle principali religioni e nelle intenzioni del governo kazako deve assumere un’ampia visibilità anche oltre l’ambito dello svolgimento del Congresso.

Il Consiglio si occupa di parte degli aspetti organizzativi e programmatici del Congresso dei Leader, ma al tempo stesso il suo raggio d’azione, per volere del Presidente si estende allo svolgimento di funzioni più attivo nella promozione della pace e nella prevenzione dei conflitti su scala globale.

Dopo aver ringraziato tutti i leader e le delegazioni (circa 80, record del Congresso) giunte ad Astana, è intervenuto il Presidente del Kazakhstan e ideatore del Congresso dei Capi delle Religioni Mondiali e Tradizionali, Nursultan Nazarbaev. Il Presidente kazako ha sostenuto che le religioni sono portatrici di un messaggio di concordia e tolleranza, al contrario di quanto invece fanno individui e organizzazioni (in particolare, una citazione esplicita per l\’ISIS) che, in nome della religione, commettono atrocità e violenze, distorcendone il vero messaggio di pace. Inoltre, parlando del Consiglio dei Leader, Nazarbaev ha assicurato che lo Stato sosterrà il nuovo organo, supportandone le iniziative, specialmente in tema di contrasto al radicalismo e al terrorismo.

Dopo il Presidente kazako ha preso la parola Sua Eccellenza Jean-Louis Tauran, Presidente del Consiglio Pontificio per il Dialogo Interreligioso. Per Tauran deve essere condannata l\’idea della violenza in nome della religione e, per quanto riguarda il Consiglio dei Capi, ha inoltre indicato alcuni dei principi che dovrebbero caratterizzare i leader religiosi e il loro operato: agire con onestà e trasparenza; il rispetto degli esseri umani, a prescindere dall\’appartenenza a una specifica confessione o gruppo etnico; conoscenza delle altre religioni e non solo della propria, mentre l\’insegnamento dei concetti religiosi deve avvenire senza ambiguità o strumentalizzazioni. Concludendo il suo intervento, Tauran ha sottolineato che lo svolgimento del Congresso dimostra che, per l\’umanità, la \”diversità è ricchezza\”.

Abdullah bin Abdul Mushin Al-Turki, intervenendo in qualità di Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale, ha sostenuto che le manifestazioni di odio e violenza alterano i principi della religione, deformandoli. Riferendosi proprio ad alcune organizzazioni islamiche, egli ha tenuto a ricordare come la religione non proibisce di agire contro la violenza o qualsiasi altro tipo di aggressione. La sua organizzazione rappresenta diverse nazioni musulmane e mostra al mondo il vero volto dell\’Islam. Ha invitato i partecipanti a unire gli sforzi per promuovere la pace e la sicurezza nel mondo.

Successivamente è intervenuto il Rabbino Capo sefardita di Israele, Yosef Yitzchak, il quale ha evidenziato come una vita pacifica e in tranquillità sia l\’obiettivo principale al quale tutte i popoli tendono naturalmente. Analizzando il significato del Congresso, il Rabbino ha sostenuto che Dio ha creato gli uomini a sua immagine e somiglianza, pertanto i partecipanti al Congresso rappresentano non solo le singole confessioni religiose, ma l\’umanità. In conclusione del suo intervento ha invitato tutti ad agire in linea con i principi che il Congresso porta avanti.

La chiusura della riunione del Consiglio è stata affidata a Tokaev. Il Presidente del Senato kazako ha reso nota la decisione del Segretariato di approvare all\’unanimità la proposta di indire nel 2018 la terza riunione del Consiglio dei Leader Religiosi e il sesto Congresso dei Leader Mondiali.

La Sessione Plenaria del Congresso

È stato lo stesso Tokaev ad aprire ufficialmente il V Congresso dei Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali. Il Presidente del Senato ha evidenziato con orgoglio come negli ultimi 12 anni il summit sia diventato un’importante piattaforma di incontro e dialogo per le comunità religiose, per poi rivolgere un ringraziamento al Presidente Nazarbaev per aver sempre garantito il suo appoggio al Congresso.

Dopo la breve introduzione la parola è stata di nuovo a Nazarbaev, il quale ha sottolineato che il Kazakhstan è un nuovo Paese che negli anni ha fatto enormi passi in avanti, dando il suo contributo per la pace e la stabilità: Nazarbaev ha ricordato con orgoglio ai delegati giunti ad Astana che il Kazakhstan ha abolito le armi nucleare e creato nazione multi-religiosa e multi-nazionale e superato grandi difficoltà.

Gli uomini politici e leader religiosi devono essere uniti dalla responsabilità di creare la pace e ha ribadito l\’importanza della presenza, per la prima volta, del Segretario Generale delle Nazioni Unite, il quale con la sua presenza enfatizza la rilevanza globale assunta dal Congresso. Nazarbaev, per sottolineare quanto la religione occupi un ruolo particolare della maggior parte dell\’umanità, ha citato lo scrittore italiano Cesare Pavese: \”La religione consiste nel credere che tutto ciò che ci accade è straordinariamente importante. Non potrà sparire dal mondo, proprio per questa ragione\”.

