Ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell’accordo TTIP Ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell’accordo TTIP
L’accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti rappresenta un’opportunità storica per l’Unione Europea e gli Stati Uniti al fine di eliminare le divergenze... Ricadute sul sistema agroalimentare italiano dell’accordo TTIP

L’accordo di partenariato transatlantico su commercio e investimenti rappresenta un’opportunità storica per l’Unione Europea e gli Stati Uniti al fine di eliminare le divergenze regolamentari – il principale ostacolo agli scambi commerciali – aumentando in tal modo la crescita economica dei rispettivi sistemi politici. Eppure, assieme alle grandi promesse vi sono anche delle sfide. L’UE e gli Stati Uniti hanno cercato di ridurre le barriere commerciali sin dagli anni Settanta, mentre i parlamentari e i burocrati di entrambi i lati dell’Atlantico hanno lavorato sin dagli anni Novanta a istituzionalizzare questi sforzi attraverso una serie di dialoghi e comitati, esemplificati dal Transatlantic Legislators’ Dialogue (TLD). I negoziati del TTIP sono iniziati nel 2013 e ad oggi sono stati conclusi tredici cicli. In tutto ci sono trentatré soggetti principali che sono stati oggetto di discussione durante i negoziati. Tra cui: servizi e investimenti, questioni normative, diritti di proprietà intellettuale e così via. Questo report fornisce una panoramica dettagliata del commercio agricolo UE-USA, ma include più specificamente una discussione generale a proposito delle opportunità e dei rischi del TTIP per il settore agricolo italiano e dell’UE. In effetti, il settore agroalimentare è uno dei temi più importanti di questo trattato bilaterale, dal momento che il commercio bilaterale tra Stati Uniti ed Europa in questo settore è pari a 30 miliardi di dollari. Sarà quindi fortemente coinvolto nel risultato finale del trattato. Per quanto riguarda l’Europa, ma soprattutto l’Italia, l’agricoltura rappresenta un elemento fondamentale dell’economia nazionale.  Si tratta di una questione molto delicata perché riguarda aspetti complessi legati a temi quali la sicurezza alimentare. La posta in gioco per l’Italia è molto alta, soprattutto per il tema riguardante l’origine dell’IGP, che deve essere salvaguardato.

Leggi l’analisi di Alberto Cossu, Filippo Romeo ed Eleonora Drudi: continua qui



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