Astana 2017: contenuti, progetti ed eredità dell’Esposizione Internazionale Astana 2017: contenuti, progetti ed eredità dell’Esposizione Internazionale
L’articolo descrive come sta prendendo corpo l’Esposizione Internazionale che la capitale kazaka si prepara ad ospitare il prossimo anno, attraverso un’illustrazione dei progetti ad... Astana 2017: contenuti, progetti ed eredità dell’Esposizione Internazionale

L’articolo descrive come sta prendendo corpo l’Esposizione Internazionale che la capitale kazaka si prepara ad ospitare il prossimo anno, attraverso un’illustrazione dei progetti ad essa legati e un’analisi del valore geopolitico dell’evento.

A conclusione dell’Incontro dei partecipanti internazionali all’EXPO 2017 il Segretario Generale del Bureau Internazionale delle Esposizioni (BIE) ha affermato che Astana è «su una buona strada» per quanto concerne l’organizzazione dell’evento. Al tempo stesso, Loscertales ha voluto ricordare che all’apertura dell’Esposizione manca meno di un anno e mezzo ed è proprio in quest’ultimo lasso di tempo che sarà necessario lavorare duramente, in modo che per il 10 giugno 2017 – data di apertura dell’Esposizione – sia tutto pronto.

La conferenza svoltasi ad Astana ha riunito circa trecento delegati provenienti da cento paesi, più i rappresentanti di alcuni enti internazionali e del mondo imprenditoriale. Tra il 24 e il 25 febbraio sono stati siglati diversi accordi per la partecipazione ad EXPO, ma si è parlato anche di questioni prettamente finanziarie, tecniche e logistiche.

Il tema di EXPO 2017

La scelta del tema “Future Energy” ha come obiettivo quello di porre all’ordine del giorno dell’agenda politica internazionale le questioni ambientali ed energetiche, le cui ricadute incidono sull’economia e le vite dei popoli.

Nell’Esposizione il tema dell’energia sarà sviluppato attraverso l’approfondimento delle tre “sfide” che attendono la comunità internazionale. La prima è quella ambientale, legata alla protezione dell’ambiente e alla riduzione delle emissioni di CO2. La seconda sfida è quella che prende in considerazione la questione in base ai suoi risvolti economici, in relazione a un uso razionale ed efficiente dell’energia. Infine, c’è la considerazione dell’ambito “sociale”, che consiste nell’ampliamento del diritto e della possibilità di accesso alle risorse energetiche, al fine di estendere le opportunità di sviluppo e modernizzazione. A proposito di quest’ultima “sfida”, è bene ricordare come l’obiettivo di Astana 2017 sia quello di permettere la partecipazione del più alto numero di Stati possibile, anche di quelli in via di sviluppo, i quali altrimenti rischierebbero di non essere sufficientemente coinvolti.

Un concetto ricorrente nella presentazione di EXPO 2017 è quella di fare di Astana una piattaforma per il dibattito, l’interazione tra i paesi e la condivisione di esperienze diverse. Uno scopo formativo che rappresenterà il vero senso dell’Esposizione e consentirà di andare ben oltre l’aspetto espositivo e ricreativo su cui, comunque, Astana punta molto.

Il “progetto EXPO”: innovazione e sostenibilità

Ufficialmente – per rispettare gli standard disposti dal Bureau Internazionale delle Esposizioni – l’area destinata ad EXPO 2017 sarà di 25 ettari, mentre l’intero sito raggiungerà l’estensione di 173,4 ettari. Oltre agli spazi espositivi sono previste ampie aree destinate al soggiorno di coloro che lavoreranno e visiteranno ad Astana nei tre mesi di durata dell’evento, nonché altre infrastrutture necessarie alla realizzazione dell’EXPO.

Il “cuore” del sito è tuttavia quello dedicato all’Esposizione vera e propria, che consisterà in costruzioni dall’architettura avveniristica, la cui progettazione andrà incontro ai principi di sostenibilità ambientale. Come dichiarato all’IsAG da Zaure Ayataeva, senior manager del Dipartimento di Architettura di “Expo 2017”, la particolarità di questi edifici sarà quella di disporre di tecnologie in grado di sfruttare l’energia eolica e solare, al fine di ottenere il massimo di efficienza energetica. Tra le altre soluzioni previste, ci sono quelle riguardanti l’utilizzo e il riuso dell’acqua piovana, la riduzione dei consumi di luce, acqua e riscaldamento e, infine, lo smaltimento dei rifiuti.

Stando alle dichiarazioni ufficiali i lavori dovrebbero concludersi per il mese di novembre 2016, successivamente i singoli partecipanti potranno procedere all’allestimento dei rispettivi padiglioni. Al centro dell’area espositiva sorgerà il padiglione del Kazakhstan – già in corso di costruzione – chiamato “Museo del Futuro”, comprendente anche una sfera di 80 metri circa di diametro che sarà il simbolo di questo EXPO.

L’area circostante sarà dedicata ai paesi partecipanti e ai padiglioni tematici. Uno di questi sarà dedicato alle esposizione delle “buone pratiche”, ossia progetti e iniziative in tema di sostenibilità ambientale, che saranno selezionate da una commissione internazionale. Quello sulle best practices non sarà l’unico padiglione tematico. L’organizzazione ha infatti individuato altri quattro spazi espositivi, ognuno dei quali svilupperà un particolare ambito del tema principale. Il padiglione “World of Energy” si concentrerà sull’uso efficiente dell’energia; “Energy for Life” si occuperà dell’utilizzo dell’energia negli ambiti dell’edilizia, della pianificazione urbana e dei trasporti; “Energy for All” svilupperà una concezione “etica” dell’energia, basata sull’idea che l’accessibilità e lo sviluppo dell’energia debbano essere consentiti a tutti; infine ci sarà il padiglione “My Future Energy”, il cui tema centrale sarà il corretto ed efficiente utilizzo delle risorse.

