Il concetto dell’Arsenale Volante nell’Air Dominance USA Il concetto dell’Arsenale Volante nell’Air Dominance USA
Con il termine arsenale volante, si fa riferimento ad una piattaforma aerea nelle retrovie collegata in rete ad asset di quinta generazione, a cui... Il concetto dell’Arsenale Volante nell’Air Dominance USA

Con il termine arsenale volante, si fa riferimento ad una piattaforma aerea nelle retrovie collegata in rete ad asset di quinta generazione, a cui spetterebbe l’avanscoperta oltre il raggio visivo. Il principale limite della configurazione a bassa osservabilità è legato al carico utile interno, prerogativa essenziale per un profilo stealth pulito in un contesto anti-access area-denial moderno. Le Forze da Combattimento Integrate potrebbero garantire l’Air Dominance statunitense fino all’avvento dei velivoli di sesta generazione.

Il concetto dell’arsenale volante, nasce dalla necessità di integrare e potenziare le capacità degli F-22 e F-35, che non avrebbero più la necessità di inficiare il loro profilo in configurazione clean wing, continuando a coordinare molteplici attacchi dai moltiplicatori di forze operativi nelle retrovie. L’F-22 trasporta soltanto sei missili BVR. L’F-35 soltanto quattro, ma solo nella configurazione aria-aria. L’implementazione degli arsenali volanti, mira quindi a riscrivere la proiezione oltre il raggio visivo dell’Air Force. Il primo arsenale volante del Pentagono sarà l’F-15 Eagle (in servizio dal 1976), portato allo standard 2040C. Gli Stati Uniti hanno circa 400 F-15 delle varianti C, D ed E. Oltre al targeting high tech ed alla tecnologia di tracciamento, gli Eagle della Boeing saranno dotati di Infrared Search and Track o IRST, un sensore passivo a lungo raggio in grado di rilevare le emissioni infrarosse degli aerei nemici.

L’IRST può contemporaneamente tenere traccia di obiettivi multipli e fornire una capacità aria-aria efficace in contesti con minacce avanzate dotate di tecnologia radar-jamming. L’F-15 2040C avrà una capacità offensiva di sedici missili, compresi gli AIM-9x ed AIM-120. Non riuscendo più ad operare in contesti moderni, l’F-15 continuerà a garantirà capacità offensive per gli F-22 nella superiorità aerea e sosterrà gli F-35 negli attacchi di precisione. La prima fase del programma 2040C si completerà nel 2021, quando la flotta F-15C riceverà la capacità radar AESA o Active Electronically Scanned Array, con il Raytheon APG-63 (v)3. Le implementazioni EW (Electronic Warfare), come i sistemi Eagle Passive/Active Warning Survivability System (EPAWSS) saranno completate sull’intera flotta entro il 2032. Determinante sarà la dotazione Talon HATE, suite di comunicazione integrata con il Raptor. Ogni F-15 convertito allo status di arsenale volante, sarà dotato del processore per velivoli militari più veloce al mondo. L’Advanced Display Core Processor o ADCPII è in grado di elaborare fino ad 87 miliardi di dati al secondo. L’ADCPII garantisce una capacità di elaborazione missione più veloce ed affidabile per un equipaggio. Il primo test di volo con il nuovo processore si è svolto l’8 luglio scorso, da un F-15E Strike Eagle decollato dalla base dell’Air Force di Eglin, in Florida.

Il computer di missione, basato sulla tecnologia commerciale, offre una capacità di elaborazione multi-core per la flotta F-15. La struttura della flotta F-15 2040C sarà ricertificata per svolgere il servizio per i prossimi 25/30 anni. Secondo i dati ufficiali della Boeing, l’F15E ha dimostrato con successo 16.000 ore di volo di utilizzo operativo senza guasti catastrofici o problemi strutturali gravi alla cellula. L’F-15C ha già dimostrato con successo 18.000 ore di volo di utilizzo operativo senza guasti catastrofici o problemi strutturali gravi alla cellula. Il programma Arsenal Plane è stato svelato dal Segretario alla Difesa lo scorso due febbraio, a Washington, a margine della richiesta di bilancio al Congresso. Interamente gestito dallo Strategic Capabilities Office, è stato inizialmente concepito per modificare l’attuale arsenale in dotazione all’Air Force. Trasformare, cioè, delle piattaforme aeree di vecchia concezione in una sorta di launchpad volanti con diversi carichi convenzionali. Teorizzato per la prima volta negli anni ’80 durante la guerra fredda, la flotta Arsenal Plane avrebbe dovuto imbarcare missili in grado di attaccare obiettivi sovietici. Resterà sulla carta.

