The leading role of the Kurdish people in the framework of the Syrian crisis The leading role of the Kurdish people in the framework of the Syrian crisis
Con la rivoluzione in Siria nel 2011 e l’ascesa dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL), il già fragile equilibrio geopolitico del Medio... The leading role of the Kurdish people in the framework of the Syrian crisis

Con la rivoluzione in Siria nel 2011 e l’ascesa dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL), il già fragile equilibrio geopolitico del Medio Oriente è stato caratterizzato da un rapido declino. L’escalation del conflitto ha comportato una crisi politica e umanitaria senza precedenti in Siria, alla quale molti Paesi occidentali hanno risposto in maniera inefficace. Allo stesso tempo, dal 2013, l’ISIL ha lanciato il suo progetto di conquista del Medio Oriente e di creazione del Califfato Islamico, portando avanti il proprio disegno politico approfittando della difficile situazione della regione. Con la Siria in fiamme e le milizie irachene (soprattutto all’inizio) in fuga, la popolazione curda abitante il cosiddetto Kurdistan ha dimostrato di essere uno dei più importanti attori della regione, in particolare i Curdi siriani che hanno gradualmente assunto un ruolo strategico in una crisi di lunga durata, sia sul piano politico che su quello militare. In base a queste premesse, il presente report si propone di analizzare la crisi siriana dal punto di vista di coloro che rappresentano uno degli attori principali nel conflitto – i Curdi. Attraverso un studio approfondito del ruolo che hanno avuto nel conflitto siriano – compresa la loro capacità militare nella lotta contro lo Stato Islamico, la partecipazione contestata nel processo di pace così come la posizione in un possibile scenario post-Assad – e l’analisi delle fonti internazionali e dei documenti sul tema, il report giunge a una serie di osservazioni critiche sui potenziali scenari che potranno contraddistinguere la Siria dopo la fine del conflitto, così come sui possibili esiti per i Curdi.

Leggi l’analisi di Claudia Candelmo e Sergio Dinoi: continua qui



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