L’India e il ruolo strategico dei BRICS L’India e il ruolo strategico dei BRICS
Venerdì 10 giugno presso gli uffici dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è intervenuto Côme Carpentier de Gourdon, caporedattore della... L’India e il ruolo strategico dei BRICS

Venerdì 10 giugno presso gli uffici dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG), è intervenuto Côme Carpentier de Gourdon, caporedattore della rivista indiana «World Affairs», in occasione della presentazione del nuovo volume di «Geopolitica» focalizzato sull’India e curato da Francesco Brunello Zanitti, Direttore Scientifico dell’IsAG.

Côme Carpentier de Gourdon ha incentrato il suo intervento sulle tematiche più salienti che caratterizzano i paesi del BRICS. L’innovativo aggregato geopolitico ed economico si trova oggi a fare i conti con nuove prospettive interne ed internazionali, che potrebbero portare ad un indebolimento della loro visione strategica comune e delle reali capacità di proporsi come leader della governance globale.

Il gruppo trascende le tradizionali alleanze geopolitiche, puntando invece sulla comune condizione di economie in via di sviluppo e su una serie di elementi condivisi: popolazione numerosa, vasto territorio, abbondanza di risorse naturali strategiche, forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale. È tuttavia sbagliato percepire i BRICS come un blocco omogeneo o privo di conflitti, in particolare per quanto riguarda Russia e Cina, che da sempre si contendono la leadership nella regione, o le relazioni sino-indiane.

L’analisi delle prospettive future del gruppo passa anche dalla relazione che i diversi paesi hanno con il “grande egemone” mondiale, ovvero gli Stati Uniti. In quest’ottica Carpentier de Gourdon ha sottolineato come i recenti eventi politici in Brasile potrebbero ancora una volta cambiare le carte in tavola, visto che hanno portato un avvicinamento del Paese a Washington a scapito dei processi di regionalismo alternativo che avevano vivacizzato il contesto latino-americano negli ultimi tempi. La situazione brasiliana è stata definita da Carpentier de Gourdon come un vero e proprio colpo di Stato bianco, attraverso il quale uno strumento costituzionalmente definito come l’impeachment è stato utilizzato strumentalmente per cambiare i vertici della politica nazionale. La visione di Temer e del suo governo presenta un’ottica diametralmente opposta a quella dei suoi predecessori, e questo potrebbe portare ad una significativa modifica della politica estera del paese.

Anche le future elezioni presidenziali negli Stati Uniti hanno un loro peso nelle delicate questioni geopolitiche che orbitano intorno ai BRICS; in base al risultato, cambieranno le prospettive di Russia, Cina e India. New Delhi ha sempre adottato una politica piuttosto cauta nelle sue relazioni con Washington, e nel caso delle elezioni la classe dirigente indiana è naturalmente interessata ai due candidati alla presidenza. Carpentier de Gourdon ha ricordato in particolare l’importanza della comunità indiana in America e come le prospettive politiche di Clinton e Trump verso l’Asia meridionale siano agli antipodi: mentre la prima ha un forte legame con il Pakistan, fattore valutato negativamente dall’India, il secondo sta improntando la sua campagna elettorale in funzione anti-islamica.

L’India si sta avvicinando al modello USA, come testimoniato dalla firma di alcuni accordi siglati al termine di una visita di tre giorni del premier indiano Narendra Modi negli Stati Uniti. La storica intesa è stata valutata come un importante successo per l’India, che tenta di farsi largo tra le grandi potenze, e per gli Stati Uniti, che mirano a controbilanciare l’egemonia cinese in Asia. Nonostante questo allineamento, Carpentier de Gourdon sottolinea come ci sia ancora in India una forma di capitalismo di Stato, sistema lontano dalla visione statunitense.

In questo complicato gioco di bilanciamento si inserisce inoltre la presidenza indiana del vertice BRICS a Goa del 2016, finalizzata a confermare la volontà di portare avanti azioni comuni e iniziative di cooperazione fra i Paesi, ma che al tempo stesso non sembra delineare una visione strategica di lungo periodo, frenando il processo di emancipazione finanziaria iniziato con la creazione della Nuova Banca di Sviluppo nel 2014. Particolarmente interessante ai fini dell’approfondimento del nuovo volume di «Geopolitica» è stato la spiegazione della filosofia alla base della politica estera indiana: il Paese infatti si auto-percepisce come uno Stato che non deve intervenire o schierarsi in contesti esterni all’Asia meridionale, salvo avere due unici nemici: Pakistan e Cina. La logica realista che sottende questa visione è legata ad un concetto base: ogni Stato confinante è nemico, ed il nemico del mio nemico è mio amico.



  • raj kumar

    06/09/2016 #1 Author

    Mr.Côme Carpentier de Gourdon is a very intelligent man.
    raj kumar

    Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Solve : *
25 + 26 =