La legacy: ricerca, finanza e turismo

Se in alcuni casi l’impatto di un’Esposizione è durato giusto il tempo di svolgimento dell’evento, Astana 2017 si propone invece di pensare e sviluppare un’eredità che sia in grado di reggere il confronto con il tempo.

Quello della legacy è uno dei temi critici dell’organizzazione di ogni grande evento, in quanto è ormai dimostrata l’utilità di una programmazione che si estende anche alla fase successiva lo svolgimento. Si è notato, infatti, come le esperienze di maggiore successo sono quelle che hanno puntato ad ottenere delle ricadute positive sul territorio attraverso una chiara strategia per la valorizzazione dell’esperienza organizzativa nel lungo periodo.

Per quanto concerne Astana, la volontà è quella di “sfruttare” l’onda positiva generata dall’Esposizione per generare ricchezza e interesse non solo nel periodo immediatamente pre e post evento, ma anche su un arco temporale più lungo, migliorando la posizione della città nella “mappa” dei più importanti centri urbani del mondo.

L’obiettivo è quello di garantire la continuità sia materiale che immateriale di EXPO 2017. Una prima proposta, legata soprattutto al riutilizzo delle strutture, è quella della creazione dell’Astana International Financial Center. Annunciato nel 2015, il centro dovrebbe divenire operativo a partire dal 1° gennaio 2018 in alcuni dei luoghi utilizzati per l’Esposizione Internazionale, permettendo quindi un riutilizzo delle strutture anche dopo la conclusione della fiera. Scopo del centro è quello di attrarre flussi di investimenti dall’estero, attraverso lo stabilimento di un regime fiscale e giuridico speciale, definito sulla base di criteri riconosciuti a livello internazionale. In questo modo Astana aspira a divenire non solo il fulcro politico, ma anche la capitale finanziaria del paese e, probabilmente, di tutta l’Asia centrale.

Tesa invece ad assicurare la continuità dell’impegno kazako dal punto di vista dei contenuti che sono alla base di EXPO è l’idea del Presidente Nursultan Nazarbaev – lanciata in occasione della 70a Assemblea Generale dell’ONU – di un Centro per lo sviluppo delle “tecnologie verdi” e per il supporto ai progetti d’investimento in tale settore, da realizzare sotto gli auspici ONU.

Queste due principali direttrici riguardanti il post-evento, poi, si sommano alla volontà di generare – attraverso la maggiore visibilità internazionale legata ad EXPO – lo sviluppo del settore turistico non solo ad Astana, ma in tutto il paese. Una volontà, questa, che è stata espressa in tutti i principali interventi istituzionali durante la conferenza e che sembra essere di grande interesse per i Kazaki.

Astana 2017: una lettura geopolitica

Parlando alla conferenza stampa di chiusura dell’Incontro dei partecipanti internazionali, Vicente Gonzalez Loscertales ha affermato che l’Esposizione Internazionale di Astana assume un «forte valore geopolitico». Una dichiarazione importante, che acquista maggior significato se si considera che il prossimo EXPO potrebbe avere delle conseguenze persino più ampie rispetto alla precedente edizione, data la tematica scelta e la particolare regione geografica che si presta ad ospitare questo evento di portata mondiale.

Anzitutto bisogna rilevare la strategicità del tema scelto, quello dell’energia, che in questa fase particolare dell’economia globale obbliga tutti a una riflessione sull’utilizzo di tecnologie più sostenibili. Altresì importante è l’attenzione alla protezione dell’ambiente, un argomento delicato che spesso incide sulla crescita e la crisi degli Stati.

Che poi questo messaggio giunga da un paese come il Kazakhstan, ricco di vasti giacimenti di idrocarburi e di altre risorse, più che una contraddizione può essere interpretata come un’ulteriore presa di coscienza della necessità di favorire il passaggio verso un’economia non più dipendente dalle tradizionali forme di energia. Il paese da tempo è impegnato in iniziative di ampio respiro sulle questioni ambientali ed energetiche, come il Green Bridge, l’Atom Project e la realizzazione di un utilizzo pacifico e sicuro del nucleare, fino ad arrivare al recupero della superficie settentrionale dell’Aral. Da parte del governo nazionale Astana 2017 deve essere inteso non come il punto di arrivo , ma come un ulteriore stimolo all’implementazione di queste politiche.

Infine, altro elemento geopolitico da non sottovalutare è dato dalla scelta del Kazakhstan come Paese organizzatore: si tratta della prima volta per un paese della Comunità degli Stati Indipendenti e dell’Asia centrale. Da una parte ciò ha avuto un significato importante per il Bureau, al fine di rompere lo schema dei “blocchi” (Europa, USA, Estremo Oriente più Cina) che sinora si sono divisi l’organizzazione delle Esposizioni; dall’altra, l’opzione kazaka segna la sempre maggiore rilevanza di una regione geografica che ha l’ambizione di svolgere il ruolo di ponte tra Europa e Asia.

Per quanto invece riguarda la posizione del Kazakhstan, è già stata sottolineata l’importanza che l’organizzazione di EXPO assume in questa particolare fase storica, sia per questioni di politica interna – in riferimento alla modernizzazione delle istituzioni e alla diversificazione dell’economia – sia come strumento di definitivo riconoscimento dei progressi realizzati dal paese nei suoi primi 25 anni di indipendenza.

NOTE:

Alessandro Lundini, Ricercatore associato del programma «Eurasia» dell'IsAG, è stato ad Astana per seguire come inviato per l'Istituto il secondo Incontro dei partecipanti internazionali all'EXPO 2017.


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