Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – fine giugno 2016 Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – fine giugno 2016
DONETSK – Con l’arrivo del caldo estivo nelle steppe dell’Ucraina orientale e nelle repubbliche autoproclamatesi indipendenti del Donbass, è tornato a scaldarsi sensibilmente anche... Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – fine giugno 2016

DONETSK – Con l’arrivo del caldo estivo nelle steppe dell’Ucraina orientale e nelle repubbliche autoproclamatesi indipendenti del Donbass, è tornato a scaldarsi sensibilmente anche il conflitto. Anche se una vera e propria tregua non è mai stata davvero rispettata, gli accordi di pace siglati a Minsk nel febbraio del 2015 non sono mai stati così vicini ad essere spezzati. Il conflitto a bassa intensità continua a causare decine di vittime tra i civili e centinaia di morti in entrambe le linee del fronte. Il picco delle violazioni raggiunto nell’ultima settimana fa pensare al riaccendersi di una guerra vera e propria.

Il ministero della Difesa dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk ha riferito di 3.297 bombardamenti da parte ucraina, che hanno causato la distruzione e il danneggiamento di 56 abitazioni civili. Anche il numero delle perdite tra la popolazione civile sul territorio di Donetsk è sopra la media annuale: sei morti, di cui due bambini deceduti a causa di un contatto con un cavo dell’alta tensione, tranciato precedentemente da un colpo di mortaio proveniente dalle posizioni ucraine. Sette, sono, invece, i civili rimasti feriti.

I combattimenti proseguono su tutte le direttrici del fronte: Mariupol, Donetsk, Gorlovka e Lugansk. Le forze armate ucraine, nella giornata di mercoledì 29 giugno, hanno tentato di sfondare in tre diversi punti a Nord di Debaltsevo avanzando di 4 km nella cosiddetta zona grigia, occupando la prima linea di difesa delle milizie nei pressi di Logvinovo. I miliziani della DNR hanno risposto all’offensiva con tiri di artiglieria che hanno costretto i militari di Kiev a tornare sulle proprie posizioni. Tre veicoli corazzati da trasporto delle truppe ucraine sono stati distrutti, e ci sono state decine di perdite non meglio specificate nelle file dell’esercito di Kiev.

Anche le missioni internazionali incaricate di vigilare sull’applicazione degli accordi per il cessate il fuoco, come la Special Monitoring Mission dell’Osce, sono finite sotto i colpi di artiglieria e mortaio a Kominternovo e a Dokuchaevsk, rispettivamente verso il mare d’Azov e poco a Sud di Donetsk. Gli osservatori, arrivati per rilevare i bombardamenti ucraini della notte precedente, nella giornata di lunedì 27, non hanno potuto svolgere il loro lavoro in sicurezza e hanno dovuto abbandonare i luoghi da ispezionare.

Un altro incidente si è verificato a Shirokino, nella zona neutra dove gli sminatori della DNR, in accordo con l’Osce, stavano bonificando una porzione di terreno verso la quale le forze armate di Kiev hanno aperto il fuoco, provocando due morti nelle file delle forze armate separatiste. Il Comando dell’“Operazione Anti-Terrorismo” di Kiev ha reso noto che otto sminatori sono stati presi in ostaggio.

Nelle file dell’esercito di Kiev, Wassyl Slipak un baritono di 42 anni, arruolatosi tra i nazionalisti di Pravy Sektor, è stato ucciso da un cecchino nella provincia di Donetsk, come ha riferito il rappresentante permanente dell’Ucraina al Consiglio d’Europa, Dmytro Kuleba.

Sul piano diplomatico, nella giornata di lunedì 27 giugno la cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo aver incontrato il nuovo Primo Ministro ucraino, Vladimir Groisman, ha affermato che il governo ucraino dovrebbe assicurare lo svolgimento delle elezioni nel Donbass. Quello delle riforme costituzionali per concedere maggiore autonomia alle regioni indipendentiste di Donetsk e Lugansk è uno dei punti cruciali degli accordi di Minsk, raggiunti lo scorso febbraio. Il governo ucraino, tuttavia, mostra ancora evidenti difficoltà nell’approvazione delle suddette riforme, poiché, come fu per il precedente, neppure l’attuale governo dispone di una maggioranza sufficientemente ampia per approvarle. La cancelliera tedesca ha inoltre constatato come la tregua non sia stata ancora raggiunta nell’Ucraina Sud-orientale e, pertanto, nell’attuale situazione di insicurezza, è impossibile organizzare le elezioni in questi territori.

Angela Merkel ha inoltre ribadito nell’incontro con Groisman che la questione dell’ammissione dell’Ucraina all’Unione Europea, non è al momento nell’agenda di Bruxelles. Di crisi ucraina, durante la scorsa settimana hanno discusso, a Mosca, anche l’assistente del segretario degli Stati Uniti per gli affari europei ed eurasiatici Victoria Nuland, e il consulente presidenziale del Cremlino, Vladislav Surkov.

NOTE:

Vittorio Rangeloni è libero pubblicista, Alessandra Benignetti è ricercatrice associata del Programma “Eurasia” dell’IsAG.


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