“Technology4all”: un forum sulle tecnologie applicate al territorio “Technology4all”: un forum sulle tecnologie applicate al territorio
A Roma, nelle giornate del 4, 5 e 6 ottobre si è tenuto l’evento Technology4all, un forum dedicato alle tecnologie applicate al territorio, l’ambiente... “Technology4all”: un forum sulle tecnologie applicate al territorio

A Roma, nelle giornate del 4, 5 e 6 ottobre si è tenuto l’evento Technology4all, un forum dedicato alle tecnologie applicate al territorio, l’ambiente ed i beni culturali, che ha racchiuso tali tematiche nel concetto di smart city, o meglio, comunità intelligente. La conferenza, tenutasi all’interno della Biblioteca Centrale Nazionale, è stata preceduta da una giornata di workshop che ha avuto luogo nella villa di Massenzio sull’Appia Antica. Tale momento ha rappresentato un vero e proprio test operativo in cui aziende e istituti di ricerca italiani hanno rilevato dati territoriali dell’area attraverso droni, laser scanner e GNSS. Le informazioni ottenute sono state successivamente consegnate alla sovraintendenza capitolina e costituiscono il più dettagliato patrimonio di dati su tale area.

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Il convegno che ne è seguito, si è focalizzato nel promuovere l’importanza delle tecnologie utili al raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo e conservazione del patrimonio dell’umanità, nonché a sottolineare l’importanza dell’inserimento di queste all’interno del ciclo di produzione con standard condivisi per uno sviluppo socio-economico sostenibile. A tal riguardo è stato evidenziato che proprio l’operatività delle imprese italiane potrebbe rivelarsi centrale nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità delle tanto acclamate smart cities, essendo in grado di promuovere e realizzare un paradigma di città intelligente basato sull’utilizzo efficace di dati territoriali e su servizi web di localizzazione che li rendano accessibili. Ciò potrebbe avvenire attraverso la costruzione di un nuovo genere di bene comune composto da: «infrastrutture tecnologiche e immateriali che mettano in comunicazione persone ed oggetti, integrando informazioni e generando intelligenza, producendo inclusione e migliorando la vita del cittadino ed il business per le imprese, anche attraverso azioni di promozione della social innovation».

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono fondamentali per sfruttare al meglio il nostro patrimonio culturale, favorirne l’accessibilità e la fruibilità, ricordando che tale patrimonio fisico rappresenta non solo la nostra ricchezza culturale ma anche una grande porzione di ricchezza economica del nostro Paese, che potremmo definire come il “petrolio” italiano. Non vi è dubbio infatti, che tale ricchezza se ben tutelata e sfruttata potrebbe costituire un ottimo strumento di “soft power” su cui costituire una strategia di rilancio del Paese su scala globale.

Durante l’incontro è stato ricordato il fondamentale ruolo che gioca l’Italia all’interno del progetto europeo Agenda Digitale, una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, all’interno della quale vengono definiti con precisione gli obiettivi per sviluppare l’economia e la cultura digitale in Europa. A tal riguardo è stato puntualizzato che nell’elaborare la propria strategia nazionale, si è tenuto conto delle priorità e modalità d’intervento, nonché delle azioni da compiere e da misurare sulla base di specifici indicatori, con il fondamentale apporto del Comitato delle Regioni e delle Province Autonome. Una partnership, questa, che va ad enfatizzare la complementarietà tra il livello nazionale e quello regionale, nonché l’integrazione tra le stesse iniziative regionali. Secondo gli esperti la piena attuazione di questa Agenda porterebbe ad una crescita del PIL europeo del 5% e ad un incremento di 3,8 milioni di posti di lavoro nel lungo periodo. Mentre per quanto riguarda il mercato dell’ITC in Italia, si è affermato che lo stesso sta crescendo ad un tasso positivo del 1,5% dal 2015 segnando, quindi, uno sviluppo positivo ed inarrestabile che porterà ad una connessione più fitta ed estesa della nostra società, auspicando una win-win-win relation tra territorio, tecnologia ed imprese.

