Infrastrutture strategiche e attrazione degli investimenti: il Sud Italia e il caso della Sardegna Infrastrutture strategiche e attrazione degli investimenti: il Sud Italia e il caso della Sardegna
L’innovazione e la creatività si muovono nella storia lungo sentieri tortuosi e sono catalizzati all’improvviso in luoghi che spesso non sono immediatamente prevedibili1. La... Infrastrutture strategiche e attrazione degli investimenti: il Sud Italia e il caso della Sardegna

L’innovazione e la creatività si muovono nella storia lungo sentieri tortuosi e sono catalizzati all’improvviso in luoghi che spesso non sono immediatamente prevedibili1. La supremazia occidentale, europea e degli Stati Uniti, si è fondata sull’abilità di sviluppare nuove tecnologie e nuovi prodotti mentre gli altri paesi erano in qualche modo costretti a seguire. Oggi questo vantaggio tecnologico, sia nelle tecnologie hard che in quelle soft, è continuamente messo in discussione dai paesi emergenti ed in particolare dall’Asia.

L’attuale nuovo scenario geopolitico e geo-economico ha drasticamente invertito la logica dominante dei flussi legati ai processi innovativi2. Gli attori apparsi sulla scena si presentano, infatti, come nuovi incubatori di modelli di business e di tecnologie che, senz’altro, nei prossimi anni potrebbero, se non vengono poste in essere adeguate strategie, modificare il quadro competitivo dei settori di produzione e di servizi strategici di un paese.

Molte delle aziende del futuro non verranno da aree conosciute, ma da luoghi non elencati nelle top list mondiali dell’innovazione3. A tal riguardo è bene evidenziare che la nuova generazione di imprese multinazionali nei settori dell’energia, dell’acciaio, del farmaceutico, dell’information technology, dell’industria cinematografica provengono da Cina, India, Brasile, Russia e Messico, cioè da paesi che non erano considerati all’avanguardia dell’innovazione e dello sviluppo economico sino a poco tempo fa.

In tale nuovo contesto l’Italia per via della sua posizione geografica che la pone al centro del Mediterraneo, che negli ultimi tempi ha assunto un grande valore strategico, e quindi degli scambi Sud /Nord – Est/Ovest, potrebbe diventare il centro nevralgico e propulsore di nuovi processi economici, nonché catalizzatore di investimenti stranieri, se solo riuscisse ad innovare il suo tessuto infrastrutturale capace di rendere i suoi territori maggiormente competitivi4. Ciò, senz’altro, determinerebbe un accrescimento del proprio potenziale complessivo e quindi un maggior peso a livello globale. Tuttavia il Sud Italia ed in particolare regioni come la Calabria5, la Campania6, la Puglia7 e la Sardegna iniziano già ad esercitare un certo interesse su investitori e aziende leader globali che hanno nei loro programmi lo sviluppo di attività di ricerca, avvalendosi di risorse umane locali altamente professionalizzate.

A tal riguardo la Sardegna costituisce un caso degno di attenzione in quanto dispone di alcune infrastrutture che la possono rendere appetibile agli investitori stranieri in alcuni settori innovativi capaci di generare sviluppo sostenibile per i prossimi anni. Tra questi vi è quello dell’information technology nell’area metropolitana di Cagliari; qui si è formato un distretto all’avanguardia grazie a investimenti regionali con fondi comunitari iniziati oltre venti anni fa che hanno portato alla creazione di un parco tecnologico nell’area di Pula8, attivato professionalità scientifiche di livello internazionale e favorito lo sviluppo di una azienda leader nel settore come Tiscali. Il distretto tecnologico di Cagliari9 è in grado di attirare aziende come Huawei10, ed altri colossi USA come Amazon11. La stessa Tiscali, nel cui capitale c’è un fondo di investimento russo12, con il campus di Sa Illetta, costituisce un fattore di forte attrazione per aziende globali dell’ICT.

