Lo scandalo Odebrecht in Colombia Lo scandalo Odebrecht in Colombia
I Paesi dell’America Latina stanno attraversando in questi anni un processo che alcuni hanno definito una sorta di “Tangentopoli” o “Mani pulite” internazionale –... Lo scandalo Odebrecht in Colombia

I Paesi dell’America Latina stanno attraversando in questi anni un processo che alcuni hanno definito una sorta di “Tangentopoli” o “Mani pulite” internazionale – un processo iniziato nel 2014 che dal Brasile si è presto propagato in altri Paesi. Nel seguente articolo ci focalizzeremo sulla Colombia, uno stato che sta attraversando un profondo cambiamento sociale, dovuto da una parte ad una pace raggiunta dopo 52 anni di guerra civile e dall’altra a una rinnovata crescita economica, che lo sta portando ad avere un peso sempre maggiore nella regione. È proprio la crescita economica, aiutata soprattutto dai grossi investimenti infrastrutturali del Governo, a risentire di più dello scandalo e a far sì che questo diventi il punto focale della lotta politica alle prossime elezioni.

L’azienda brasiliana Odebrecht, la più grande azienda di costruzioni in America Latina, è stata accusata di aver pagato tangenti a funzionari pubblici di ben 11 Paesi latino–americani1, con l’intento principale di accaparrarsi grossi appalti pubblici per un valore complessivo – stimato – che si aggira intorno a $ 800 milioni. Tra questi quello più importante è forse la costruzione dell’Interoceanic Highway – un’autostrada che collega il Brasile con la costa pacifica del Perù. Il tutto ha avuto inizio nel 2014 quando le autorità brasiliane hanno lanciato l’operazione “Car Wash2” che portò ben presto all’impeachment dell’ex Presidente brasiliana Dilma Rousseff3, e al dilagare dei sospetti anche negli altri Paesi latino – americani in cui Odebrecht operava.

Nel giugno 2015, il presidente della società Marcelo Odebrecht fu arrestato perché coinvolto nell’inchiesta Petrobras4. Il Ministero pubblico della Confederazione Svizzera accusò Odebrecht S.A. e la sua filiale C.N.O. di aver violato il diritto penale di impresa5. Nel dicembre 2016, dopo due anni di inchiesta, l’azienda ha raggiunto un accordo con Brasile, Svizzera e Stati Uniti, in base al quale dovrà pagare una multa di $ 3,5 miliardi.

Fra gli stati maggiormente coinvolti nello scandalo troviamo la Colombia, in particolare nella persona di Juan Manuel Santos Calderòn, il Presidente della Repubblica, che ha subìto un enorme danno alla propria immagine a poca distanza dall’ottenimento di due riconoscimenti internazionali: il Premio Nobel per la pace e il premio per lo sviluppo economico e la coesione sociale6.

Lo scandalo si va ad aggiungere a una già complessa situazione che ha visto la Colombia impegnata in una guerra civile durata 52 anni, in cui si sono scontrati – principalmente – il Governo colombiano e le Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – FARC7 – che ha provocato circa 220 mila vittime. Il 25 agosto 2016, dopo quattro anni di trattative, si raggiunse un primo accordo, firmato ufficialmente il 26 settembre tra Santos e Rodrigo Londono Echeverri (“Timochenko”), leader delle FARC. L’accordo però non è stato ben accolto dalla popolazione, che il 2 ottobre 2016 lo bocciò tramite referendum popolare. I negoziati di pace sono comunque andati avanti, fino all’accordo definitivo raggiunto a Cuba il 13 novembre, che è stato poi firmato a Bogotá il 24 e approvato dal Congresso il primo dicembre.

