Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – metà luglio 2016 Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – metà luglio 2016
DONETSK – La seconda settimana di luglio non ha portato cambiamenti nonostante le apprensioni delle ultime decine di giorni dove la situazione sul fronte... Il conflitto in Ucraina: la situazione sul campo – metà luglio 2016

DONETSK – La seconda settimana di luglio non ha portato cambiamenti nonostante le apprensioni delle ultime decine di giorni dove la situazione sul fronte si era fatta sempre più tesa con un’escalation di bombardamenti e tentativi di guadagnare terreno da parte dell’esercito ucraino. Si sono però comunque verificati piccoli tentativi di sfondamento da parte dei soldati di Kiev nei settori di Gorlovka, seconda città per importanza e dimensione dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, così come nella periferia di Donetsk all’altezza di Avdeevka, dell’aeroporto cittadino ed a Sud, nei pressi del villaggio di Marinka.

Secondo il Ministero della Difesa di Donetsk questi attacchi da parte ucraina, che sono evidenti tentativi di sondare il terreno e studiare le reazioni delle milizie filorusse cercandone i punti deboli in vista di un possibile attacco decisivo, sono costate a Kiev almeno ventiquattro morti e decine di feriti. Gli attacchi dell’11 e del 14 luglio sono stati condotti dalla 58esima e dalla 30esima brigata autonoma motorizzata delle Forze Armate ucraine. Come di consueto, inoltre, non sono mancati bombardamenti sui centri abitati che hanno portato alla distruzione di 255 case, all’uccisione di un civile ed al ferimento di undici residenti nell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

Nel corso della settimana, le autorità di Donetsk hanno enumerato oltre 3.420 bombardamenti da parte dei soldati di Kiev, che continuano ad impiegare proiettili di artiglieria con calibro superiore a quello consentito dagli accordi di pace, come i mortai da 120mm e l’artiglieria da 122 ed 152mm. Per contro, il Centro di Comando ucraino lamenta mediamente quaranta violazioni giornaliere da parte dei soldati della Repubblica di Donetsk. A conferma del continuo aggravarsi della situazione e del rischio di esasperazione del conflitto il vice comandante delle milizie di Donetsk, Eduard Basurin, ha informato che le squadre di ricognitori della DNR hanno individuato sistemi missilistici MLRS “Grad”, obici e semoventi a poca distanza dalle trincee sul lato ucraino del fronte. Armamenti che, sempre secondo gli accordi raggiunti lo scorso anno nella capitale bielorussa, dovrebbero invece trovarsi ad almeno 50 km dalla linea del fronte, distanza che viene prolungata fino a 70 km per i “Grad”.

Il vertice della missione dell’OSCE in Ucraina, Martin Sajdik, ha affermato anch’egli, dal canto suo, che (come riporta anche l’agenzia TASS1) «il numero di incidenti che vedono i civili stanno crescendo» e che questo è «triste ed inammissibile». Nel frattempo, nel corso dell’incontro del Gruppo di Contatto a Minsk la parte ucraina non ha presentato la documentazione ufficiale che avrebbe dovuto fornire per discutere sulla risoluzione di punti chiave come quelli delle elezioni nel Donbass e dell’amnistia. Secondo il Ministro degli Esteri della DNR, Natalia Nikonorova, i rappresentanti di Kiev si sarebbero giustificati dicendo che non hanno avuto ancora concordato questi punti durante incontri diplomatici diversi dal formato di Minsk, al quale partecipano i rappresentanti di Francia, Germania, Russia ed Ucraina. Secondo il Ministro della repubblica autoproclamatasi, «il protocollo di Minsk che prevede un’intesa tra Ucraina e le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk è l’unica via di risoluzione pacifica possibile del conflitto».

NOTE:

Vittorio Rangeloni è libero pubblicista.

1. OSCE: Civilian casualties in Donbass are growing, TASS, July 13, 2016.


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