Le elezioni in Kazakhstan: il quadro politico del Paese Le elezioni in Kazakhstan: il quadro politico del Paese
Lo scorso 20 gennaio il Presidente del Kazakhstan Nazarbaev, a seguito di un’istanza presentata dal Mažilis – la Camera bassa del Parlamento – ha... Le elezioni in Kazakhstan: il quadro politico del Paese

Lo scorso 20 gennaio il Presidente del Kazakhstan Nazarbaev, a seguito di un’istanza presentata dal Mažilis – la Camera bassa del Parlamento – ha annunciato l’anticipazione delle elezioni legislative e amministrative al 20 marzo. Le motivazioni che hanno condotto alla fine anticipata della legislatura sono sostanzialmente tre: il primo motivo è l’esigenza di creare una compagine istituzionale stabile che sia in grado di portare avanti le riforme necessarie ad uscire dal periodo di crisi che sta vivendo il Paese; il secondo motivo riguarda il contenimento della spesa pubblica, in quanto tenendo congiuntamente le elezioni parlamentari e regionali si ha un risparmio di circa quattro miliardi di tenge; ed infine, l’ingresso in Parlamento di nuove forze politiche anche per garantire una maggiore rappresentanza per i diversi strati della popolazione.

Il contesto entro cui si svolgono le elezioni

Sulla scena politica del Paese operano circa sedici partiti, di cui sei sono in corsa per il Parlamento: Nur Otan, partito di maggioranza a cui appartiene Nazarbaev; l’Ak Zhol, partito di stampo democratico; il Partito Social-Democratico Nazionale; il Partito Comunista del Kazakhstan; il Birlyk e l’Auyl. Ognuno di essi può presentare un certo numero di candidati al Parlamento, i quali sono tenuti a pagare un contributo elettorale corrispondente alla somma di circa quindici salari minimi, mentre per i candidati agli organi locali la somma corrisponde a circa cinque salari minimi. Tale somma viene poi restituita ai quei partiti che superano il 7% e i cui candidati vengono quindi eletti, mentre nei restanti casi questa somma viene trattenuta e diventa parte del bilancio statale. La campagna elettorale non usufruisce dunque di finanziamenti pubblici.

In base alla Costituzione e alla legge elettorale, con le elezioni si eleggono 98 dei 107 deputati del Mažilis. I restanti parlamentari sono nominati dall’Assemblea del Popolo del Kazakhstan per assicurare la rappresentanza anche delle etnie minoritarie e rispecchiare la multietnicità che caratterizza la società kazakistana. Questi deputati costituiscono un gruppo parlamentare autonomo e non si affiliano ad alcun partito, in quanto il loro mandato è rivolto soprattutto alla difesa e tutela delle istanze delle rispettive comunità e, al tempo stesso, alla promozione e rafforzamento dell’identità nazionale comune.

I partiti in corsa e i loro programmi

Il partito presidenziale Nur Otan, che nel 2012 si era aggiudicato la maggioranza assoluta con 83 seggi, si presenta con un programma ispirato al Piano nazionale di riforme che ha favorito la riconferma di Nazarbaev alla carica di Presidente nelle elezioni di aprile 2015. La sua piattaforma programmatica è quindi rivolta al superamento dell’attuale fase di difficoltà dell’economia attraverso il proseguimento della nuova politica economica del Nurly Zhol e del programma di riforme istituzionali dei “Cento passi concreti”.

Il partito Ak Zhol detiene attualmente 8 seggi in Parlamento e si presenta a queste consultazioni con un’agenda anti crisi basata su iniziative per incentivare l’economia, contrastare la corruzione e favorire la trasparenza amministrativa. Pur essendo un partito di opposizione, tuttavia le posizioni assunte da questo gruppo sono risultate sempre moderate e quindi, di fatto, appoggia la condotta della maggioranza.

Partecipano alla corsa elettorale anche il Partito Comunista del Kazakhstan (attualmente detiene 6 seggi) anch’esso partito di opposizione molto moderata che perciò di fatto sostiene il Governo, e il partito Birlyk. Quest’ultimo è una compagine di recente formazione il cui programma è incentrato principalmente sullo sviluppo delle aree rurali del Paese.
Il Partito Social-Democratico Nazionale, il cui leader si era candidato contro Nazarbaev alle elezioni presidenziali nel 2005, prende parte alla competizione elettorale con una piattaforma incentrata sul miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e la riduzione delle tasse, soprattutto per le piccole e medie imprese.
È presente, infine, anche il partito Ayul, per cui un punto di fondamentale importanza è lo sviluppo del settore agricolo. Inizialmente anche il Partito Azat doveva partecipare alle consultazioni, tuttavia lo scorso gennaio ha annunciato il suo ritiro dalla competizione.

Lo svolgimento delle consultazioni e il significato della tornata elettorale

Per rispondere ad alcune critiche e dimostrare la correttezza dello svolgimento delle elezioni del 20 marzo, il Ministro degli Esteri Erlan Idrissov ha rivolto un invito alle organizzazioni internazionali – tra cui l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), la Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) e l’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione (SCO) – affinché monitorassero lo svolgimento della campagna elettorale e delle operazioni di voto. Tutte e tre le organizzazioni hanno raccolto l’invito e hanno inviato i propri osservatori a seguire tutte le procedure elettorali.
Occorre comunque sottolineare come il ruolo di partito favorito assegnato a Nur Otan dipenda anzitutto dall’alto grado di popolarità e fiducia di cui Nazarbaev gode presso la popolazione e che di conseguenza si “trasferisce” sul suo partito di riferimento.

Dopo lo svolgimento delle elezioni presidenziali nel 2015, queste consultazioni segnano un passaggio importante per il futuro del Kazakhstan, che proprio a dicembre festeggerà i suoi venticinque anni di indipendenza. L’esigenza di garantire una maggiore stabilità e un consolidamento delle riforme, messe in atto e in programma nel Paese, risulta cruciale affinché il Kazakhstan possa procedere su un percorso virtuoso di sviluppo anche in futuro.
Per il Paese, che sta affrontando un periodo di crisi rispetto a un precedente periodo di rapida crescita, è fondamentale che le istituzioni risultino solide al fine di consentire il proseguimento del percorso di modernizzazione interno e di mantenere la centralità acquisita sulla scena internazionale.



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