Il Porto di Gioia Tauro, la conferenza dell’IsAG a Montecitorio Il Porto di Gioia Tauro, la conferenza dell’IsAG a Montecitorio
Giovedì 16 Giugno 2016, presso la nuova aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari (Camera dei Deputati), ha avuto luogo la presentazione del volume “Il... Il Porto di Gioia Tauro, la conferenza dell’IsAG a Montecitorio

Giovedì 16 Giugno 2016, presso la nuova aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari (Camera dei Deputati), ha avuto luogo la presentazione del volume “Il Porto di Gioia Tauro: tra Città Metropolitana e nuovi paradigmi geopolitici”, a cura di Domenico Napoli, Filippo Romeo e Massimiliano Porto, pubblicazione resa in seno al programma “Infrastrutture e Sviluppo Territoriale” (IsAG), diretto dal Dott. Filippo Romeo

L’evento, organizzato dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) unitamente al Centro per la formazione, la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo (CeFRIS) di Gioia Tauro, fa parte di una serie di convegni che hanno l’intento di individuare elementi di policy utili a sviluppare il potenziale che la centralità geografica naturalmente conferisce al porto calabrese.

Il caldo particolarmente afoso del pomeriggio romano non ha ostacolato la vivace e attenta partecipazione dei numerosi ospiti all’evento, tra cui diverse personalità illustri non solo tra il parterre di relatori ma anche tra il pubblico, accolto calorosamente dai saluti e i ringraziamenti iniziali di Domenico Napoli nella triplice qualità di moderatore dell’evento, co-autore del volume e Direttore del CeFRIS.

I lavori sono stati inaugurati dall’On. Fabio Porta che, dopo aver espresso la sua gioia di partecipare all’evento sia in nome della sua amicizia con l’IsAG che in qualità di Presidente del Comitato Italiani nel Mondo e Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri, ha osservato come “la questione della portualità e della logistica è uno degli asset fondamentali sui quali il nostro Paese dovrebbe puntare e scommettere il proprio futuro”. Porta, dopo aver definito il Porto di Gioia Tauro uno dei casi emblematici e interessanti di questa area di investimenti nella quale si gioca una delle più grandi partite per l’internazionalizzazione del Paese, ha concluso il suo intervento manifestando la piena disponibilità, in qualità di Membro della Commissione Esteri, a farsi portavoce di eventuali proposte per lo sviluppo dell’area.

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A seguire i lavori il Presidente dell’IsAG, Tiberio Graziani che, dopo avere ringraziato l’On. Porta per il sostegno alla missione istituzionale dell’IsAG, ha introdotto il volume introdotto il volume oggetto della presentazione focalizzando l’attenzione in particolare sul sottotitolo “tra Città Metropolitana e paradigmi geopolitici”. Ha inoltre fatto riferimento a due importanti concetti: la definizione specifica di sviluppo del territorio, intesa come visione strategica di lungo termine e il concetto del buon senso, inteso come giusto equilibrio e corretto bilanciamento tra i fattori di omogeneità e complementarietà dei territori. “Quando si parla di città metropolitane” ha osservato Graziani “bisogna iniziare a configurarle in un assetto territoriale e geografico nuovo che è quello delle macro-regioni”.

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A seguire, il passionale intervento del Comandante Andrea Agostinelli, il quale, in qualità di Commissario Straordinario del Port Autority di Gioia Tauro, ha svolto una lucida analisi delle problematiche del porto calabrese, menzionando i 442 lavoratori portuali in cassa integrazione, la crisi del transhipment e il proprio astio contro chi definisce Gioia Tauro il porto della cocaina e della ‘Ndrangheta. “Gioia Tauro è Passione, uno dei migliori porti del mondo dalle enormi potenzialità”. Per sfruttare tale potenziale, secondo il Comandante, bisogna ripensare alla diversificazione delle attività portuali, sviluppare quell’intermodalità carente a causa della pessima rete ferroviaria e assicurare un forte investimento sui controlli.

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Il sindaco di Gioia Tauro, Giuseppe Pedà, ha sottolineato i suoi dubbi verso l’esclusiva iniziativa privata, senza un serio intervento statale, nonostante sia riconosciuta da anni l’importanza strategica del porto calabrese per il nostro Paese. Per tale motivo ha esortato i presenti all’evento chiedendo con forza al Governo Italiano un serio intervento, per far decollare tale infrastruttura. Parlando a favore dei lavoratori, il sindaco ha poi menzionato lo sciopero previsto per il 21 Giugno e ha concluso rinnovando l’invito a chiedere un serio intervento statale, definendolo obiettivo primario di questa serie di convegni.