Sempre in Sardegna si sta formando anche un polo areospaziale13, mentre sul piano della portualità il porto di Cagliari per via della sua posizione strategica, che lo pone a ridosso dei grandi porti italiani come quelli di Genova e Gioia Tauro, presenta delle ottime prospettive di crescita e attira aziende internazionali, come per esempio alcune aziende indiane che lo hanno scelto come hub europeo per la distribuzione dei propri prodotti14. Il sistema universitario di Cagliari e Sassari si sta aprendo a una logica di collaborazione con il territorio e con le aziende, ma al contempo si sta internazionalizzando grazie anche alla sua capacità di formare ingegneri e altre figure ad alto contenuto scientifico e tecnologico. Nell’area di Olbia, dopo il salvataggio di Meridiana da parte della compagnia aerea del Qatar, si poterebbero creare le necessarie condizioni per il rilancio della compagnia di volo che fa perno su un’area considerata una delle destinazioni turistiche top a livello europeo; qui sussistono, inoltre, le infrastrutture e le competenze per la creazione di un polo delle manutenzioni aereonautiche di livello mediterraneo.

L’area del nord-ovest è stata individuata dall’Eni come polo per la chimica verde15 e questo potrebbe renderla, qualora gli investimenti venissero completati, attraente per investitori nel settore della bio-plastica dal momento che potrebbe anche avvalersi delle competenze del polo di ricerca del CNR di Sassari. Nel settore dell’agro-alimentare il polo lattiero caseario si presta ad investimenti ad alto contenuto tecnologico a partire dalla applicazione di nuove tecnologie legate all’information technology, su cui la UE raccomanda di indirizzare investimenti per lo sviluppo del settore agroalimentare16. Mentre i nuovi investimenti nel settore del Gas naturale liquefatto (GNL), con la creazione di sei serbatoi criogenici nell’area di Oristano17 con capacità totale di 9.000 metri cubi riforniti da navi metaniere, costituirà di fatto il primo punto di bunkering nel Mediterraneo18. Il metano liquido servirà industrie e utenze civili, ma anche trasporto veicolare di camion e vettori marittimi e darà una maggiore sicurezza energetica all’isola.

Nel Nord della Sardegna è localizzata la cittadella tecnologica che si trova a qualche chilometro da Sassari19. Tale infrastruttura, grande quanto trentatré campi di calcio in cui lavorano circa cento persone e quaranta imprese, ospita la stazione elettrica e di collegamento con la Corsica (Sacoi2) e costituisce uno dei punti strategici della rete elettrica nazionale soprattutto per le soluzioni tecnologiche impiegate nell’accumulo di energia e per la sincronizzazione dei flussi. Qui troviamo anche i sistemi di accumulo e i compensatori sincroni, delle gigantesche macchine che regolano i flussi di energia in modo da migliorare la stabilità e la sicurezza della rete. Ciò è frutto della tecnologia italiana ed in particolare di Ansaldo Energia di cui recentemente i Cinesi, attraverso la Shanghai Eletric, hanno acquisito delle quote significative20. Grazie a queste tecnologia all’avanguardia Terna è in grado di evitare blackout su tutto il territorio della regione Sardegna.

Sempre nell’area del nord Sardegna a Fiume Santo (Sassari) è collocato l’elettrodotto (SAPEI)21 che collega la Sardegna alla penisola italiana. Il Sapei è uno degli elettrodotti più avanzati al mondo frutto del know how di aziende italiane come Terna e Prysmian. Con suoi 435 km di lunghezza risulta essere anche il più lungo cavo sottomarino da 1.000 megawatt e il più profondo al mondo e permette di trasmettere energia elettrica tra Sardegna, Lazio e la rete nazionale. L’elettrodotto, che è il risultato di 750 milioni di investimento di Terna, è stato costruito con l’impiego di tecnologie avanzate, nel pieno rispetto dell’ambiente, cercando di limitare al massimo l’impatto su un’area come quella dello Stretto di Bonifacio dove ci sono ambienti marini di grande pregio. Con riferimento a Terna è bene tuttavia precisare che la Cassa depositi e prestiti, attraverso CDP Reti detiene il 30% della società, mentre la State Grid Corporation of China, la più grande eletric utility del mondo, detiene il 35% di CDP Reti. La Cina, quindi, è presente in modo significativo in investimenti strategici relativi alla rete elettrica nazionale ed in aziende come Prysmian, Ansaldo Energia e Terna che rispettivamente producono cavi e generatori elettrici22.

Ciò sta a significare che la Cina in pochi anni è riuscita, impiegando le sue ingenti risorse finanziare, a stabilire una solida partnership con l’Italia tanto da inserirsi, attraverso l’acquisto di quote importanti in CDP Reti, in un settore strategico quale quello della distribuzione dell’energia elettrica e della produzione di macchinari di alto livello tecnologico per la generazione di energia. La contropartita per le nostre aziende sarà la possibilità di accesso al mercato cinese dell’energia e l’acquisizione di commesse di grandi dimensioni. Rimane, però, il timore che tecnologie che fanno parte del patrimonio strategico italiano possano essere acquisite dalla Cina che un giorno potrebbe trovarsi nella condizione di nostro competitore in un settore altamente strategico.

