Il commercio estero argentino: analisi e prospettive Il commercio estero argentino: analisi e prospettive
Nel contesto latinoamericano l’economia argentina si colloca al terzo posto per prodotto interno lordo, beneficiando di una notevole varietà di risorse naturali e di... Il commercio estero argentino: analisi e prospettive

Nel contesto latinoamericano l’economia argentina si colloca al terzo posto per prodotto interno lordo, beneficiando di una notevole varietà di risorse naturali e di una base industriale relativamente diversificata. L’Argentina si posiziona solamente al 43° posto nella classifica mondiale dei maggiori paesi esportatori, ma nel settore agroalimentare è tra i principali player a livello globale. Detiene infatti l’ottavo posto per la produzione di prodotti alimentari e il settimo per la loro esportazione. Questo settore è sicuramente uno dei più rappresentativi dell’economia nazionale, contribuendo a più della metà del totale delle esportazioni, ma il paese latinoamericano è anche un importante produttore ed esportatore di autoveicoli. L’export di questi ultimi ammonta a circa 5 miliardi di dollari ed è diretto soprattutto verso il mercato brasiliano, la cui quota di importazioni vale circa 3,4 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda invece l’import, l’Argentina è un grande consumatore di manufatti, acquistando soprattutto automezzi e la relativa componentistica, macchinari, apparecchiature elettriche ma anche combustibili. I maggiori partner di questo interscambio sono senza dubbio il Brasile, la Cina e gli Stati Uniti, sia come importatori che come esportatori. Negli ultimi anni le performance commerciali dell’Argentina non sono state particolarmente brillanti: infatti, a partire dal 2011 le esportazioni hanno registrato una tendenziale decrescita e questo è successo anche per le importazioni, a cominciare dal 2013. Occorre precisare però che nell’ultimo anno, nonostante sia stato un anno di recessione, c’è stato un leggero miglioramento con una crescita dell’export. Il nuovo Presidente Mauricio Macri infatti ha preso una serie di provvedimenti volti a riattivare la crescita dell’economia e a favorire il commercio estero, come ad esempio la cancellazione dei dazi e delle imposte su alcuni prodotti esportati e l’alleggerimento delle restrizioni alle importazioni.

Il nuovo governo, insediatosi nel 2015, ha apportato anche dei cambiamenti nella politica estera, manifestando la volontà di riavvicinarsi alla comunità internazionale attraverso un’agenda di liberalizzazione dell’economia. Lo dimostra la partecipazione al World Economic Forum di Davos dopo più di dieci anni di assenza, la ripresa dei rapporti con il Fondo Monetario Internazionale e il proseguimento della collaborazione con la Banca Mondiale. Per quanto concerne le relazioni con i paesi latinoamericani, il Presidente ha espresso l’intenzione di ridare slancio ai progetti di integrazione regionale come il Mercosur e l’interesse a rafforzare i rapporti con i membri dell’Alleanza del Pacifico. Inoltre Macri ha preso le distanze dal governo venezuelano, modificando l’atteggiamento dell’Argentina nei confronti di uno storico partner economico-finanziario. Le motivazioni risiedono nella modalità con cui il governo di Caracas sta gestendo la crisi economica, sociale e politica in cui versa il paese. L’Argentina, insieme ad altri paesi latinoamericani, contesta le violazioni dei diritti umani e dei principi democratici, auspicando una soluzione alla crisi negoziata con le opposizioni.

Spostando lo sguardo verso il Pacifico, il presidente ha mostrato preoccupazione per il grado di dipendenza dell’economia argentina dalla Cina. Le relazioni tra questi due paesi sono significative e investono molteplici ambiti. Dal punto di vista commerciale, la Cina è il terzo mercato di sbocco dei prodotti argentini per un valore di circa 4,4 miliardi di dollari e il secondo fornitore dopo il Brasile, esportando prodotti per un valore di circa 10,5 miliardi di dollari. Dal punto di vista finanziario, il paese asiatico è diventato un importantissimo fornitore di capitali nel momento in cui l’Argentina, dopo il default del 2001, non riusciva più a finanziarsi sui mercati internazionali. Inoltre, sotto la presidenza di Cristina Fernández de Kirchner, si è assistito ad un ulteriore rafforzamento nei rapporti bilaterali. I Cinesi infatti si sono impegnati a fornire prestiti per 20 miliardi di dollari, volti a finanziare progetti nel settore energetico e infrastrutturale. Macri ha fortemente criticato questi accordi per il loro impatto ambientale e per la mancanza di trasparenza con cui sono stati conclusi. L’intenzione del nuovo Presidente di rivedere i prestiti se non addirittura cancellarli ha fatto ipotizzare un allentamento nei rapporti bilaterali, invertendo la rotta rispetto alle politiche del precedente esecutivo. Tuttavia i legami con la Cina sono rimasti forti in quanto Macri è consapevole di quanto alcuni progetti siano cruciali per l’economia argentina. Tra questi, ad esempio, vi è l’ammodernamento della rete ferroviaria, che consentirà di rendere più veloce il percorso dei prodotti agricoli diretti verso il mercato asiatico, rafforzando significativamente la competitività dell’industria agricola. L’importanza di questo investimento ha portato il presidente argentino su toni maggiormente concilianti nei confronti dei Cinesi, come avvenuto nel primo incontro con Xi Jinping nell’aprile del 2016. Macri infatti voleva fermare un altro importante progetto finanziato dai capitali cinesi, ovvero la costruzione di due dighe idroelettriche sul fiume di Santa Cruz (un finanziamento di 4,7 miliardi di dollari). Tuttavia, la presenza di una clausola che prevedeva l’interruzione degli investimenti nella rete ferroviaria, nel caso in cui fosse stata fermata la costruzione delle dighe a Santa Cruz, ha convinto le autorità argentine a proseguire il progetto.