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La parola è passata quindi a Ferdinando Verardi, Amministratore Delegato del CeFRIS, il quale si è complimentato per la pubblicazione del volume e, riprendendo le parole del Presidente Graziani, ha ribadito la necessità di un serio riassetto istituzionale del Paese in un’ottica di geopolitica internazionale. “I sistemi di trasporto influenzano lo sviluppo delle dinamiche geopolitiche, rafforzando il rapporto uomo-territorio”, in particolare le comunicazioni marittime. In parte concorde col sindaco Pedà, ha sottolineato il disimpegno del settore pubblico, che sembra aver privilegiato il Nord Italia, rispetto ai porti del Mediterraneo, ancora carenti dal punto di vista infrastrutturale. Verardi ha poi concluso il suo intervento definendo come pre-condizione la necessità di creare un clima di fiducia reciproca tra chi opera decisioni pubbliche e chi opera nel privato, per promuovere il benessere del nostro territorio.

Il moderatore dell’evento, Domenico Napoli, nel prendere la parola per concludere la sessione dei saluti, ha riportato ai presenti i saluti di Nicola Irto, Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, assente all’evento per sopravvenuti impegni, e ha invitato sul palco i relatori della prima sessione dell’evento intitolata Infrastrutture per lo Sviluppo.

La I Sessione tecnica, ha visto Filippo Romeo, Direttore del Programma Infrastrutture e Sviluppo Territoriale IsAG, come primo relatore. Il Dott. Romeo, dopo un breve ringraziamento ai relatori che lo hanno preceduto, ha focalizzato l’attenzione sul volume oggetto dell’evento, specificando come lo stesso nasca da alcune riflessioni in ambito IsAG sui nuovi paradigmi geopolitici a livello globale e, più in particolare, sull’affermazione dei nuovi poli di potenza nell’area del Sud-Est Asiatico, del Pacifico e dell’Oceano Indiano, che hanno ridato centralità al Mediterraneo per l’importante scambio di merci che transitano tra lo stretto di Suez e di Gibilterra e per gli scambi Nord Sud. “Gioia Tauro va vista come centro nevralgico di un grande bacino”, ha dichiarato il Dott. Romeo che ha poi continuato con l’auspicio che il volume possa essere uno strumento di riflessione per i decisori politici.

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Oltre al grande gap logistico che si spera possa essere attenuato dal nuovo Piano dei Trasporti, il Dott. Romeo ha parlato di energia, sottolineando quanto l’UE, nonostante gli inviti agli stati membri ad attuare politiche di diversificazione (anche rispetto ai paesi fornitori), sia ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili.

Il gas prodotto nel Mar Mediterraneo o il gas prodotto altrove, ma che deve attraversare questo mare per giungere nel mercato dell’UE, dovrebbe convergere verso una costa europea se si tratta di gasdotto, o verso un porto europeo se si tratta di GNL. Gioia Tauro, quindi, per via della sua collocazione geografica, potrebbe fungere anche da piattaforma gasifera, una vero e proprio hub del gas nel mediterraneo.

Romeo ha, infine, concluso il suo intervento evidenziando nella formazione un ulteriore elemento di sviluppo, ipotizzando che la Calabria potrebbe magari fungere centro propulsore di trasferimento di know-how su tali tematiche.

 Giuseppe Soriero, del Comitato Presidenza SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, già Sottosegretario ai Trasporti e alla Navigazione 1996-1998) e Professore dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, è stato introdotto dal moderatore che lo ha ringraziato per il suo contributo alla pubblicazione del volume. A sua volta l’On. Soriero si è complimentato sia per il volume che per l’evento, che sottolineano interesse e passione verso le questioni del porto calabrese, come sostenuto precedentemente dal Comandante Agostinelli.

Usando una metafora medica ha definito il porto di Gioia Tauro “ un malato”, in quanto segnala difficoltà di non poco conto. Procedendo ad un breve excursus storico ha inoltre ricordato gli impegni presi sin dal ’96 da parte delle istituzioni, anche in riferimento alla lotta alla mafia, invitando poi i presenti a studiare una forma di acculturazione riguardo il Porto di Gioia Tauro, purtroppo poco conosciuto anche dagli stessi calabresi, e a combattere il localismo e la contrapposizione Nord-Sud Italia. Ha infine concluso con un appello alle Ferrovie di assicurare un serio impegno, in particolare rispetto alla tratta Salerno – Reggio Calabria, di importanza fondamentale per il porto di Gioia Tauro.

