Propulsione nucleare e tecnologia elettromagnetica: il nuovo concetto di proiezione globale dell’India Propulsione nucleare e tecnologia elettromagnetica: il nuovo concetto di proiezione globale dell’India
Le catapulte convenzionali sfruttano la pressione del vapore per lanciare il gruppo aereo imbarcato sulle portaerei. Per raggiungere l’efficienza energetica e concentrare la pressione... Propulsione nucleare e tecnologia elettromagnetica: il nuovo concetto di proiezione globale dell’India

Le catapulte convenzionali sfruttano la pressione del vapore per lanciare il gruppo aereo imbarcato sulle portaerei. Per raggiungere l’efficienza energetica e concentrare la pressione ottimale per lanciare in sicurezza un velivolo, è necessario del tempo che limita inevitabilmente i tassi di sortita. L’Electro-Magnetic Aircraft Launch System sfrutta la forza elettromagnetica combinata alla spinta dei motori dell’aereo ed alla velocità del vento. Sulla catapulta elettromagnetica non è necessaria alcuna riconfigurazione, diversamente da quanto avviene oggi per quelle a vapore che presentano dei limiti in base alla massa dei velivoli lanciati. Il sistema di lancio elettromagnetico consente flessibilità d’impiego per una varietà di piattaforme che possono decollare dal vettore a pieno carico. L’uso di una forza più costante e regolabile, infine, riduce lo stress sulla struttura degli aeromobili, poiché l’energia cinetica del velivolo in atterraggio è controllata da un motore elettrico.

L’India sta realizzando due portaerei: la INS Vikrant, variante STOBAR Short Take-Off But Arrested Recovery – Decollo corto ma arresto assistito da 40 mila tonnellate e la INS Vishal, variante CATOBAR, Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery – Decollo assistito da catapulta ma recupero arrestato. Quest’ultima, lunga 280 metri, sarà a propulsione nucleare ed in grado di ospitare fino a 50 velivoli: 30 ad ala fissa e 20 a rotore. Il vettore da 65.000 tonnellate (alla stregua dei nuovi vettori inglesi Queen Elizabeth e Prince of Wales) incorporerà le tecnologie EMALS o Electromagnetic Aircraft Launch System e l’Advanced Arresting Gear (AAG) sviluppate dagli Stati Uniti. Solitamente, una catapulta convenzionale necessita di 610 kg di vapore per lanciare un velivolo. Nella tecnologia elettromagnetica, i quattro alternatori sviluppano il 29 per cento in più di energia, circa 121 megajoule, rispetto ai 95 megajoule della catapulta a vapore.

L’Advanced Arresting Gear sostituirà l’attuale sistema di arresto idraulico utilizzato sulle portaerei degli Stati Uniti. Il sistema AAG è stato progettato per una più ampia gamma di velivoli tra cui gli UCAV. Il sistema elettrico prevede la decelerazione degli aeromobili durante le operazioni di recupero sulle portaerei, fornendo margini di affidabilità e sicurezza superiori rispetto agli attuali asset convenzionali. L’Advanced Arresting Gear utilizza semplici turbine ad assorbimento di energia accoppiate ad un motore a induzione per controllare con precisone le forze di arresto.

I lanciatori EMALS e l’Advanced Arresting Gear sono stati sviluppati dagli Stati Uniti per le nuove portaerei classe Gerald R. Ford. Il Pentagono ha offerto la possibilità di incorporare la tecnologia elettromagnetica sulla INS Vishal, che entrerà in servizio per la fine del 2030, in base alla cosiddetta difesa commerciale e cooperazione bilaterale siglata tra India e Stati Uniti. La INS Vishal, sebbene ancora in fase di progettazione concettuale, sarà la prima portaerei non occidentale con capacità di lancio Catobar. Esercitando un’energia minore sulle cellule degli aerei durante il decollo, si riducono i costi di manutenzione a lungo termine. Il sistema Catobar consente di lanciare il gruppo aereo imbarcato con un carico utile maggiore rispetto ai sistemi convenzionali e di aumentare i tassi di sortita consentendo un atterraggio ed un decollo più veloce. La INS Vishal avrà due postazioni per lanciare aeromobili (caccia ed UCAV ad esempio) con un peso massimo di 32 tonnellate.