La Marina Usa riprese il concetto anni dopo, convertendo quattro sottomarini balistici classe Ohio, equipaggiati con 24 Trident standard, per il trasporto di154 missili da crociera Tomahawk. Il programma Arsenal Plane ha già ricevuto 200 milioni di dollari per l’anno fiscale 2017, con dimostrazioni di volo che dovranno concludersi entro il 2020. La flotta Arsenal Plane sarà composta, almeno nella prima fase che si concluderà nel 2040 in attesa della futura flotta UAV, da due principali piattaforme. Oltre all’F-15, il primo velivolo che dovrebbe essere schierato nei teatri operativi con tali capacità, l’Air Force convertirà i bombardieri B-52. Rispetto all’F-15 Eagle, garantirebbero una maggiore capacità offensiva e rappresenterebbero l’ennesimo mutamento negli indirizzi strategici dell’USAF. L’Arsenal Plane, infatti, nasce per sopperire al divario numerico tra le piattaforme statunitensi e quelle di un paese X. Da rilevare che è già in corso l’aggiornamento del nuovo sistema di lancio per la stiva del bombardiere B-52. La modifica migliorerà la capacità di carico e la flessibilità di missione del velivolo. L’aggiornamento consiste nella trasformazione del lanciatore rotativo strategico esistente in uno convenzionale, consentendo al B-52 di trasportare internamente armi intelligenti o a guida GPS.

Il bombardiere ha per anni trasportato armi intelligenti sui piloni sub-alari, ma l’upgrade aumenterà la capacità, la quantità e la varietà delle armi imbarcabili. Il B-52 (dei 744 B-52 costruiti ne restano in servizio soltanto settantasei tutti aggiornati alla configurazione H) potrebbe lanciare svariati missili AGM-158 JASSM contro bersagli terrestri pesantemente difesi, restando al sicuro. Integrati con gli F-35, ad esempio, lascerebbero a questi ultimi il compito di operare in prossimità, grazie alla loro firma radar ridotta. Il sistema di puntamento elettro-ottico (EOTS) dell’F-35, valuterebbe i danni alle difese nemiche ed ordinare un seconda raffica se necessario. Appare evidente, quindi, che l’Arsenale Volante, mira ad ottimizzare le piattaforme con provata capacità militare sul campo. Il B-52, sebbene non concepito per la penetrazione in profondità in ambienti A2/D2, è comunque cablato per le missioni di combattimento. Basti pensare che la spina dorsale dell’USAF si basa sul ancora bombardiere strategico a lungo raggio Boeing B-52, che effettuò il suo primo volo nel 1952. I B-52 della flotta Arsenal Plane saranno in grado di lanciare missili aria-aria, come l’AMRAAM. La 1760 Internal Weapons Bay Upgrade o IWBU, consentirà al B-52 di trasportare internamente fino a otto delle ultime bombe della J-Series oltre a sei su piloni sotto ogni ala. I B-52 hanno già la capacità di trasportare JDAM esternamente, ma l’aggiornamento IWBU incrementerà la capacità di carico utile del 66 per cento. Ciò si traduce con la possibilità di colpire lo stesso numero di bersagli in meno sortite.

Lo standard 1760 Internal Weapons Bay Upgrade sarà pronto entro il 2017 ad un costo di 350 milioni di dollari ed implementato nella flotta entro il 2022. Per quell’anno, i B-52 saranno in grado di lanciare anche il Miniature Air Launched Decoy o MALD, compresa la sua versione Jammer contro le infrastrutture radar nemiche. La flotta B-52, infine, riceverà una architettura digitale a bordo con il sistema Network Communication Technology o CONECT, che consente agli equipaggi di trasferire i dati di missione e di targeting direttamente in volo ed in tempo reale grazie al software ARC-210 Warrior. La capacità di ricevere in tempo reale gli aggiornamenti di targeting è di grande rilevanza a causa delle dinamiche in costante evoluzione su un campo di battaglia.

Nel 2004, la Boeing propose di riconvertire i sessanta bombardieri B1-B sui 102 costruiti, allo standard R ed utilizzarli come flotta arsenale volante. Non se ne fece nulla. I B-1 avrebbero ricevuto una nuova suite avionica come un radar a scansione elettronica attiva e motori F119 della Pratt & Whitney. Il bombardiere strategico (B-1A) a geometria variabile, si è evoluto in una piattaforma per la penetrazione a bassa quota con missili da crociera (B-1B).

Dopo la fine della guerra fredda, la flotta B-1B è stata privata del suo scopo principale per cui era stata progettata e per molti anni è stata sull’orlo del ritiro dal servizio. Il B-1B è in grado di volare per dieci ore senza rifornimento e porta con se 84 bombe da 500 240 kg. Oggi è impegnato in Siria ed Iraq, ma necessita del supporto a terra dei JTAC per essere realmente efficace. Il Long Range Strike-Bomber B-21 della Northrop Grumman, manderà in pensione sia i bombardieri B-52 che B-1 a partire dal 2040.

NOTE:

Franco Iacch, analista militare, accreditato presso la NATO, ha maturato un’esperienza decennale nel campo della Difesa con i rischieramenti militari dell'Alleanza sia in Italia che all'estero. Collabora con diversi think tank in materia di sicurezza internazionale.



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