Ci sono, dunque, i presupposti per attirare investitori internazionali che valutano la posizione della Sardegna in particolare e del Sud in generale come strategica per la vicinanza ai ricchi mercati europei. In questo contesto sono da migliorare i trasporti interni, soprattutto ferroviari e aerei, per favorire la mobilità dei locali ma anche quella dei potenziali flussi turistici e di chi sceglie di venire a lavorare nell’isola e al Sud. Ma se è vero che gli investimenti stranieri in Italia, soprattutto quando sono legati a ricerca e sviluppo sono benvenuti perché potrebbero offrire un contributo importante allo progresso della nuova economia della conoscenza, non possono essere dimenticate, comunque, valutazioni che riguardano la tutela delle conoscenze scientifiche e tecnologiche del nostro paese che costituiscono il fondamento della sua competitività e della sicurezza nazionale. Pertanto la necessità di creare sviluppo, e di posti di lavoro altamente qualificati, va coniugata con l’esigenza di tutelare l’interesse nazionale23, la competitività e la sicurezza del paese anche attraverso un rigoroso processo di valutazione degli investimenti stranieri come avviene in altri paesi24.

NOTE:

Alberto Cossu, Ricercatore Associato del Programma “Infrastrutture e Sviluppo Territoriale” dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG). Consulente di direzione e organizzazione C.M.C.

1. Jacques Attali, Breve Storia del futuro, Fazi Editore,Roma,2016;
2. Adam Segal, Is America losing its edge?, Foreign Affairs, November/December 2004;
3. H.l. Sirkin,JW.Hermerling, A.K. Bhattacharya, Globality, The Boston Consulting Group, Etas, Milano, 2009;
4. Strategia di specializzazione intelligente della Sardegna; Regione Sardegna;
5. La società giapponese NTT, colosso di 95 miliardi di fatturato, investe a Cosenza 300 milioni per un centro di ricerca nel settore della sicurezza informatica vedi: Cosenzapost.it;
6. Apple crea un centro di ricerca a Napoli vedi Il Sole 24 Ore;
7. Il polo aerospaziale di Grottaglie attira investimenti della Boeing Il Sole 24 Ore;
8. Sardegnaricerche.it;
9. RegioneSardegna.it;
10. Corriere Innovazione;
11. Tiscali.it.
12. Il Sole 24 Ore; La mappa dei soci di Tiscali subisce questi cambiamenti: Soru, che detiene circa il 17,7% scenderà al 10%. Sopra di lui ci saranno gli azionisti di Aria col 18% e il fondo di investimento russo Otkritie Disciplined Equity Fund (Odef) col 22%. A sua volta il principale azionista di Aria – col 48% – è il gruppo Ict, fondo d’investimento che fa capo all’imprenditore russo attivo nelle materie prime, Alexander Nesis. Ict detiene anche una quota pari al 10% di Otkritie vedi;
13. dassardegna;
14. ship2store.it;
15. Il Sole 24 Ore;
16. L’UE e il parlamento europeo con un documento adottato qualche mese fa chiede agli stati membri di mobilitarsi in questo senso e infatti è previsto un programma da parte del Governo italiano rivolto ad estendere l’utilizzo dell’AP ad una maggiore percentuale di terre coltivate. Vedi;
17. governo.it; minambiente.it;
18. cpl.it;
19. Il Sole 24 Ore.
20. cdpequity.it;
21. sapei.it;
22. Il Sole 24 Ore;
23. Laris Gaiser, L’intelligence economica per un nuovo ordine mondiale, 20 luglio 2016; Sicurezzanazionale.gov.it. ;
24. .


  • ROBERTO CHIRONI

    13/12/2016 #1 Author

    Bravo Alberto Cossu, intanto perché sgombra il campo da consolidati luoghi comuni (in Sardegna non ci sono competenze, non si investe in R&S…) e poi perché mette in luce potenzialità di investimento che dovrebbero essere al centro delle politiche regionali di marketing territoriale finalizzate appunto all’attrazione di investitori ester(n)i.

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