L’India è alla ricerca di un nuovo vettore dal 2000. All’epoca, le proposte di Stati Uniti, Francia ed Italia furono ritenute troppo costose dal governo indiano che, nel 2004, stornò i fondi per acquistare la portaerei russa Admiral Gorshkov, costruita in epoca sovietica. L’India è il più grande partner commerciale della Russia nel settore della Difesa. Per l’aggiornamento, in base agli accordi con Mosca, Nuova Delhi avrebbe pagato 974 milioni di dollari. Nel 2006, un anno prima della consegna, l’India stanziò 2,9 miliardi dollari per completare l’aggiornamento del vettore classe Kirov. Le prove in mare costarono 550 milioni di dollari. Battezzata Vikramaditya, è entrata in servizio nel gennaio del 2014: è equipaggiata con trenta MiG29K. La marina indiana è il principale operatore esterno del Sea Fulcrum. Il passo successivo per Nuova Delhi riguarderà proprio la componente imbarcata per l’INS Vishal. La decisione di implementare la tecnologia statunitense sul primo vettore indigeno a propulsione nucleare dell’India, conferma il pensionamento dei MiG-29K. Il Pentagono ripone fiducia per almeno sessanta F-35/F-A18, ma la Francia, forte dell’accordo già siglato lo scorso settembre (36 Rafale per 8,8 miliardi di dollari), potrebbe ottenere la fornitura per la versione navale del bimotore Dassault per la marina indiana.

Il disegno finale della INS Vishal sarà fortemente influenzato dal tipo di velivolo imbarcato che affiancherà, ad esempio, il Tejas Mk II, caccia multiruolo indigeno di quarta generazione e mezza della Hindustan Aeronautics Limited, chiaramente ispirato al Dassault Mirage 2000. Fino allo scorso anno, l’India aveva valutato la possibilità di acquistare gli affidabili e meno costosi Su-30 da Mosca. Il Ministero della Difesa russo propose a Nuova Delhi il Progetto 23000E Shtorm, vettore da centomila tonnellate a propulsione nucleare, mostrato al pubblico nel giugno del 2012. Lunga 330 metri e larga 40 con un pescaggio di 11 metri, la Shtorm è stata progettata per navigare ad una velocità massima di 30 nodi (oltre 55 km/h). La classe Shtorm implementa sia lo ski-jump che due postazioni di lancio elettromagnetiche per il gruppo aereo imbarcato formato da 100 velivoli. La proposta russa non è stata accettata a causa della maggiore esperienza degli Stati Uniti nella costruzione navale nucleare.

La propulsione nucleare
Le portaerei sono mezzi di proiezione globale, in tempo reale, a sostegno degli interessi nazionali. L’energia nucleare conferisce al vettore la capacità di navigare per mesi senza i vincoli di logistica ed approvvigionamento del combustibile. Un vettore a propulsione nucleare sarebbe in grado di proiettare la potenza indiana al di là delle proprie acque territoriali, garantendo flessibilità senza precedenti.

Rispetto alla sua versione tradizionale, una portaerei a propulsione nucleare può trasportare il doppio della quantità di carburante per gli aeromobili ed il 30 per cento più delle armi. Secondo una stima del Bhabha Atomic Research Centre, la INS Vishal sarà equipaggiata da un singolo reattore nucleare in grado di produrre 180 MW o due da 90 MW. L’India non ha alcuna esperienza indigena con la propulsione nucleare: la tecnologia per sviluppare il reattore del primo sottomarino in grado di lanciare missili balistici dell’India, l’INS Arihant, è stata acquisita dai russi. Nonostante l’attuale cooperazione tecnica tra India e Stati Uniti non preveda il supporto per la tecnologia nucleare, quest’ultima resta una reale possibilità. Tuttavia, ciò richiederebbe di modificare l’attuale politica nucleare degli Stati Uniti.

L’India riceve assistenza nucleare da Giappone e Germania, ma esclusivamente per lo sfruttamento pacifico della tecnologia. Il supporto occidentale è ritenuto determinante per passare dalla progettazione alla fase di produzione in serie.

NOTE:

Franco Iacch, analista militare, accreditato presso la NATO, ha maturato un’esperienza decennale nel campo della Difesa con i rischieramenti militari dell'Alleanza sia in Italia che all'estero. Collabora con diversi think tank in materia di sicurezza internazionale.


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