Grazie agli sforzi fatti per raggiungere tale accordo, Juan Manuel Santos è stato premiato lo scorso 7 ottobre con il Premio Nobel per la pace. La situazione rimane tuttavia critica a causa dei rapporti con il terzo protagonista della guerra, l’ELN8Ejercito del Liberaciòn Nacional. Nonostante Santos avesse comunicato l’inizio delle pubbliche negoziazioni9 tra le parti già il 10 ottobre 2016, l’inaugurazione vera e propria è avvenuta soltanto il 7 febbraio 2017 a Quito (Ecuador), con la speranza del Presidente in carica di concludere un accordo di pace entro il 2018 (anno delle nuove elezioni). Tuttavia queste trattative sembrano essere ora in una nuova fase di stallo, in quanto, per protestare contro la pace raggiunta tra governo e FARC, il 19 febbraio 2017 l’ELN ha perpetrato un attentato contro la polizia colombiana nel centro di Bogotà10.

Durante la sua confessione al Dipartimento di Giustizia statunitense, Marcelo Odebrecht dichiarò il pagamento di $ 11 milioni in tangenti a funzionari pubblici colombiani. In particolare, la procura colombiana ritiene che l’affare di Odebrecht più importante nel Paese sia quello relativo alla costruzione della “Transversal Ocaña – Gamarra”, approvata dal Governo nel marzo 2014, con un provvedimento che andava ad aggiungere 1,2 miliardi di pesos ai 3,6 miliardi già stanziati nel 2009 per la costruzione della “Ruta del Sol 2”. Ad aggiudicarsi questa seconda concessione fu il gruppo denominato “Concesionaria Ruta del Sol”, costituito da Odebrecht per il 62,01%, Episol per il 33% e CSS costruttori per il 4,99%. La concessione ha una durata ventennale, con la costruzione dell’intero percorso stradale Ocaña – Gamarra prevista entro i primi 4 anni, a partire da novembre 2014.

Il 14 gennaio 2017, la procura colombiana ha arrestato – con l’accusa di corruzione – Otto Nicolas Bula Bula (soprannominato “el Ventilador de Odebrecht”), un ex congressista del partito liberale, con l’accusa di aver fatto da mediatore tra la società e alte cariche pubbliche colombiane. Nonostante si sia dichiarato innocente, il suo modo di agire è stato considerato auto–incriminante: infatti, ha chiesto fin da subito di fare una testimonianza giurata e non un semplice interrogatorio, come previsto all’inizio di un processo. Bula, che era stato trovato (in Cina) grazie all’aiuto della DEA dopo che il suo nome era emerso durante un’altra inchiesta11, ha rivelato l’esistenza di un documento firmato da lui e da rappresentanti di Odebrecht per una commissione di $ 4,6 milioni da pagare ai funzionari pubblici colombiani per accaparrarsi appalti. Però, nel corso del processo, ha ritrattato la sua testimonianza sul documento, negandone la veridicità: secondo questa nuova testimonianza, si tratterebbe di un documento firmato in realtà nel 2016, con una falsa data del 2013. L’obiettivo di tale atto, come affermato dal procuratore Néstor Humberto Martinez, era quello di giustificare un giro di denaro avvenuto negli scorsi anni in Brasile.

L’anno effettivo dell’atto è significativo poiché è proprio nel 2016 che il Brasile ha iniziato a indicare i colpevoli tra i dirigenti della società per il denaro versato in Paesi stranieri. Bula ha aggiunto che in realtà l’ammontare complessivo delle tangenti Odebrecht in Colombia è di $ 1 milione, di cui lui ha gestito solo il 10%, mentre il restante è stato gestito dall’imprenditore Andrés Giraldo, che aveva il compito di girare la somma a Roberto Prieto, il direttore della campagna elettorale per le rielezioni di Santos nel 2014. Da parte sua, Giraldo ha affermato di non aver ricevuto questo denaro e che i rapporti con il senatore fossero destinati alla conclusione di affari riguardanti degli acquedotti a Tolima. Per quanto riguarda, invece, Prieto, questi ha dichiarato al Consiglio Nazionale Elettorale di non essere a conoscenza del fatto che questi soldi siano stati indirizzati alla campagna elettorale, qualificando le dichiarazioni di Bula come “tendenziose e calunniose”.

