L’equivoco della denatalità L’equivoco della denatalità
Recentemente il FERTILITY DAY (a parte i suoi aspetti comunicativi, alcuni dei quali hanno fatto molto discutere) ha suscitato reazioni opposte. Condivisibile l’idea di... L’equivoco della denatalità

Recentemente il FERTILITY DAY (a parte i suoi aspetti comunicativi, alcuni dei quali hanno fatto molto discutere) ha suscitato reazioni opposte. Condivisibile l’idea di diffondere e migliorare la conoscenza degli aspetti medici in termini di fertilità, di concepimento e di contraccezione (per cui l’Italia fa ben poco), temi rientranti nell’educazione sessuale in genere. Ma il messaggio che si voleva far passare era un altro, su cui vogliamo intrattenerci. Si cerca di diffondere l’opinione che la denatalità sia una delle cause principali dell’attuale crisi economica.

Governare l’economia, prevedere i cambiamenti non è facile. Si pensi che fra chi va economicamente meglio in Europa c’è la Spagna, rimasta a lungo senza governo. I modelli matematici non servono, troppi sono i parametri in gioco. E le previsioni vanno continuamente rivedute.

Denatalità: è vero che la popolazione in Italia sta “invecchiando”. Ma se oggi avessimo più giovani, avremmo anche molti giovani disoccupati in più. E non si dica che occorrono tanti giovani che versino dei contributi per poter pagare le pensioni: queste ultime, col sistema contributivo, dovrebbero essere pagate durante gli anni lavorativi da coloro che ne usufruiranno. E pensate che i paesi con popolazione “giovane”, dove si fanno molti figli, siano quelli che economicamente vanno meglio? Pensate un attimo alla Somalia, al Mali, alla Nigeria, al Bangla Desh…
In Italia, nel Meridione si facevano più figli che al Nord. Questo ha forse fatto sì che il Sud avesse uno sviluppo economico maggiore del Nord?

In effetti in Italia, nel mondo, siamo ormai in troppi. Se in Italia fossimo in 30 milioni o poco più, con la metà delle case, delle auto, delle strade, delle centrali elettriche, dell’inquinamento; se producessimo la metà dei rifiuti: non staremmo molto meglio? Ma forse siamo ancora condizionati da alcuni miti del passato.

L’emancipazione femminile, con la donna capace di gestire il proprio corpo e le gravidanze, avrebbe dovuto portare a un ridimensionamento della crescita; in effetti anche nei paesi in cui tale emancipazione è avvenuta (Stati Uniti, Francia…) la popolazione continua ad aumentare sensibilmente. Solo nei paesi scandinavi tale tendenza pare da tempo essere più limitata.

Diamo un’occhiata a quanto avvenuto in Cina. La politica del figlio unico, imposta in modo molto discutibile, ha comunque portato i seguenti risultati. Il numero dei cinesi è oggi di 400-500 milioni inferiore rispetto a quello che sarebbe se non avessero attuato tale politica. Soltanto i più ricchi potevano permettersi di avere più di un figlio (pagando magari una multa): dopo tutto erano anche quelli che potevano permettere ai figli di avere una istruzione migliore. Gia oggi i cinesi risultano essere assai “invadenti”: e se fossero quasi due miliardi? E ritenete che il calo della natalità in Cina le abbia creato una grave crisi economica?!

Poche, e poco ascoltate, sono state in questo senso le voci fuori dal coro. Ne riportiamo due.

Lettera di Marco Pannella a Beppe Grillo, 13/2/2006

Quanti siamo? Energia per chi? Quanti? Per 3, 6, 9 e via crescendo miliardi di “persone”, consumatori?
Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori “colpevoli”, a che punto di già non saremmo? Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad essere travolti dallo tsunami natalista, che ha visto alleati nei decenni precedenti sia i poteri fondamentalisti clericali, Vaticano in testa, sia il Potere dell’Impero sovietico e quelli fascisti, nazisti, totalitari di ogni tipo, che hanno imposto e impongono all’umanità di procreare, di moltiplicarsi bestialmente, irresponsabilmente, condannando centinaia di milioni di bambini a morire di fame, stenti, guerre.

Martin Luther King

A differenza delle pestilenze degli anni bui o delle malattie contemporanee che ancora non comprendiamo, la piaga moderna della sovrappopolazione è risolvibile con mezzi che ci sono noti e con risorse che sono in nostro possesso. Quel che manca non è già una sufficiente conoscenza della soluzione, ma la consapevolezza universale della gravità del problema e la diffusione di informazione tra i miliardi di persone che ne sono vittime.

Una delle affermazioni forti di questo Papa, che spesso va contro la tradizione, è la seguente: “Non siete conigli, 3 figli al massimo!”. Ma cardinali anche di peso si lamentano dei “rischi” della denatalità. E anche Mario Draghi (BCE) vuole ritornare alla crescita continua, e per questo chiede più nascite. E dire che quello che conta dovrebbe essere non la somma (dei beni, delle risorse), ma la media.

Qualcuno spera che i migranti, più giovani e fertili, possano servire a migliorare i conti dell’INPS. Intanto, teniamo presente che se i figli li fanno soprattutto i poveri, debbono essere i servizi sociali a intervenire anche per dare loro una certa istruzione. Poi spesso lavorano in nero. Inoltre le leggi consentono loro (forse giustamente) dopo 5 anni di utilizzare all’estero i loro contributi.

Purtroppo errori vari sono stati fatti in passato, e si fanno tuttora. Mi riferisco ai pensionati baby, di cui pochi conoscono gli eccessi; alle pensioni d’oro, ai vitalizi, alle pluri pensioni… Si pensi che in certi paesi uno deve scegliere fra pensione e liquidazione.

Quanto agli esodati; nessuno ha detto che in alcuni casi la situazione si era presentato anche per “un patto scellerato” stipulato fra dipendenti e alcune amministrazioni pubbliche (poste, ecc.) e non. Si lasciavano a casa i dipendenti, pagando loro alcuni anni di stipendio (affinchè giungessero all’età della pensione). Tutto questo è assurdo: essendo pagati, non potevano continuare a dare un servizio (magari modesto) al pubblico? Ma questo sistema forse permetteva a qualche direttore generale di ricevere prebende per il raggiungimento di qualche obiettivo (diminuzione del personale?). Poi la legge Fornero ha messo in crisi questi attori, di quello che in fondo era un patto scellerato; anche per essi tutti, senza fare distinzione, in molti si sono strappate le vesti.

Nessuno vuole toccare i cosiddetti diritti acquisiti (ma altrove si toccano…); i vitalizi dei parlamentari fanno comodo a tutti i partiti: una legislatura in parlamento è da sempre un modo per fare avere una pensione a chi per anni ha fatto il bravo portaborse, ricoprendo cariche temporanee che non portavano a una pensione (sindaco, segretario locale di partito ecc.).

Insomma, spesso la verità sta dietro a quelli che sono luoghi comuni. Si accettano frasi fatte, schemi non più validi; si subiscono conclusioni che paiono basate su studi o calcoli oggettivi. E dire che i fatti hanno spesso mostrato come i “guru” della finanza (J.P. Morgan, Lehman Brothers, Arthur Andersen) ci prendono quando possono (o magari quando vogliono). Ma anche fra chi si occupa di demografia si dice tutto ed il contrario di tutto: ma si preferisce ascoltare quello che ci piace, che va d’accordo con la religione o con il partito che ci piace di più.

NOTE:

Pier Luigi Papini è stato Professore Ordinario di Analisi Matematica all'Università di Bologna.


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