La Guerra Elettronica Cognitiva ed il ruolo dell’intelligenza artificiale La Guerra Elettronica Cognitiva ed il ruolo dell’intelligenza artificiale
Con il termine Electronic Warfare si intende la capacità di rilevare, caratterizzare e contrastare le minacce dinamiche dello spettro elettromagnetico nemico in ambienti tattici.... La Guerra Elettronica Cognitiva ed il ruolo dell’intelligenza artificiale

Con il termine Electronic Warfare si intende la capacità di rilevare, caratterizzare e contrastare le minacce dinamiche dello spettro elettromagnetico nemico in ambienti tattici. L’approccio adattativo si basa su algoritmi in grado di apprendere rapidamente dalle minacce, sintetizzando dinamicamente le nuove contromisure. L’opzione EW è particolarmente interessante essendo considerata una forma di attacco non-cinetico difficile da tracciare. La Communication Spectrum Superiority è una precisa strategia di negazione degli Stati Uniti che mira al dominio della Situational Awareness. L’Electronic Warfare è concepita come moltiplicatore di forze in grado di sfruttare le emissioni non intenzionali e l’ambiente naturale

La Guerra Elettronica o Electronic Warfare, viene condotta per garantire e mantenere la libertà di azione nello spettro elettromagnetico (Electromagnetic Spectrum, EMS). Le forze militari basano le proprie capacità di proiezione sulla percezione del campo EMS. Il termine Electronic Warfare comprende tutte le opzioni militari che prevedono l’utilizzo del campo elettromagnetico e l’energia diretta per controllare lo spettro ed attaccare il nemico. La capacità EW è fondamentale per la libertà d’azione in ambienti ostili e si divide principalmente in tre distinte categorie: Attacco Elettronico – EA (Electronic Attack), Supporto Guerra Elettronica – EWS (Electronic Warfare Support) e la Protezione Elettronica – EP (Electronic Protection). Compiti della EMBM o ElectroMagnetic Battle Management sono il rilevamento, la negazione, l’inganno, l’interruzione, il degrado, lo sfruttamento, la distruzione e la protezione dello spettro elettromagnetico. Azioni applicabili a tutti i livelli di conflitto e completamente integrate nelle operazioni globali, che si estendono cioè dalla superficie terrestre allo spazio.

Sebbene molto più avanzate, le attuale tecniche di guerra elettronica sono simili a quelle sperimentate durante la guerra del Vietnam. La Electronic Warfare si basa sulla capacità di contrastare le frequenze e forme d’onda nemiche conosciute e raccolte in opportuni database costantemente aggiornati. Procedure ancora in uso, ma che si riveleranno inefficaci nel breve termine a causa dei sistemi digitali riprogrammabili che possono adottare diverse frequenze e modificare sia le caratteristiche del segnale che la forma dell’onda. Tradizionalmente, vi sono due approcci di base per il radar jamming. Il primo è di tipo progettuale-procedurale con l’impiego di materiali RAM, Radiation-absorbent material, sulla superficie di una piattaforma. Il secondo utilizza tecniche elettroniche per inviare segnali elettromagnetici che interferiscono con le emissioni provenienti dai radar nemici. La tecnologia più avanzata oggi in uso dai militari è la Digital Radio Frequency Memory (DRFM) con capacità ELINT (electronic-intelligence), in grado di ricevere, manipolare ed inviare distorte informazioni radar alla sorgente nemica. La DRFM si basa sulle librerie delle minacce note. La soluzione prospettata dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) è un’intelligenza artificiale basata su algoritmi in grado di disturbare in tempo reale uno spettro elettromagnetico nemico dinamico. Definita Guerra Elettronica Cognitiva, si basa su algoritmi di apprendimento automatico in grado di rilevare e sfruttare la vulnerabilità di un avversario, garantendo efficaci tecniche di apprendimento e contromisure. Le nuove tattiche anti-interferenza si baseranno sulle frequenze conosciute contenute nel playbook delle minacce note. Sarebbe opportuno rilevare che la DARPA si sta concentrando sia sugli algoritmi che sui software, non prevedendo nuovi sistemi hardware: in questo modo sarà possibile implementare le capacita EW nelle piattaforme esistenti. L’intelligenza artificiale della Defense Advanced Research Projects Agency analizzerà una varietà di dati provenienti dalla minaccia, elaborando la migliore soluzione per contrastarla in tempo reale. Gli studi sulla Guerra Elettronica Cognitiva sono ufficialmente iniziati nel 2010 con i programmi Behavioral Learning for Adaptive Electronic Warfare (BLADE) e l’Adaptive Radar Countermeasures.

L’Intelligenza artificiale, in grado di percepire e contrastare l’ambiente elettronico, è al centro della nuova strategia elaborata nell’Air Force’s 2030 Air Superiority Flight Plan per gli asset che giungeranno sui campi di battaglia entro i prossimi quindici anni. L’obiettivo di BLADE, prendendo in prestito il concetto dell’Air Force coniato per l’F-22, è quello di imporre il dominio sulle onde radio nemiche con un sistema tattico in grado di rilevare, analizzare e contrastare le minacce wireless in tempo reale. Caratteristica fondamentale di BLADE sarà il suo apprendimento adattativo che gli permetterà di sintetizzare forme d’onda ottimizzati per bloccare i segnali rilevati.

NOTE:

Franco Iacch, analista militare, accreditato presso la NATO, ha maturato un’esperienza decennale nel campo della Difesa con i rischieramenti militari dell'Alleanza sia in Italia che all'estero. Collabora con diversi think tank in materia di sicurezza internazionale.


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