Collaborazione tra India ed Emirati Arabi: avanza l’idea di un fondo per lo sviluppo delle infrastrutture Collaborazione tra India ed Emirati Arabi: avanza l’idea di un fondo per lo sviluppo delle infrastrutture
La nuova politica estera indiana dà risultati concreti. Una task force discute sull’avvio di un fondo congiunto tra India ed Emirati Arabi finalizzato allo... Collaborazione tra India ed Emirati Arabi: avanza l’idea di un fondo per lo sviluppo delle infrastrutture

La nuova politica estera indiana dà risultati concreti. Una task force discute sull’avvio di un fondo congiunto tra India ed Emirati Arabi finalizzato allo sviluppo delle infrastrutture. Capitali e competenze degli Emirati per soddisfare le enormi esigenze infrastrutturali indiane: porti, aeroporti, strade e la crescente domanda di costruzioni generata dall’impetuoso processo di urbanizzazione. La maggioranza della popolazione indiana abita ancora nelle zone rurali, ma si prevede che nei prossimi anni quote consistenti si trasferiranno nelle città, generando un’enorme domanda di abitazioni e infrastrutture primarie: reti idriche, reti elettriche, reti di telecomunicazioni, ecc. L’industrializzazione sta accelerando, ma la crescita indiana, nonostante raggiunga tassi intorno al 7,5% annuo, è fortemente rallentata dal livello di arretratezza delle principali infrastrutture (porti e aeroporti) che impediscono al paese di essere competitivo al pari della Cina.

Il 16 Agosto del 2015 il Primo Ministro Narendra Modi è stato in visita negli Emirati Arabi su invito del Principe Mohamed Bin Zayed AI Nahyan. È la prima visita negli UAE di un Primo Ministro indiano dopo trentaquattro anni. L’occasione è stata utile per mettere in piedi una partnership strategica per contrastare l’insorgenza di ideologie religiose e gruppi radicali, combattere il terrorismo, migliorare la cyber-security e la sicurezza marittima, stabilendo, inoltre, una solida collaborazione nei settori dell’energia, dell’educazione universitaria, dell’innovazione, della ricerca tecnologica e delle start up tecnologiche di cui l’India dispone competenze di livello internazionale. Nell’occasione sono state, inoltre, poste le basi dell’UAE-India Infrastructure Investment Fund. La visita è stata poi ricambiata dal Principe Mohamed Bin Zayed AI Nahyan a febbraio 2016. Il governo indiano ha annunciato che lo sceicco è stato invitato come chief guest alla festa della Repubblica Indiana del 26 gennaio 2017 per suggellare lo stretto rapporto tra i due paesi. È il secondo capo di Stato araba ad essere presente nel ruolo di chief guest dopo la partecipazione nel 2006 di Abdullah Bin Abdulaziz Al Saud, re dell’Arabia Saudita, a dimostrazione di un forte rapporto di amicizia e di relazioni storiche e culturali tra i due paesi.

Considerando il contesto di contrazione della crescita mondiale e il rallentamento dei processi di globalizzazione (come segnala l’allarme del WTO) nonché l’adozione di misure protezionistiche da parte degli Stati (come evidenzia il Fondo Monetario Internazionale) l’economia indiana si sta espandendo a tassi piuttosto sostenuti (previsto 7,6% per il 2016 e 7,7% per il 2017) che si prevede vengano mantenuti anche nei prossimi anni.

In questo quadro di sviluppo il fondo dovrà mobilitare circa 75 miliardi di dollari. La banca asiatica delle infrastrutture, voluta dalla Cina, dispone di una dotazione di 100 miliardi. Di contro, considerando il raggio d’azione molto più limitato, le risorse messe in campo da India ed Emirati appaiono quanto mai significative. Ciò è forse anche il segnale che l’India ha trovato partner affidabili dal punto di vista della capacità finanziaria, professionale e dalle affinità storiche e culturali, e che vuole finalmente muoversi secondo un proprio disegno strategico nell’ambito dello sviluppo di progetti infrastrutturali che la differenzino dalla Cina. Tale situazione fa ben sperare per il futuro economico, industriale e tecnologico del paese. Dal canto loro, gli Emirati Arabi trovano un mercato di grandi dimensioni nel quale fare investimenti remunerativi per i propri capitali ed assicurasi una lunga collaborazione con il gigante indiano.

Gli analisti che qualche anno fa prevedevano scenari di chiusura verso il mondo musulmano si devono in qualche modo ricredere, anche se il problema del Pakistan non è risolto e rischia, anzi, di aggravarsi. L’India dimostra di godere di una grande reputazione nei paesi del Golfo, così come in Iran, e di potersi muovere come un player significativo capace di dialogare con mondi che gli sono vicini non solo geograficamente, ma anche culturalmente. L’India è il terzo Stato per popolazione musulmana al mondo e nei prossimi anni diventerà il secondo se non il primo superando forse l’Indonesia. La comunità indiana nei paesi del Golfo è numerosa, gli interessi economici dei gruppi imprenditoriali indiani sono importanti: gioielleria, distribuzione organizzata, information technology, petrolio, industria cinematografica, healthcare e farmaceutico.

Dubai, grazie alle infrastrutture di livello internazionale, costituisce una piattaforma da cui le multinazionali indiane si possono muovere verso i paesi africani della fascia dell’Oceano Indiano, del Nord Africa e dell’area del Mediterraneo.

I paesi del Golfo, considerati complessivamente, costituiscono la principale area di interscambio commerciale dell’India. Se con la Cina il saldo commerciale è pesantemente negativo con questa area presenta saldi commerciali positivi, come nel caso degli Emirati Arabi. Sebbene in questi ultimi anni per effetto del calo del prezzo del petrolio, questi mercati abbiano rallentato la crescita, rimangono sempre un asse portante dell’export indiano nonché una piattaforma fondamentale per l’internazionalizzazione dell’India.

Il prossimo avvio di un fondo infrastrutturale gestito da India e Emirati dimostra la capacità di dialogo dei due paesi che va oltre la collaborazione relativa ai problemi della sicurezza e della difesa, per estendersi, invece, alla cooperazione economica finalizzata a sostenere lo sviluppo delle due economie verso modelli sostenibili sia dal punto di vista infrastrutturale che della crescita economica e sociale. In questa ottica, la collaborazione tra India e UAE rappresenta un importante messaggio, soprattutto in relazione al contesto dell’Asia meridionale, in cui si stanno acutizzando le tensioni.

NOTE:

Alberto Cossu è ricercatore associato del programma «Infrastrutture e Sviluppo Territoriale» dell'IsAG.


  • Francesca Curi

    06/11/2016 #2 Author

    Molto interessante, chiaro e ben scritto! Francesca Curi Deliperi

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