«Kazakhstan: il <i>Nurly Zhol</i> sosterrà l’occupazione»: l’intervento di Alessandro Lundini al convegno IsAG alla Farnesina «Kazakhstan: il <i>Nurly Zhol</i> sosterrà l’occupazione»: l’intervento di Alessandro Lundini al convegno IsAG alla Farnesina
Alessandro Lundini, ricercatore associato del Programma «Eurasia» dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è intervenuto nella conferenza «Nurly Zhol, “Via... «Kazakhstan: il <i>Nurly Zhol</i> sosterrà l’occupazione»: l’intervento di Alessandro Lundini al convegno IsAG alla Farnesina

Alessandro Lundini, ricercatore associato del Programma «Eurasia» dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è intervenuto nella conferenza «Nurly Zhol, “Via verso il futuro”. Quale modernizzazione per il Kazakhstan?», tenutasi il 5 novembre presso la Sala Aldo Moro del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale (MAECI) e organizzata dall’IsAG in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica del Kazakhstan in Italia.

Nella sua relazione – disponibile anche sul canale YouTube dell’IsAG – Lundini ha illustrato il report, di cui è co-autore Nurly Zhol: misure anti-crisi e obiettivi strategici nella nuova politica economica del Kazakhstan, soffermandosi in particolare sulle misure e sulle prospettive del piano Nurly Zhol.

Di seguito, offriamo la trascrizione dell’intervento.

 

Il report si divide in due parti: la prima è dedicata al Nurly Zhol, alla descrizione e all’analisi di questa nuova politica economica annunciata dal Presidente Nazarbaev nel mese di novembre del 2014 e che sarà implementata lungo tutto il triennio fino al 2017 e vedrà poi anche un’altra appendice durante negli anni 2018/2019. Per quale motivo adottare una politica economica in un Paese che è cresciuto quasi a doppia cifra lungo tutto l’ultimo decennio? Perché c’è stato un deterioramento delle condizioni economiche generali e in particolare di alcune situazioni che hanno fatto suonare l’allarme sulle possibilità di un ulteriore sviluppo dell’economia kazaka. Parliamo, ad esempio, dell’influenza che hanno avuto le sanzioni nei confronti della Russia e che hanno colpito il Paese centroasiatico, in quanto appartenente all’Unione Economica Eurasiatica; parliamo della svalutazione della moneta nazionale che è stato un altro duro colpo che l’economia ha dovuto affrontare, una svalutazione decisa nel mese di febbraio 2014 e che poi ha vissuto un secondo momento nell’estate di quest’anno. Soprattutto, poi, parliamo del problema del crollo del prezzo del petrolio nell’ultimo anno e mezzo che ha posto in difficoltà lo Stato – in quanto il settore petrolifero e quello degli idrocarburi contano per una buona parte della formazione e della composizione del PIL – creando difficoltà proprio a livello di budget statale.

Con la nuova politica economica il Paese si propone di creare nuovi elementi di stimolo per una nuova crescita economica non solo di breve, ma possibilmente anche di lungo periodo. Una politica economica finalizzata quindi a dei risultati a breve termine, ma che al tempo stesso che vanno a incidere su alcuni punti fondamentali delle strategie di sviluppo di lungo termine. Il Paese infatti ha adottato diversi programmi di sviluppo nel lungo periodo: parliamo della “Strategia 2050” ma anche dei programmi intermedi fino al 2020 e al 2030. Questi si basano su obiettivi strategici per il Paese, per lo sviluppo futuro, che possano consentire al Paese di non poggiare esclusivamente sul settore degli idrocarburi. Questa duplice valenza del Piano è resa possibile grazie anche agli ingenti investimenti che sono stati previsti nel Nurly Zhol: metà del Piano sarà finanziato attraverso gli stanziamenti del Fondo Nazionale – fondo creato con gli introiti derivanti dal settore petrolifero che sono stati salvati e accumulati nel corso degli anni e che sono stati previsti per il loro utilizzo nei momenti di maggiore difficoltà economica o per il sostegno ai programmi di sviluppo economico – l’altra metà invece dovrebbe provenire dal sostegno di istituti finanziari internazionali quali, ad esempio, la Banca di Sviluppo Asiatica ma anche la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, le quali contribuiranno a rafforzare questa politica riformatrice di modernizzazione del Paese in maniera concreta e soprattutto andando a incidere su quelli che sono gli obiettivi più importanti per il Paese.

Essenzialmente il Piano può essere diviso in tre grandi aree d’intervento. La prima riguarda il sostegno alla diversificazione economica, alle piccole e medie imprese e al settore bancario che è rimasto duramente colpito e vive ancora le scorie della crisi finanziaria globale di alcuni anni fa. Il Kazakhstan è uno di quei Paesi che soffre per l’alto tasso di prestiti non performanti che sono ancora in circolo nel sistema creditizio e creano delle difficoltà non solo al settore bancario ma, di conseguenza, anche alle imprese che necessitano di liquidità e di sostegno per la loro attività imprenditoriale.

Allo stesso tempo il Nurly Zhol prevede altri interventi per lo sviluppo di un’industria nazionale che ha vissuto e vive dei momenti di difficoltà perché, nonostante l’implementazione dei programmi di sviluppo avanzato industriale previsti dal governo, la parte legata all’industria manifatturiera e all’industria non estrattiva, non ha vissuto quella crescita che si è vista essere protagonista nel settore del petrolio e del gas. C’è una percentuale dell’industria manifatturiera che è andata progressivamente calando nonostante gli ingenti investimenti del Paese e questo rappresenta un elemento di criticità. Con il Nurly Zhol si cerca – in maniera più mirata, più precisa, più concreta – di creare quei presupposti di sviluppo industriale che devono essere sicuramente accelerati per raggiungere quell’obiettivo di diversificazione economica, che già in precedenza è stato ritenuto uno degli elementi fondamentali per il futuro progresso del Paese.