È stato, inoltre, ribadito a più riprese il concetto che l’utilizzo di tecnologie avanzate permette uno sviluppo sostenibile, nel rispetto e nella tutela dell’ambiente. Attraverso l’uso di tali strumenti è, infatti, possibile analizzare processi naturali ed antropici, che contribuiscono a determinare lo stato dell’ambiente nelle sue diverse componenti ed è possibile individuare e quantificare, la contaminazione prodotta dall’uomo a carico delle matrici ambientali. L’utilizzo di radar e sensori permette l’attuazione di previsioni meteorologiche sempre più accurate, il monitoraggio satellitare può essere utilizzato per tutelare le aree marine ed analizzarne il rischio idrogeologico, l’acquisizione di dati ed immagini da sensori aeroportati permette una valutazione qualitativa ed il rilevamento degli eventi inquinanti, infine è possibile utilizzare l’imaging satellitare per la mappatura del territorio. Tali servizi permettono, inoltre, un efficiente coordinamento delle operazioni da effettuare in casi d’emergenza utili a minimizzare l’impatto su territori ed individui. È stato, infine, sottolineato che le tecnologie, le imprese e il know-how italiano sono in grado di rispondere efficacemente a tali sfide associate allo sviluppo e alla gestione sostenibile dell’ambiente, degli ecosistemi e dei territori.

All’interno di ulteriori workshop che si sono susseguiti al convegno, esperti dell’ISPRA e del CNR hanno individuato proprio nell’informazione georeferenziata un vettore fondamentale per la pianificazione territoriale e per l’implementazione di misure e decisioni mirate nei settori pubblici e privati. La geoinformazione rappresenta il processo di integrazione dei dati dall’acquisizione di questi, alla loro organizzazione in strutture complesse, analisi e rappresentazione tramite l’utilizzo di strumenti di rilievo. Al termine di questo processo, la geoinformazione restituisce una visione di sintesi del territorio e dell’ambiente attraverso piattaforme tecnologiche, fruibili su pc e smartphone. Va sottolineata quindi la funzione poliedrica della geoinformazione, questa può essere utilizzata per ampliare la conoscenza dei cittadini del proprio territorio cosi come per fornire informazioni più dettagliate ai decisori pubblici in ambiti che possono spaziare dall’ambiente, alle infrastrutture, passando per i beni culturali.

Possiamo, dunque, affermare che le aziende italiane, grazie ai livelli tecnologici raggiunti e al loro know-how, possono giocare un ruolo da protagoniste su scala globale ponendosi come promotrici di sviluppo digitale in Italia e all’estero. Tra gli sponsor principali dell’evento vi era Geocart S.p.A., un’azienda italiana situata a Potenza, che tra i suoi primi incarichi le venne affidato da parte dell’ENEL la realizzazione del Sistema Informativo della rete elettrica nazionale. Ad oggi, coerentemente con il programma europeo di transizione verso smart cities, focalizza la sua attenzione sulla ricerca di nuove soluzioni per la produzione di energia da fonti e risorse rinnovabili e lo sviluppo di tecniche innovative per il monitoraggio dell’efficientamento energetico, agendo all’interno della cornice dei bisogni del mercato.

È necessario quindi uno sforzo congiunto dei cittadini, della pubblica amministrazione e delle imprese per dar vita al nuovo paradigma di smart cities attraverso lo sviluppo digitale. La sinergia tra tecnologie di comunicazione, di informazione e monitoraggio permette il raggiungimento del duplice obiettivo: interventismo umanitario mirato attraverso un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini ed efficienza economica, attraverso una razionalizzazione delle decisioni. Tali strumenti risultano fondamentali proprio come supporto delle nostre istituzioni pubbliche. L’acquisizione dei dati territoriali di elevata precisione e la successiva elaborazione degli stessi permettono, infatti, di rappresentare e controllare l’evoluzione dei cambiamenti sul territorio, urbano e rurale, agevolando quindi le conoscenze e le valutazioni dei decision makers. Sono le conoscenze italiane che promuovono l’innovazione intelligente, a poter giocare la partita principale sia nella tutela dei propri territori, che all’interno della scena internazionale per la tutela del patrimonio dell’umanità.

NOTE:

Ilaria Urbani è ricercatrice associata del programma «Infrastrutture e Sviluppo territoriale» dell'IsAG.


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