Il 7 febbraio 2017 Martinez, durante una conferenza stampa, ha affermato che Bula ha aiutato Odebrecht a distribuire i $ 4,6 milioni citati sopra a destinatari non ancora identificati; la maggior parte di questi soldi sembra essere stata canalizzata attraverso società cinesi e panamensi, e solo due versamenti sono stati tracciati in Colombia, per un ammontare complessivo corrispondente a $ 1 milione, così come affermato da Bula. Un altro arresto che ha fatto scalpore è quello dell’uribista Gabriel Garcia Morales, ex Vice Ministro dei Trasporti, con l’accusa di corruzione, stipulazione di contratti e arricchimento illecito. Secondo la procura, Garcia avrebbe chiesto $ 6,5 milioni a Odebrecht per la vincita della concessione Ocaña – Gamarra. Intanto la procura continua a indagare: in questi giorni, sotto accusa c’è anche il senatore Bernardo Miguel Elìas Vidal, in qualità di uomo chiave nella relazione tra Bula e il Partito Sociale di Unità Nazionale.

Il 15 febbraio 2017, durante l’ultimo incontro ufficiale tra Santos e Rafael Correa, Presidente dimissionario dell’Ecuador12, tenutosi a Guayaquil (Ecuador), Santos si è lamentato del danno alla sua immagine e al paese subìto proprio per lo scandalo Odebrecht, fondato su “testimonianze non corroborate”, dichiarando di voler chiarire la questione il prima possibile. Dalle affermazioni di Bula e degli altri testimoni, emerse finora, non sembrano esserci stati versamenti al Governo, ma soltanto ai partiti durante la campagna elettorale. Su questo punto si ricorda però che in Colombia il finanziamento dei partiti da parte di imprese che non siano banche è illegale. Per questo motivo, Martinez ha chiesto all’autorità anti – corruzione colombiana di aprire un’inchiesta. Il report dell’autorità redatto nel 2014 a seguito delle elezioni dichiarò la regolarità dei finanziamenti. Santos e gli altri leader politici spingono affinché questa inchiesta sia condotta (e terminata) al più presto, in vista delle elezioni presidenziali previste per il 2018, nelle quali, a detta dei media colombiani, i partiti politici punteranno la propria campagna sulla lotta alla corruzione.

Nel frattempo, il Governo sta cercando di chiudere i contratti precedentemente stipulati con Odebrecht. Il 22 febbraio è iniziata la cessazione di un contratto del valore di 2,5 miliardi di pesos relativo ai lavori necessari per ripristinare la navigabilità del fiume Magdalena13, per il quale la Colombia ha già ricevuto la proposta di PowerChina di subentrare ad Odebrecht. Per quanto riguarda invece la concessione relativa alla Tranversal Ocaña – Gamarra, l’Agenzia Nazionale delle Infrastrutture colombiana – ANI – ha annunciato la liquidazione del contratto, grazie alla Invias (Instituto Nacional de Vias) che assumerà parte della concessione e all’apertura una nuova gara d’appalto, con un inevitabile ritardo nella realizzazione dell’opera complessiva. La procura intanto ha avanzato un accordo di cooperazione con i funzionari Odebrecht affinché testimonino in cambio di benefici giudiziari.

Il 16 febbraio 2017, a Brasilia, si sono riuniti i Ministri della Giustizia, o i loro rappresentanti, di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Panama, Perù, Portogallo, Repubblica Dominicana e Venezuela, per unire le forze e trovare una soluzione comune al caso Odebrecht. La conclusione di questo vertice, conosciuta come “Dichiarazione di Brasilia sulla cooperazione giuridica internazionale contro la corruzione”, contiene 8 accordi; il primo di essi prevede la cooperazione giuridica (efficace, veloce e reciproca) di tutti gli stati firmatari su questo caso.