Seconda macroarea della serie di interventi previsti nella nuova politica economica è sicuramente quella legata alla logistica e alle infrastrutture dei trasporti. Questo rappresenta un settore chiave per il futuro del Paese, perché il Kazakhstan si pone come ponte tra Europa e Asia non solo in chiave politica, in chiave diplomatica o anche solo a livello culturale, ma vuole essere una terra di congiunzione tra i mercati occidentali e i mercati asiatici e quindi divenire un vero ponte tra Europa e Asia anche dal punto di vista economico e commerciale. Al tempo stesso queste grandi opportunità che il Paese potrebbe sfruttare nei prossimi anni devono essere valutate assieme ad alcuni elementi di criticità che vedono ancora la rete infrastrutturale del Kazakhstan necessitare di parecchi interventi di ammodernamento e di costruzione di nuove infrastrutture per creare i presupposti per un sviluppo futuro.

Si parla, infatti, tra i problemi legati al commercio con il Paese, proprio dei tempi e dei costi di trasporto delle merci e delle persone come uno dei fattori che penalizzano maggiormente il Paese rispetto anche a quelle economie vicine, ma meno sviluppate del Kazakhstan. Questo è un elemento che sta penalizzando il Paese, ma sul quale si cerca di intervenire proprio con il Nurly Zhol attraverso una serie di opere infrastrutturali per ammodernare la rete di collegamenti interni e al tempo stesso per collegare i centri principali del Paese con le aree al confine – con la Russia e con la Cina – e al tempo stesso con i grandi corridoi internazionali che sono stati già realizzati o sono in corso di realizzazione e che passano per il Paese centroasiatico. Parliamo di corridoi ferroviari e autostradali che rappresentano già adesso uno dei grandi obiettivi che il governo che si sta ponendo in questi anni.

Infine, ultimo elemento da considerare come facente parte del Nurly Zhol, quello delle infrastrutture legate ai servizi sociali. Si è parlato molto di questo boom economico che il Kazakhstan ha vissuto a partire dagli anni 2000, al tempo stesso c’è la necessità di costruire tutte quelle infrastrutture legate per esempio alla scuola, ai servizi sociali, all’approvvigionamento energetico ed elettrico delle quali c’è forte necessità. Perché ad una crescita economica va comunque accompagnata anche la realizzazione di quegli interventi che consentano di creare i presupposti per uno sviluppo del tenore di vita della popolazione, in quanto se la crescita ha consentito sì di porre il Kazakhstan tra i maggiori Paesi almeno quelli a reddito medio/medio-alto, al tempo stesso c’è la necessità di operare una sorta di ripartizione interna della ricchezza, poiché ci sono ancora delle differenze sostanziali tra regione e regione: sebbene tutte siano state toccate dalla crescita economica, non tutte l’hanno vissuta nella stessa maniera.

Nel report poi abbiamo voluto inserire un piccolo paragrafo sui Cento Passi se ne è parlato molto di questo nuovo processo di riforme istituzionali del Paese. Da parte nostra, l’inserimento all’interno del Nurly Zhol di un paragrafo sui Cento Passi – che pure non rientra nella nuova politica economica – lo abbiamo voluto intendere come una sorta di “seconda gamba” di questo cammino che sta realizzando il Paese verso la modernizzazione economica, perché non è possibile portare avanti delle istanze economiche e commerciali nel futuro senza apportare quelle riforme istituzionali, quelle riforme legate alla lotta alla corruzione o anche solo al decentramento amministrativo, che sono fondamentali non solo di per sé, ma anche per facilitare lo sviluppo economico nel lungo periodo.

Le prospettive del Nurly Zhol: questo è il primo anno di implementazione del programma, i lavori sono iniziati in pressoché tutti gli aspetti d’intervento previsti nel novembre del 2014 e poi nei successivi piani d’azione elaborati dal governo. Le aspettative sono positive per quanto riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali attuali del Paese: l’obiettivo di mantenere una disoccupazione attorno al 5% sarà reso possibile grazie agli ingenti investimenti in opere pubbliche che il governo ha previsto con la nuova politica economica. Diverso invece può essere il discorso legato ai tassi di sviluppo, ai tassi di crescita del PIL, perché comunque le contingenze economiche attuali lasciano intravedere delle prospettive non proprio rosee. Soprattutto, la spinta che il Nurly Zhol può avere rischia di essere in parte riequilibrata in negativo dai problemi legati ai minori introiti del settore estrattivo e anche ad alcune decurtazioni a livello di spesa pubblica nel bilancio statale che sono state previste nei prossimi mesi dal governo.

Il fatto di avere minori entrate a livello di bilancio statale ha portato lo Stato a tagliare di un 10% il budget statale. Questo inevitabilmente si ripercuoterà nella minore presenza dello Stato nei settori delle opere pubbliche e in altri settori dell’economia e quindi potrà avere un leggero effetto di decrescita che si spera possa essere controbilanciato da una spinta propulsiva molto forte da parte di questo Piano, che smuove all’incirca circa 20 miliardi di dollari statunitensi.

Nella seconda parte del report abbiamo poi voluto introdurre anche altri due aspetti a nostro avviso molto importanti: il settore agricolo e il settore dell’energia che, pur non rientrando pianamente nel Nurly Zhol, rappresentano comunque due ambiti d’intervento del governo nell’economia nazionale. Sono dei settori molto attenzionati da parte dello Stato e rappresentano altri due ambiti che vivranno di un forte sviluppo e di una forte attenzione nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Grazie.



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