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L’Onorevole Aurelio Misti (già Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti nel 2011), professore dell’Università “La Sapienza” di Roma ha anche lui ricordato gli impegni presi negli anni Novanta riguardanti le opere del Mezzogiorno, tra cui il porto di Gioia Tauro, criticando il tradizionale interesse delle istituzioni esclusivamente in periodo elettorale. Lo dimostrerebbe il fatto – ha osservato Misiti- che dall’approvazione da parte del Consiglio della Regione Calabria nel 2013 della ZES (Zona Economica Speciale) per la zona di Gioia Tauro, non vi sono più stati sviluppi, così come non è previsto alcun finanziamento nella nuova finanziaria destinato alle Ferrovie. Ha poi concluso il suo intervento con l’auspicio che la società italiana e le regioni possano fare passi concreti per restituire al porto calabrese il suo ruolo di fondamentale importanza strategica del Mediterraneo.

Nell’introdurre il relatore successivo, il Dott. Napoli porta i saluti dell’On. Garofalo e dell’Assessore Francesco Russo, entrambi impossibilitati a partecipare all’evento.

La parola è passata quindi al Prof. Giovanni Saccà, Responsabile Studi Trasporti Ferroviari CAFI, il quale, supportato dalle proiezioni di alcune slide, ha lucidamente presentato le capacità e le problematiche logistiche del porto calabrese, con particolare riferimento alla rete ferroviaria, ponendo inoltre alcune condizioni necessarie per il rilancio di Gioia Tauro. In primis, l’importanza dell’ERTMS (European Rail Traffic Management System), ossia il sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario progettato allo scopo di sostituire i molteplici, e tra loro incompatibili, sistemi di circolazione e sicurezza delle Ferrovie Europee. Saccà ha, inoltre, sottolineato la necessità di un Terminal intermodale, paragonando anche il porto calabrese all’efficiente porto di Amburgo, in grado di mobilitare 3 milioni di TEU l’anno, nonostante sia la metà per grandezza. Trenitalia ha dimezzato dal 2008 al 2013 il numero di carri operativi, da qui quindi la necessità di treni lunghi e di nuove locomotive. Il relatore ha infine analizzato la necessità di interporti adeguati e di una semplificazione del mercato in merito all’economicità complessiva dei servizi di logistica.

Dopo un breve scambio di commenti di alcuni relatori nei riguardi della presentazione del Prof. Saccà, ha preso la parola il Prof. Ottavio Amaro, Docente dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, il quale ha posto l’accento sulle questioni legate alla Città Metropolitana soffermandosi, in particolare, su quelle relative agli aspetti architettonici. A tal riguardo, si è concentrato in particolar modo sulla necessità di restauro del paesaggio dell’area di Gioia Tauro, definendolo “un porto senza città”, con un retro porto deserto, un “non luogo”. Ha poi mostrato diverse foto di Olivio Barbieri, a sostegno di quanto precedentemente sostenuto e concluso con una serie di interessanti progetti di tesi e di dottorato sui possibili scenari del porto calabrese.

La parola é stata data poi all’Amministratore Delegato della LNG Medgas Terminal, Pier Filippo Di Peio, il quale ha illustrato il progetto di rigassificazione, presentato nel 2004 previsto per l’area di Gioia Tauro.

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Tuttavia Di Peio ha tenuto a precisare che, a dieci anni di distanza, lo scenario ha subito dei cambiamenti sostanziali: il mercato delle risorse energetiche di oggi deve essere caratterizzato in primo luogo dalla flessibilità al fine di rispondere all’utilizzo sempre maggiore di energie rinnovabili, il gas quindi deve essere disponibile quando non lo è la risorsa alternativa. Secondo punto cardine è la sicurezza. Russia e Nord Africa sono i principali fornitori di gas, il venir meno di una di queste due fonti di approvvigionamento energetico potrebbe porre l’intero sistema in crisi. Da qui, secondo l’Amministratore Delegato, scaturirebbe la necessità di diversificare le fonti energetiche ed il ruolo chiave del GNL, in quanto questo non vincola l’acquisto di risorse ad un solo paese. Gioia Tauro, implementando un terminale di GNL, da una parte potrebbe porsi al centro di una transizione verso la low carbon economy, dall’altra potrebbe garantire ingenti ritorni economici. “Il  progetto di Gioia Tauro” – ha concluso Di Peio- “ha un potenziale unico,dal momento che il terminale oltre a svolgere la sua funzione di rigassificazione e approvvigionamento potrebbe diventare la base per fare di Gioia Tauro un baricentro, un punto di smistamento del GNL per tutto il bacino del Mediterraneo del sud”.

