Nel cuore del programma di ammodernamento navale: i nuovi PPA Nel cuore del programma di ammodernamento navale: i nuovi PPA
Uno degli ultimi atti dell’Ammiraglio Giuseppe de Giorgi, ormai ex Capo di Stato Maggiore della MMI, è stato il 20 giugno scorso quello di... Nel cuore del programma di ammodernamento navale: i nuovi PPA

Uno degli ultimi atti dell’Ammiraglio Giuseppe de Giorgi, ormai ex Capo di Stato Maggiore della MMI, è stato il 20 giugno scorso quello di presentare, presso Palazzo Marina, lo speciale di RID dedicato al programma PPA, i futuri Pattugliatori Polivalenti d’Altura che si inseriscono nel quadro più ampio della cosiddetta Legge Navale (un piano di rinnovamento della flotta, di cui lo stesso De Giorgi è ideatore, necessario nella logica degli scenari geopolitici attuali ed in previsione di quelli futuri, la cui complessità è già stata delinata durante la conferenza IsAG su Nave Maestrale dello scorso dicembre 2015).

L’Amm. De Giorgi ha spiegato la ratio e il motivo di sviluppo del nuovo pattugliatore. I mari, in generale, sono interessati sempre di più dall’economia globale: basti pensare che circa il 90% dei beni viaggia su queste rotte o che circa il 65% delle risorse energetiche dirette verso l’UE passa per il Mediterraneo. Quella italiana è la 12° flotta mercantile su scala mondiale e il 3% del PIL nazionale deriva dal settore marittimo. Oggi solo il 29% della superficie marittima mediterranea è libera dalle rivendicazioni di zone economiche esclusive da parte degli Stati costieri. Ciò fa riflettere sulla necessità di dover salvaguardare la nostra fetta di mare, anche in considerazione degli 8000 km di costa che circondano la Nazione.

Si rende necessario lo sviluppo di una politica marittima nazionale anche in ragione dell’incessante incremento dei flussi migratori. Continua inoltre ad essere necessaria la presenza nelle zone di contrasto alla pirateria dove, tra l’altro, l’Italia è stata la prima a portare i propri marinai.Saremmo infatti i maggiormente penalizzati nel caso in cui l’accesso a Suez diventasse penalizzante. Nell’era della globalizzazione e nella prospettiva di un Mediterraneo allargato, ciò che accade in regioni apparentemente lontane può avere contraccolpi enormi anche su di noi. È necessario quindi un posizionamento strategico in quelle zone di particolare interesse.

Dal punto di vista della flotta, le fregate della classe “Maestrale”, studiate e pianificate in chiave anti-sovietica, sebbene di piccole dimensioni sono riuscite per oltre trent’anni a svolgere bene il loro compito ma oggi, che sono necessarie la presenza negli oceani e la flessibilità di utilizzo, si rendono necessarie navi di tonnellaggio maggiore. In rapporto ai Paesi europei, l’Italia è solo sesta per tonnellaggio in rapporto ai km di costa e settima per tonnellaggio in rapporto alle spese militari, dietro in quest’ultima classifica anche alla Grecia.

I circa 5,5MLD € della Legge Navale (che, ha voluto rimarcare l’Amm. De Giorgi, non sottrae finanziamenti alle altre FF.AA.) serviranno a rinvigorire la flotta tra il 2021 e il 2024 con 10 PPA, 1 nave anfibia multimodale, 1 unità logistica di supporto e 2 unità minori polivalenti ad alta velocità. L’idea dei nuovi PPA è basata su logistica e polivalenza: una semplificazione enorme per l’addestramento e l’impiego delle forze. Si caratterizzano per l’integrazione e l’adozione in plancia di nuove operatività, svolte dalla centrale operativa di combattimento con tecnologia di derivazione aeronautica e un totale di sei persone. L’equipaggio conterà novanta militari per un totale di 187 posti branda. Il progetto del rostro permette di guadagnare almeno un paio di nodi, raggiungendone 34 con mare forza 3. Il PPA si completa di radar passivo, pinne ed eliche stabilizzatrici e cannone con lancio guidato. Nella prospettiva di utilizzo in scenari molto ampi, sarà in grado di utilizzare uno o due motori diesel in base alle necessità. Con carattere di dual-use, in caso di calamità il PPA è in grado di fornire corrente elettrica a un paese di circa 6000 abitanti e contemporaneamente acqua potabile. La base sarà l’Arsenale di La Spezia.

Nell’ottica del raggiungimento di economie di scala, si è pensato volutamente a realizzare pattugliatori e non fregate poichè complementari alle nuove FREMM e alle unità in uso alla CP (Guardia Costiera). I nuovi pattugliatori saranno disponibili in 3 differenti versioni in base alle necessità: light, light plus e full, quest’ultima in grado di fornire supporto in ambito di Cyber defence e guerra elettronica completa.

Perchè tutto questo si rende necessario per l’Italia? Il commento alla presentazione del progetto PPA da parte dell’Ammiraglio De Giorgi è stato fornito dall’intervento del Prof. Germano Dottori. Secondo il docente di Studi Strategici presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, in Italia manca la conoscenza geografica e degli interessi nazionali dello Stato in relazione a: sicurezza, integrità territoriale e certezza della capacità di esportazione del nostro know-how. Si rende necessario intervenire in aree lontane e in un Mediterraneo allargato in quanto partecipi del processo di globalizzazione e portatori di interessi che non necessariamente riusciremmo a gestire da soli. Con obiettivi futuri di accrescimento della sfera di influenza, gli attuali partner potrebbero diventare i futuri competitori, anche nell’ottica di un relativo disimpegno USA; non si può continuare a dare per certo ciò che gli Stati Uniti hanno fatto nel periodo della Guerra Fredda né il loro ruolo di leadership (cfr. qui).

Sono intervenuti alla presentazione, per RID, anche il direttore Pietro Batacchi, l’editore Franco Lazzari e il curatore dello speciale Eugenio Po.



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