In riferimento ai rapporti con l’Occidente, Macri ha abbandonato la retorica antiamericana della Kirchner e ha dichiarato di voler rafforzare i rapporti con gli Stati Uniti e soprattutto con l’Europa. Da questo punto di vista le parole del presidente sono particolarmente esemplificative: «siamo principalmente discendenti degli europei quindi è più semplice fare accordi con l’Europa che con l’Asia». Nel contesto europeo, Macri ha dichiarato di voler mantenere “una relazione preferenziale privilegiata” con l’Italia. Gli ottimi rapporti tra questi due paesi derivano da legami storici e culturali e la cooperazione investe molteplici ambiti, dai diritti umani alla ricerca scientifica.

Dal punto di vista commerciale, lo scorso anno si è assistito ad un aumento del volume degli scambi con un crescita sia delle esportazioni argentine verso l’Italia (passate dagli 853 milioni Euro del 2015 ai 981 milioni del 2016) che di quelle italiane verso l’Argentina (cresciute dai 1.062,9 milioni di Euro del 2015 ai 1.155,7 milioni dell’anno successivo). La bilancia commerciale è stabilmente in attivo per l’Italia con un saldo di 174,4 milioni di Euro nel 2016, in diminuzione rispetto ai 209,6 milioni dell’anno precedente. I principali prodotti acquistati dall’Argentina sono stati macchine, apparecchi elettrici e prodotti chimici, mentre l’Italia ha importato soprattutto prodotti del comparto agro-alimentare. L’ottimo stato delle relazioni italo-argentine è testimoniato anche dalla recente visita del Presidente Sergio Mattarella a maggio di quest’anno e da quella del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto nel 2016. Alla missione guidata da Scalfarotto hanno partecipato aziende, istituti di credito e università, mostrando il grande interesse del mondo produttivo italiano per il Paese latinoamericano. In quest’occasione si sono firmati quattro accordi, uno di questi è quello tra Banco de la Nación e Sace che ha l’obiettivo di facilitare le transazioni commerciali di breve/medio termine tra le Pmi italiane e le controparti argentine. Al fine di favorire le relazioni economiche e commerciali bilaterali è stato siglato anche un accordo tra l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e il marchio Fondazione Argentina per la promozione degli investimenti e del commercio.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Comisión Nacional de Actividades Espaciales (CONAE) hanno invece stretto un intesa per rafforzare la cooperazione nel campo della scienza spaziale con scopi pacifici, mentre l’accordo tra la Y-Tec e la FAAM consentirà di procedere verso l’installazione del primo stabilimento di produzione di celle agli ioni di litio in Argentina. Gli ultimi anni hanno visto un’evoluzione negativa del commercio estero argentino, un trend che si è invertito nel corso dell’ultimo anno. Dal punto di vista dei rapporti con i partner internazionali la nuova presidenza sembra voler rafforzare le relazioni commerciali con l’Occidente, come dimostrato dall’intenzione di riprendere i negoziati tra Mercosur e Unione Europea e dalla partecipazione al forum di Davos. Tuttavia il potere economico-finanziario cinese continua a mantenere un’influenza decisiva nel Paese e lo stesso Macri si è reso conto di quanto i capitali cinesi siano fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale dell’Argentina, come testimoniato dai nuovi accordi di maggio che prevedono ulteriori investimenti nel settore energetico e nella rete ferroviaria.

NOTE:

- Agenzia Giornalistica Italiana, Italia-Argentina: da Sace ad Asi, firmati 4 accordi, Roma, consultato l’08/06/2017.
- Buenos Aires Herald, Macri, Xi seal infrastructure deals worth billions of dollars, Buenos Aires, consultato il 09/06/2017.
- Foreign Policy, China made Mauricio Macri a deal he couldn't refuse, Washington D.C., consultato il 09/06/2017.
- Info Mercati Esteri, Rapporto Argentina, Roma, consultato l’08/06/2017.
- Servizi Assicurativi del Commercio Estero, Argentina energia latina, Roma, consultato l’08/06/2017.
- International Trade Centre, Argentina, Ginevra, consultato il 09/06/2017.
- World Trade Organization, Argentina Country Profile, Ginevra, consultato il 09/06/2017.


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