Nazarbaev ha poi affermato come la storia offre molti esempi di tolleranza e rispetto e il Kazakhstan di oggi si inserisce in questo solco, in quanto esempio di convivenza di diverse religioni e di rispetto per la libertà di culto. Un risultato ancora più da ammirare, secondo il Presidente kazako, se si ricorda che durante il periodo sovietico molti Kazaki persero la vita a causa della loro appartenenza religiosa in un sistema che adottava l\’ateismo di Stato. Oggi invece, nel Paese centroasiatico sono riconosciuti 18 gruppi religiosi e si trovano circa 500 missioni religiose straniere, soprattutto islamiche e cristiane. La stella polare dell\’azione del governo è quella di garantire un clima di apertura, il rafforzamento della rule of law, la creazione di condizioni che tutelino la tolleranza reciproca e uguali condizioni di vita a tutti, indipendentemente dall\’appartenenza religiosa.

Tra i provvedimenti presi grazie alla sua presidenza, Nazarbaev ha ricordato l\’Assemblea dei Popoli del Kazakhstan (APK), speciale piattaforma di dialogo per le questioni etniche, la quale include oltre 100 nazionalità che possono esprimere le loro opinioni, mantenere la loro identità e difendere i diritti delle proprie comunità. La sua costituzione si è rivelata un passaggio importante per fondare l\’idea di rispetto e convivenza.

Nazarbaev è poi passato a un analisi della situazione politica attuale. Oltre a citare le violenze commesse dai gruppi radicali islamici, e i conflitti dell\’Est Ucraina, dell\’Afghanistan e dei Paesi africani, il Presidente ha fatto cenno anche al regime delle sanzioni reciproche tra l\’Occidente e la Federazione Russa, le quali non fanno altro che complicare lo scenario mondiale, colpendo non solo le economie dei rispettivi Paesi, ma complicano notevolmente anche le relazioni umane e politiche. Il Presidente è poi intervenuto sulla crescente minaccia del terrorismo islamico, sostenendo che \”l\’estremismo non può essere giustificato dai valori islamici\”. In chiusura, il Presidente ha augurato ai leader e a tutte le delegazioni un buon lavoro per la redazione della Dichiarazione Finale del V Congresso, per la quale suggerisce di tenere in considerazione alcuni punti, avanzati di sua iniziativa:

• un appello a fermare i conflitti e a sviluppare accordi e soluzioni pacifiche per la risoluzione delle controversie. Riguardo a questo tema, il Kazakhstan ha dimostrato di aver fatto di tutto per evitare conflitti.
• In ogni Paese deve essere rigettata l\’idea dell\’uso della violenza come strumento per risolvere le dispute di carattere politico.
• Gli uomini politici devono porre fine alla mancanza di fiducia che incide soprattutto sulla comprensione reciproca riproponendo, in alcuni casi, la vecchi mentalità dei blocchi e della Guerra Fredda.
• Porre un freno all\’uso dei mass media per incitare l\’odio inter-etnico e la violenza in nome della religione.
• Stato e società farsi carico di problemi globali come la povertà, la fame, la disoccupazione e le catastrofi naturali

Nazarbaev si è quindi fatto portatore di un invito a ridefinire l’architettura politica e sociale mondiale, nonché a rafforzare il dialogo inter-etnico e usare influenza per fermare guerre e restaurare pace e fiducia reciproca.

Dopo l\’intervento del Presidente kazako è stata la volta di un altro discorso molto atteso, quello del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon.Il Segretario Generale, dopo aver ringraziato il Kazakhstan per l\’ospitalità, ha evidenziato l\’importanza del summit di Astana. Per Ban Ki Moon, infatti, gli sforzi messi in atto da Nazarbaev sono parte dell\’agenda politica e sociale globale. Del dialogo, infatti, \”ce n\’è bisogno oggi più che mai\”, poiché “lo scenario della sicurezza globale continua ad evolversi in maniera drammatica”.

I leader religiosi, in questo senso, possono giocare un ruolo centrale di fronte alle divisioni politiche, in quanto hanno il potere di incrementare il dialogo a livello globale esercitando la loro autorevolezza morale. I delegati, secondo Ban Ki Moon, devono denunciare gli errori di chi commette crimini in nome della religione. Il Segretario Generale ONU ha poi sottolineato che proprio in Asia Centrale le Nazioni Unite stanno lavorando per rafforzare la pratica del dialogo tra popoli e culture diverse, adottando anche un piano contro la diffusione dell\’estremismo.

