Esercito italiano: fondi per nuovi asset e integrazione con la tecnologia MUT Esercito italiano: fondi per nuovi asset e integrazione con la tecnologia MUT
L’Esercito italiano ha formulato la richiesta per l’acquisizione di un veicolo blindato di nuova generazione e di un elicottero d’assalto. I piani sono stati... Esercito italiano: fondi per nuovi asset e integrazione con la tecnologia MUT

L’Esercito italiano ha formulato la richiesta per l’acquisizione di un veicolo blindato di nuova generazione e di un elicottero d’assalto. I piani sono stati presentati per l’approvazione parlamentare. martedì scorso, la Commissione della Difesa alla Camera ha iniziato l’analisi delle richieste per l’acquisizione del Centauro II ed una versione aggiornata dell’elicottero A-129 Mangusta. La Commissione avrà come termine ultimo il prossimo 8 novembre per presentare le proprie conclusioni.

Come anche riportato da Defense News, i militari italiani propongono l’acquisto di una prima tranche di 11 carri armati Centauro II di pre-serie, seguiti da 39 veicoli di produzione. Oltre all’acquisizione, previsti dieci anni di assistenza logistica. L’ordine per un valore di 530 milioni di euro dovrebbe finalizzarsi entro il 2023.

Dotato di un cannone di ultima generazione da 120/45 mm, con freno di bocca integrato pepper box e sistema di caricamento automatico, il Centauro II rappresenta la logica evoluzione del Centauro, il primo antitank ruotato 8×8 nel mondo con un cannone ad alta pressione.
Il Centauro II ha una potenza di fuoco pari a quella dei più moderni carri armati da battaglia ed è in grado di sparare tutte le munizioni di ultima generazione da 120mm NATO, APFSDS e multiruolo. Per garantire la massima mobilità è stato di un motore di ultima generazione, un nuovo cambio automatico e di un sistema elettronico di frenaggio e controllo. Seppur mantenendo la trasmissione ad H, elemento caratteristico della famiglia Centauro, il telaio è stato modificato per garantire una migliore protezione antimina e anti IED, add-On balistici di ultima generazione installati sullo scafo che assicurano la massima protezione contro i proiettili ad energia cinetica. Anche la torre segue il concetto di protezione modulare mediante add-on balistici. Le munizioni situate nello scafo e nella torre sono separate rispetto alla zona dell’equipaggio da setti separatori a prova di esplosione, pannelli pre-intagliati per contenere gli effetti di una deflagrazione e sistemi dedicati anti-esplosione per garantire all’equipaggio maggiore sicurezza.

La torre del Centauro II è dotata di ottiche di ultima generazione per il comandante e il mitragliere e di una serie di sistemi di comunicazione e di commando e controllo cha assicurano la massima consapevolezza della situazione. Sulla torre può essere installata una Hitrole Light RCWS in grado di aumentare la flessibilità in scenari other-than-war, garantendo la massima protezione dell’equipaggio. Ottantaquattro Centauro sono stati venduti in Spagna e nove in Oman, mentre 141 veicoli italiani in eccesso sono stati acquisiti dalla Giordania.
L’Esercito italiano ha presentato richiesta anche per il programma Exploration and Escort Helicopter, per lo sviluppo di un sostituto dell’A129 Mangusta, che inizierà ad essere ritirato dal servizio nel 2020.

Le forze armate italiane chiedono un prototipo, tre velivoli di pre-serie ed una piattaforma con Capacità Operativa Iniziale entro il 2025. Anche i velivoli di pre-serie dovranno essere successivamente aggiornati con Capacità Operativa Iniziale.

Costo della prima fase del programma stimato in 487 milioni di euro. L’elicottero da Esplorazione e Scorta A129 Mangusta fu sviluppato inizialmente con funzioni anticarro, armato con missili filoguidati TOW e razzi da 81 mm. Ha avuto il suo battesimo del fuoco in Somalia durante l’operazione Restore Hope (1992-1994) sempre nella versione anticarro, ma armato anche di mitragliatrici da 12,7 mm installate in appositi pod subalari. Ha partecipato alle operazioni in Albania nel 1997, nella Repubblica di Macedonia ed in Kosovo (1998-2000) oltre che nei recenti teatri in Iraq e Afghanistan. Secondo le specifiche, il nuovo Mangusta dovrà essere in grado di effettuare missioni di tre ore, equipaggiato per le comunicazioni satellitari e Link 16 ed armato con cannone da 20 millimetri, razzi non guidati da 70 millimetri e missili aria-terra Spike. Il carico utile massimo, secondo i documenti, dovrà essere di 1.600 kg.

L’esercito, infine, richiede anche la tecnologia MUT (Manned-Unmanned Teaming). La tecnologia Manned-Unmanned Teaming concede ad un pilota che si trova su una piattaforma volante (elicottero o caccia) la capacità di controllare una formazione di droni. La nuova strategia, già adottata dagli USA, prevede un’evoluzione costante dell’automazione sul campo, con piloti umani destinati a divenire comandanti sul campo. I piloti diverrebbero comandanti sul campo nelle retrovie. L’Esercito italiano, nell’aprile dello scorso anno, ha testato per la prima volta il TUAV, Tactical Unmanned Aerial Vehicle, Shadow 200. L’obiettivo sarebbe quello di schierare le piattaforme a pilotaggio remoto a sostegno dei nuovi A-129 per le attività di scouting-reconnaissance (S/R) e di targeting-fire support (T/FS) e nella condotta delle più comuni attività d’impiego degli assetti dell’AVES nella terza dimensione a supporto delle unità terrestri e in sinergia con queste ultime.

Il Mangusta II dovrà restare in servizio per 30 anni. L’Esercito italiano opera attualmente con 48 Mangusta operativi, 32 dei quali aggiornati rispetto al progetto originale. Sedici Mangusta sono utilizzati per la formazione. L’AW-129 Delta, evoluzione della precedente versione, fornisce maggiore accuratezza nell’osservazione diurna e notturna, attraverso la dotazione optoelettronica ed è equipaggiato con un nuovo laser per designare gli obiettivi. Caratteristica principale è l’integrazione tra il sistema OTSWS, Observation, Targeting and Spike Weapon System, con il cannone da 20 mm ed il missile aria-terra Spike-ER a guida elettro – ottica (portata tra i 400 e gli 8.000 metri), utilizzabile sia in modalità fire and forget che fire and observe.
Infine la modalità fire and steer consente il lancio del missile senza aver agganciato il bersaglio, con guida manuale durante il volo e/o passaggio alla modalità fire and forget.

NOTE:

Franco Iacch, analista militare, accreditato presso la NATO, ha maturato un’esperienza decennale nel campo della Difesa con i rischieramenti militari dell'Alleanza sia in Italia che all'estero. Collabora con diversi think tank in materia di sicurezza internazionale.


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