Il Governo colombiano è stato fortemente coinvolto nello scandalo Odebrecht, sebbene i dati, e le testimonianze attuali, mostrino che, confrontato con altri Paesi, il giro di affari “corrotto” è molto inferiore rispetto a quello dei suoi vicini. Tuttavia, una politica che ha accumunato i Governi degli ultimi anni è stata quella di una forte concentrazione degli investimenti in ambito infrastrutturale, in particolare nella costruzione di nuove rotte – stradali e non – che andassero a favorire gli scambi commerciali. È principalmente a questi investimenti che la Colombia deve la crescita economica che la sta caratterizzando, e che le ha permesso di aumentare la sua influenza nella regione: si pensi ad esempio al considerevole potere che lo stato ha guadagnato nei confronti del Venezuela (stato che al contrario sta attraversando una profonda crisi economica che ha praticamente distrutto quasi tutti i settori della vita civile – alimentare e ospedaliero in primis).

Lo scandalo Odebrecht ha messo in dubbio le scelte fatte dal Governo in ambito economico, inficiando le opere fatte e il denaro speso per esse. Questo non solo causa un enorme danno di immagine al Governo agli occhi del proprio popolo, ma porta con sé anche pesanti ripercussioni politiche, che stanno portando ad un circolo vizioso di accuse reciproche tra partiti politici e personaggi di spicco del mondo politico, giudiziario, economico e mediatico colombiano. Per ipotizzare quali possono essere i possibili futuri scenari della politica colombiana possiamo prendere ad esempio la storia del nostro paese: dopo tangentopoli i partiti politici classici (DC e partito socialista) crollarono, creando un vuoto politico riempito da coloro che meglio di altri riuscirono a influenzare i media, e quindi l’opinione pubblica.

Non si attenderà molto per capire cosa succederà effettivamente. Le elezioni presidenziali si terranno fra un anno e presto i leader politici dovranno affrontare una campagna elettorale in un paese quasi totalmente nuovo: con territori liberi e bisognosi di essere inclusi nella società, con un popolo sfiducioso e, probabilmente, con un’interruzione della crescita economica, dovuta a una scarsa fiducia degli investitori e all’inevitabile rallentamento delle opere pubbliche e degli investimenti in generale.

Dall’altro lato però, bisogna evidenziare la volontà degli stati latino – americani di collaborare in materie che da sempre sono ostiche alla cooperazione: la giustizia e il controllo finanziario. Questo segna un importante punto di svolta a livello internazionale, rafforzando, agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, l’immagine di questi Paesi, o meglio, di coloro che riusciranno ad emergere dallo scandalo in qualità di “leader contro la corruzione”. Presumibilmente, questa collaborazione giudiziaria, se continuerà ad essere sostenuta da tutti i Paesi in gioco, potrebbe portare a un miglioramento della già diffusa e nota “Cooperazione Sud – Sud”, attuata già da tempo nel continente, e rafforzare il peso politico della regione a livello mondiale.

NOTE:

1 Si tratta di: Argentina (tangenti per un valore stimato di $ 35 milioni), Brasile ($ 349 milioni), Cile (n/a), Colombia ($ 11 milioni), Repubblica Dominicana ($ 92 milioni), Ecuador ($ 33.5 milioni), Guatemala ($ 18 milioni), Messico ($ 10,5 milioni), Panama ($ 59 milioni), Perù ($ 29 milioni) e Venezuela ($ 98 milioni). Queste sono tuttavia cifre parziali poiché sulle confessioni dei funzionari Odebrecht vige ancora il segreto istruttorio in Brasile.
2 L’operazione prende il nome da una stazione di servizio di Brasilia usata per riciclare delle tangenti.
3 Il 31 agosto 2016 il Parlamento brasiliano ha approvato la destituzione dall’incarico di Presidente del Brasile di Dilma Rousseff, a seguito di un periodo di sospensione dall’incarico di 3 mesi e un procedimento iniziato nel dicembre 2015, dopo che il Partito dei Lavoratori di centrosinistra è stato coinvolto nel caso Petrobras.
4L’azienda brasiliana Petrobras è stata accusata di aver gonfiato i contratti per la costruzione di infrastrutture petrolifere al fine di finanziare la campagna elettorale del Partido dos Trabalhadores e di altri partiti politici brasiliani.
5 Il 21 dicembre 2016 si è concluso un procedimento iniziato nel 2014, durante il quale il MPC Svizzero ha condotto circa 60 inchieste penali con l’accusa di corruzione internazionale nei confronti del gruppo Odebrecht. I capi di accusa sono stati riciclaggio di denaro e pagamento di tangenti a pubblici ufficiali stranieri.
6 Santos ha ricevuto il 14 Dicembre 2016 il Premio per lo sviluppo economico e la coesione sociale dal Nueva Economia Forum, Madrid, per gli sforzi di Santos e della società colombiana nel raggiungere la pace desiderata e nell’affrontare le future sfide dello sviluppo sociale ed economico.
7 Le FARC nacquero negli anni ’60, quando una parte del partito comunista colombiano decise di proteggere le comunità rurali dalle aggressioni dei paramilitari al servizio dei grandi proprietari terrieri. Sono stati uno dei gruppi di miliziani e meglio armati dell’America Latina, prima grazie al supporto dell’Unione Sovietica, e poi grazie al controllo della produzione e del traffico di stupefacenti.
8 L’ELN, così come le FARC, è un’organizzazione di guerriglia insurrezionale rivoluzionaria di stampo marxista. Oltre ad essere molto meno numerosa della sua controparte, ha sempre rifiutato sia aiuti stranieri, in particolare dall’Unione Sovietica, sia proventi che venissero dal narcotraffico, finanziandosi quasi esclusivamente tramite tasse sulle popolazioni controllate.
9 Le trattative di pace tra ELN e Governo colombiano erano già iniziate con il Presidente Alvaro Uribe Vélez, ma erano poi state bruscamente interrotte dall’ELN nel 2008. Attualmente, i ritardi nelle trattative riguardano, principalmente, il sequestro di Odín Sánchez Montes de Oca, ex – parlamentare, liberato dall’ELN solo lo scorso 2 febbraio quando il Governo colombiano ha rilasciato i guerriglieri Nixon Cobos e Leivis Valero, presi in consegna dalla Croce Rossa.
10 Il 19 febbraio 2017 nella Plaza de Toros (Bogotà), dove da lì a poco sarebbe iniziata la corrida, un petardo è esploso uccidendo un uomo e ferendo altre 30 persone. La maggior parte delle vittime sono poliziotti che stavano lavorando sulla messa in sicurezza dell’area, proprio in vista della corrida. L’attentato è stato poi rivendicato dall’ELN.
11 Nel 2010 durante un’inchiesta della DEA sulla “Oficina de Envigado – un cartello colombiano – il narcotrafficante Juan Carlos Sierra (soprannominato “El Tuso Sierra”) identificò Bula come prestanome di Mario Uribe. Per questo motivo, gli agenti della DEA hanno chiesto alle autorità colombiane di poter interrogare Bula.
12 Il 19 febbraio 2017 si è tenuto il primo turno delle elezioni, che ha visto il successo di Lénin Moreno del partito socialista Alianza Paìs con il 38,88% dei voti. Non avendo raggiunto il 40%, il prossimo 2 aprile si terrà il ballottaggio tra Moreno e Giullermo Lasso del partito di centro destra Movimiento Creo.
13 Il contratto fu stipulato nel 2014 tra la Cormagdalena, l’agenzia governativa incaricata della questione, e il consorzio Navalena, di cui Odebrecht possedeva l’87% del capitale.


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