A concludere la prima sessione tecnica l’intervento dell’Ing. Giovanni Soda, dirigente del Nucleo Regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici, che ha dichiarato che a Gioia Tauro c’è la necessità di recuperare venti anni di assenza di strategia, tramite la formazione di una visione unitaria che potrebbe raggiungersi approvando per esempio il decreto della Riforma della Portualità e della Logistica. È quindi la collaborazione tra le realtà coinvolte ed una visione strategica ad essere al centro degli obiettivi da raggiungere secondo l’Ingegnere Soda, al fine di evitare la replica di politiche frammentate ed inefficienti che Gioia Tauro ha subito negli ultimi decenni.

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Il moderatore Domenico Napoli dopo l’intervento dell’Ing. Soda dichiarando conclusa la prima sessione “Infrastrutture per lo sviluppo” ha dato inizio alla seconda sessione, “Istruzione tecnica superiore, alta formazione e ricerca applicata: quali azioni a sostegno dello sviluppo”.

L’intervento di apertura di questa  seconda sessione è stato quello di Antonio De Marco, Dirigente del settore Programmazione e Pianificazione territoriale della Regione Calabria che ha introdotto il suo discorso esponendo un tema trattato nel libro presentato, ovvero la coesistenza di contraddizioni, criticità ma anche potenzialità e capacità dell’area di Gioia Tauro. De Marco presenta macro progetti in corso di realizzazione, come il forte investimento sullo sviluppo della retroportualità, l’investimento sullo sviluppo della intermodalità e della logistica integrata, così come una forte pressione sull’iniziativa della ZES. Allo stesso tempo, sono state portate avanti proposte per l’abbattimento della tassa di ancoraggio, progetti per lo sviluppo del sistema integrato-porto relativo ad un’area urbana attrezzata e basato, quindi, sullo stretto legame città-porto e implementate strategie per lo sviluppo del capitale umano come aspetto complementare degli investimenti nello sviluppo intelligente. Secondo il Dott. De Marco l’incontro tra scuola, lavoro ed imprese è un nodo centrale su cui fare leva per raggiungere il comune obiettivo di una maggiore competitività e ottimizzazione dell’area portuale. Gioia Tauro è sì una sfida per istituzioni, imprese ed università ma, allo stesso tempo, può essere un banco di prova per formazione, sviluppo e forte innovazione del sistema di individuazione dei fabbisogni e di capacità di creazione di una risposta formativa adeguata ai fabbisogni individuati.

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A nome di SVIMEZ, oltre a Giuseppe Soriero, è poi intervenuto anche il Dirigente di Ricerca Delio Miotti il quale ha sostenuto l’importanza di una corretta formazione relativa al sistema portuale e la possibilità di implementazione di corsi universitari di logistica economica. Tale apporto garantirebbe sia una valorizzazione delle capacità del porto di Gioia Tauro sia un aumento di competitività rispetto i porti del Nord Italia attualmente sono rivolti solo verso il Nord Europa.

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Su tale impronta prende poi la parola Maria Amata Garito, Rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, coinvolgendo gli astanti sul tema formulando un quesito: “come si può trasformare radicalmente un territorio e chi può apportare una reale innovazione in tale area?” Secondo il Rettore la risposta è la formazione del capitale umano. Tra il 1996 ed il 1998, il porto di Gioia Tauro era il primo scalo del Mediterraneo ed il quattordicesimo al mondo, oggi invece si trova in una situazione di stallo.“Investendo nel capitale umano, la Calabria può rinascere. Il discorso geopolitico relativo al porto nel Mediterraneo, mai come in questo momento, ha ricoperto un ruolo così importante, facendo emergere il porto come un punto strategico di reciprocità commerciale, di interazione tra culture e di crescita di competenze, capacità e valori comuni. Le università devono inserirsi all’interno di una società globalizzata ed interconnessa e saper interagire con il mondo industriale al fine di far camminare parallelamente l’individuo e la tecnologia che lo circonda”. Il rettore conclude il suo discorso invitando le istituzioni, ed in particolare il Sindaco della città di Gioia Tauro, a porre le municipalità al centro di tali processi al fine di trovare dentro la stessa Calabria la forza necessaria per arginare le difficoltà, rispondendo a queste con la cultura.