Ma, allo stesso tempo, se “non è la religione che causa violenza”, i leader e gli uomini politici devono riconoscere il fatto che più si rispetta il diritto e ci si muove verso la democrazia, più si riduce lo spazio per l\’estremismo. Per questo c\’è bisogno, chiude Ban Ki Moon, di una concezione della tolleranza più dinamica, che consenta di aprire sé stessi agli altri.

A seguire è intervenuto il presidente finlandese Sauli Ninistö, il quale ha aperto il suo discorso lodando il Kazakhstan, Paese capace di promuovere il dialogo religioso ed etnico anche oltre i propri confini. La religione, secondo il Presidente della Finlandia, è parte della soluzione e del problema, è sempre stato così e ancora oggi è un elemento rilevante per la pace e la stabilità, così come per molte sfide economiche e di sicurezza che incidono sulla vita delle nazioni.

Ninistö ha sottolineato, in seguito, che la protezione delle minoranze, dei diritti umani e l\’implementazione del buon governo sono aspetti fondamentali per la pace. Anche da parte finlandese, ha ricordato Ninistö, si è dedicata molta attenzione allo sviluppo di un modello di dialogo tra le religioni. Lo stesso Presidente della Repubblica tiene incontri regolari con le diverse confessioni religiose che diventano momenti di dialogo utili a incentivare il reciproco rispetto perché, chiude Ninistö “uniti siamo più forti\”.

Dopo il Presidente finlandese è il Cardinale Jean-Louis Tauran a prendere la parola nella sessione plenaria per il suo secondo intervento della giornata. Introducendo il suo intervento, Tauran, presente anche all\’incontro del 2009, ha definito Astana “capitale mondiale del dialogo” e portato i saluti di Papa Francesco, nonché i suoi auguri per il successo del Congresso.

Soffermandosi su uno dei temi centrali della due giorni, Tauran ha affermato che sia i leader politici sia quelli religiosi possono svolgere un’attività importante per il benessere di una società. Tuttavia, la dottrina cattolica divide e distingue il potere spirituale da quello politico. Pregio del Kazkahstan è quello di essere diventato un \”esempio\” di come si possa essere uno Stato secolare e mantenere un atteggiamento di rispetto nei confronti del fenomeno religioso, a differenza di molti altri Paesi.

Per Tauran ciò non vuol dire che la relazione tra le due sfere di potere assuma dei contorni fissi, il rapporto tra di esse è dinamico e soggetto a variazioni. Ciò che bisogna evitare sono i due estremi: l\’estremismo e il fondamentalismo da una parte, il secolarismo dall\’altra. Infine, concludendo, il Cardinale ha affermato come la pace, la sicurezza e l\’armonia devono essere un must per l\’umanità e non solo una semplice aspirazione.

Successivamente è stata la volta di Emmanuel Adamakis, Metropolita di Francia. Adamakis ha letto ai presenti il messaggio del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, nel quale egli riconosce ai leader e soprattutto al Presidente Nazarbaev l\’impegno per il dialogo, perché “pace” è, secondo Bartolomeo, una parola molto facile da pronunciare, ma anche molto difficile da raggiungere, al contrario del terrorismo, che avanza nel mondo di oggi.
Bartolomeo ha voluto precisare, con la sua lettera, che il dialogo non deve essere confuso con sottomissione, poiché esso implica uno scambio di opinioni tra uguali, ed è modo ideale per comunicare in una società multiculturale come la nostra Tuttavia, continua Bartolomeo nella sua lettera, si dovrebbe ricordare che il dialogo è qualcosa di più, perché rappresenta un percorso che richiede tempo e onestà. Si sottolinea, infine, la necessità di inserire il cambiamento climatico tra le sfide del mondo di oggi, perché la natura è parte del creato ed è strettamente legata alla vita dell\’uomo. Proteggere l\’umanità significa proteggere la natura e viceversa.

Tra gli interventi che hanno caratterizzato la seduta plenaria del Congresso c\’è stato quello del Segretario Generale dell\’Organizzazione della Cooperazione Islamica, Iyad Amin Madani. A suo avviso il mondo di oggi è ricco di sfide legate tra loro: emarginazione, povertà, discriminazione, ma anche pace e sicurezza. Queste sono sfide che riguardano non solo un popolo, ma tutti quanti. Il Congresso, quindi, diventa un\’ottima occasione per scambiare idee e confrontarsi, anche su questioni che riguardano la politica e l\’economia.

I lavori del Congresso sono continuati con lo svolgimento di due panel: \”Leader politici e religiosi: la responsabilità nei confronti dell\’umanità\” e \”L\’impatto della religione sulla gioventù: educazione, scienza, cultura e mass media\”\”.

NOTE:

Alessandro Lundini, ricercatore associato del programma Eurasia, è inviato dell'IsAG ad Astana per seguire il Congresso delle Leader delle Religioni Mondiali e Tradizionali.


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