Di simili vedute è l’ospite successivo, la Dott.ssa Raffaella Salvemini, Ricercatrice dell’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo che avvia il suo discorso con un riferimento ad Adam Smith,  il primo a parlare di “Capitale Umano”. Ad oggi, secondo la Salvemini, è proprio il capitale umano a rappresentare uno dei fattori fondamentali per un programma di rilancio territoriale unitamente ai rapporti consolidati tra le parti interessate, all’hinterland economico e sociale e al sistema cantieristico e dei trasporti. La Ricercatrice sostiene che a tal proposito sia necessario un richiamo alle autorità competenti per garantire l’implementazione e la rivalutazione di una scuola nautica, per la formazione di coloro che la relatrice definisce “gente di mare”. “Alla luce di un mercato globale in cui lo shipping ed il mare sono risorse fondamentali, tale apporto formativo garantirebbe anche un aumento dell’occupazione, ulteriore fattore basilare del mondo odierno”.

Prima di giungere alle conclusioni della seconda sessione, CEFRIS e UNINETTUNO hanno firmato la convenzione tra i due enti, tra auguri e speranze future circa l’avvio di un’offerta formativa a Gioia Tauro.

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A concludere la sessione viene invitata a parlare Federica Roccisano Assessore alla Scuola, al Lavoro e alle Politiche Giovanili della Regione Calabria, la quale dopo avere ringraziato Cefris e Isag per l’iniziativa, ha raccontato che nel 2011 scrisse un articolo per la rivista dell’IsAG dal titolo: “il Mediterraneo, quale scudo per la crisi?” Con grande passione si mostra fermamente convinta che il Mediterraneo oltre a poter essere una difesa dalla crisi possa anche rappresentare uno scivolo per la creazione di percorsi di sviluppo. “Gioia Tauro detiene una centralità che le permetterebbe di essere il fulcro nevralgico di traffici commerciali e di sviluppo del capitale umano, economico e sociale”. L’assessore si rivolge poi direttamente alla Dottoressa Raffaella Salvemini per informarla che nella regione Calabria si stanno implementando iniziative effettive, volte al riavvicinamento tra cittadini e mare, tematica cara alla Dottoressa Salvemini. Nel suo intervento, la Roccisano ha fatto emergere un paradosso che si sta attualmente verificando in Calabria, relativo alla coesistenza nella regione di un tasso di disoccupazione alto, ma allo stesso tempo, di una offerta elevata di occupazioni relative alle attività marittime. Tra i progetti posti in essere dalla Regione per la valorizzazione del capitale umano, vi sono quelli che concernono il rapporto tra mare e bambini; “è importante che sappiano cosa sia il mare e cosa ha significato il traffico del mare per la storia italiana, e soprattutto calabrese”. La Dottoressa Roccisano sottolinea la crucialità di trovare un punto di incontro tra scuola e lavoro in quanto questo garantirebbe la libertà di scelta per gli individui nel restare o rimanere nelle loro città, facendo venire meno l’imposizione. L’assessore conclude il suo discorso annunciando che “il vero sviluppo lo costruiamo da quello che siamo, e la Calabria è mare. Attraverso una sinergia rafforzata tra pubblico e privato, tra stakeholders e regioni, si può accogliere la sfida per rilanciare il settore lavorativo e formativo della Calabria, partendo da quello che la Calabria è”.

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A tracciare le conclusioni del Convegno é toccato all’Euro Parlamentare Andrea Cozzolino, che nel prendere la parola ha invitato l’assemblea a ricordare, con un minuto di silenzio, l’Euro Deputata Helen Joanne Cox uccisa a Londra in quel pomeriggio.

L’euro Parlamentare, nel complimentarsi per i contenuti espressi nella pubblicazione, ha rimarcato come il porto di Gioia Tauro, potrebbe giocare un ruolo da protagonista per via della sua ubicazione geografica che lo pone al centro del Mediterraneo, trasformandosi al contempo in una vera e propria piattaforma culturale e logistica dell’intera area, nonché centro nevralgico per gli scambi tra Nord e Sud.

A tal proposito, Cozzolino ha posto l’accento sull’importanza delle reti e delle relazioni che intercorro tra i diversi soggetti che ne fanno parte (Sistema Imprenditoriale, Centri di Formazione, Istituti di Ricerca, Scuole ed Università), che costituiscono un capitale immateriale di notevole valore, da impiegare nei processi di sviluppo.

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Alla luce di ciò, l’Onorevole ha individuato nei soggetti coinvolti nell’iniziativa una potenzialità notevole, da sviluppare e mettere a sistema attraverso l’interlocuzione con le Istituzioni .

Da ultimo, prima di congedare relatori e intervenuti all’evento, il moderatore Dott. Domenico Napoli, ha proposto all’Euro Parlamentare la possibilità di replicare l’iniziativa presso la Sede del parlamento Europeo, trovando la piena disponibilità da parte dell’On. Cozzolino.

 



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